10-12-2007, ore 17:02:28
Italia. Genova. La Finanza a caccia di spinelli al concerto dei Subsonica. Don Gallo tenta di fermarli: "assurda repressione"
Pubblichiamo integralmente un articolo apparso oggi sul Secolo XIX online a firma G. Cet.
Per migliaia di giovani doveva essere una festa di musica e
divertimento all'insegna dei Subsonica e della loro musica travolgente.
Per la Guardia di finanza era in programma una delle operazioni a
sorpresa contro lo spaccio e il consumo di stupefacenti tra i giovani,
diventate ormai un appuntamento fisso prima di ogni concerto di
richiamo organizzato in città. La serata si è trasformata per
iniziativa di don Andrea Gallo e di alcuni suoi sostenitori, presenti
ieri sera all'entrata del VaillantPalace di Fiumara (l'ex MazdaPalace)
con un proprio stand della comunità di "San Benedetto al porto", in una
zuffa contro i militari, definiti "nazisti" per la loro "assurda
repressione" nei confronti dei giovani e del loro mondo. E' stato don
Gallo in persona a scagliarsi contro i Finanzieri della compagnia
pronto impiego (i cosiddetti "baschi verdi") e a protestare per i
controlli in corso. Arrivando a rivolgersi a muso duro contro lo stesso
comandante del nucleo, il maggiore Davide Cardia, presente sul campo a
coordinare l'attività.
Il parapiglia è avvenuto ieri sera
all'ingresso del concerto, penultima tappa del tour della band
giovanile dei Subsonica, seguito all'uscita dell'album "L'eclissi". Il
gran finale è previsto per mercoledì sera al Palasport Olimpico di
Torino. I controlli con le unità cinofile delle Fiamme Gialle, che già
in passato erano entrate in azione in occasione di altri importanti
eventi musicali, primo fra tutti il concerto di Vasco Rossi, hanno
portato all'individuazione di undici persone, trovate in possesso di
sostanze stupefacenti, in quantità giudicata adeguata a un uso
esclusivamente personale e per questo segnalate alla prefettura come
"assuntori". Una segnalazione senza conseguenze penali, prevista dalla
legge per obbligare chi fa uso di droghe a sottoporsi a una serie di
test psicologici e fisici per superare la tossicodipendenza.
Due
giovani sono stati sorpresi invece con dosi da spaccio e sono stati
denunciati alla Procura. Il primo aveva trenta grammi di hashish: un
panetto che distribuiva ai potenziali clienti che andavano al concerto.
Il secondo aveva nelle tasche della giacca stupefacenti di vario tipo,
pronto a soddisfare ogni richiesta: pasticche di ecstasy, cocaina e
hashish.
Come da tradizione, allo scattare delle operazioni di
controllo, tra i giovani assiepati agli ingressi è iniziato il fuggi
fuggi, da una parte, e la corsa a disfarsi della droga pronta all'uso o
alla vendita, dall'altra. Sull'asfalto i Finanzieri hanno raccolto
spinelli e pezzi di "fumo" per un peso complessivo di oltre trenta
grammi: sequestrati e avviati alla distruzione.
Ma a sorprendere
tutti è stata la reazione del prete di frontiera, noto per le sue
posizioni anti proibizioniste e per il suo ruolo di leader dei
movimenti no global, molti dei quali insofferenti a ogni intrusione nel
proprio mondo, di qualsivoglia uomo in divisa.
L'intervento di don
Gallo è stato così veemente da spiazzare gli stessi ufficiali della
Guardia di finanza, costretti a gestire una situazione potenzialmente
esplosiva sul piano dell'ordine pubblico. Risolta alla fine senza
scontri. Il responsabile della comunità di "San Benedetto al porto",
oltre a definire "nazisti" i metodi dei rappresentanti dello Stato, ha
minacciato di rivolgersi ai giornali e, prima ancora, di chiedere
ospitalità alla band dei "Subsonica", a Samuel (il leader) e a C-Max
Casacci, il chitarrista che divide con Samuel la guida del gruppo e la
confezione di gran parte dei loro successi, per lanciare il suo
messaggio antiproibizionista dal palcoscenico.
Soltanto nei prossimi giorni, si saprà se il comportamento del sacerdote avrà conseguenze di carattere giudiziario.
http://www.globalproject.info/art-14192.html
http://www.globalproject.info/art-14213.html
Milano, Clat4 Sabato 1 Dicembre 2007
Il Vero danno è il proibzionismo. Via subito la legge infame
Fini-Giovanardi. Stop War On Drugs
Lettera Aperta
- Lunedì 3 dicembre 2007
Siamo centri sociali, collettivi antiproibizionisti, consumatori,
operatrici ed operatori.
In questi giorni abbiamo attraversato la quarta conferenza latina
sulla riduzione del danno perchè riteniamo le unità mobili, i servizi
di prossimità, i consumatori e le consumatrici debbano riprendere la
parola, tornare a fare movimento e ad aprirsi alla società.
Allo stesso modo crediamo che la riduzione del danno debba essere
accreditata, finanziata e sostenuta, e siamo solidali con gli
operatori e le operatrici.
Per queste ragioni siamo qui.
Siamo arrivati a questa conferenza con l'intento di attraversare la
discussione della CLAT4 e di verificare alcuni nostri ragionamenti che
oggi vorremmo socializzare con voi :
Pensiamo che il potere stia combattendo una guerra nei nostri
territori contro noi umani.
La 'war on drugs' ne è dispositivo che agisce penalizzandoci,
sanzionandoci, imprigionandoci e criminalizzandoci. è a causa di
questa guerra che in Italia per esempio non usciamo dalla gabbia che
le pratiche di potere hanno costruito.
Le resistenze alla 'war on drugs' le costruisce ciascuno di noi, a
partire dai nostri saperi e dai nostri stili di vita e soprattutto
dalla loro messa in comune.
Dobbiamo e vogliamo condividere saperi e pratiche ogni giorno laddove
si gioca questa partita e cioè sulla strada.
E che sia ben chiaro: nessuno può rappresentare queste pratiche e
questi stili di vita se non gli attori che le agiscono tutti i giorni.
Agli amici e alle amiche europee diciamo: in Italia abbiamo una legge
criminale che nega i diritti, causa morti e produce solo controllo
sociale. Noi siamo qui con le ultime vittime di questa guerra:
Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali e Aldo Bianzino, e con tutte e
tutti gli inquisiti e gli incarcerati dal proibizionismo.
Crediamo che l'unico modo per ridurre i rischi ed evitare i danni
legati all'abuso di sostanze psicoattive legali ed illegali sia
promuovere una cultura critica e consapevole dell'uso, non moralista e
basata su una informazione reale, corretta e scientifica.
Vogliamo liberarci dal controllo di narcomafie che sono perfettamente
funzionali al consumo di massa che da almeno 30 anni il proibizionismo
ha prodotto.
A proposito di pratiche resistenti: pensiamo che sia vergognoso che in
Italia sia ancora illegale l'analisi delle sostanze, che se ne parli
così poco nonostante venga comunque messa in atto in almeno sette
paesi dell'Unione Europea.
Pensiamo che sia vergognoso che i risultati delle analisi condotte sui
sequestri non siano mai comunicati in tempo reale al 118 e alla bassa
soglia come chiediamo da oltre dieci anni.
Secondo noi è giusto affermare anche e soprattutto coi fatti queste
pratiche, in deroga alle leggi proibizioniste nazionali a partire dai
territori per la sicurezza e la salute pubblica.
Non dimentichiamo che oggi è la giornata mondiale di lotta contro
l'AIDS. Non dimentichiamo tutte le vittime dell'HIV, e non
dimentichiamo soprattutto che la discriminazione, la morale e la
proibizione li hanno uccisi.
Perchè non ci siano più vittime dobbiamo agire i territori,
intrecciare relazioni, e costruire reti, scambiare pratiche e saperi,
perchè la 'war on drugs' si combatte tutti i giorni non solo a Marzo e
non solo a Vienna.
A cura del Telefono viola di Bologna
[Lo
scorso sabato 24 novembre Bologna ha ospitato un convegno sul
cosiddetto “disturbo di attenzione e iperattività", una nuova
“malattia” che colpirebbe i bambini troppo vivaci. Alcuni membri del
Telefono viola di Bologna hanno distribuito volantini informativi su
questa pseudo-sindrome e sugli psicofarmaci di riferimento, tra cui
spicca il Ritalin. Sul luogo si erano raccolti altri contestatori e
mentre la tensione saliva sono volati un po' di spintoni. I
“disturbatori” sono stati condotti fuori mentre sul luogo arrivava la
polizia, che procedeva alla denuncia per concorso in violenza privata
di due volontari del telefono Viola di Bologna e di una terza persona.
Vista l'importanza della critica dei trattamenti farmacologici
dell'alienazione e del disagio, riproduciamo il volantino sul Ritalin
redatto dal Telefono viola.]A.P.
Il ministero della salute nel 2002 ha autorizzato la sperimentazione del RITALIN,
un farmaco "dedicato" ai bambini che si appresta entro sei mesi a
invadere il mercato italiano. Gli psichiatri affermano che esiste una
malattia psichiatrica dell'infanzia che consiste essenzialmente nel
fatto che alcuni bambini sono distratti e molto vivaci. E' bene
ricordare che la definizione di una nuova malattia nel DSM (manuale
diagnostico e statistico dei disordini mentali) non richiede vere prove
scientifiche.
E' sufficiente che si compili una lista di domande, osservando il
bambino: bastano sei risposte positive su nove per diagnosticare la ADHD (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder).
Riportiamo alcune delle domande del test riferite ai bambini dai 2 ai 5 anni:
-"muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile?"
-"è distratto facilmente da stimoli esterni?"
-"ha difficoltà a giocare quietamente?"
-"spesso chiacchiera troppo?"
-"spesso spiattella delle risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?"
-"spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?"
Gli psichiatri statunitensi garantiscono l'efficacia del metodo di
individuazione del bambino da curare e affermano che sono necessari
16-20 min. di osservazione per essere certi della loro diagnosi. I
promotori del RITALIN in Italia affermano che a loro servono dalle 4
alle 5 ore di osservazione, volendo forse dimostrare maggior rigore
scientifico rispetto ai colleghi d'oltreoceano.
Avvertiamo quindi genitori e insegnanti: se venissero a dirvi che il
vostro bambino presenta questo "disturbo" e che deve essere "trattato",
non fidatevi!.
Il Ritalin (definizione biochimica: metilfenidato) è un'anfetamina nota
da decenni, usata sia come dimagrante, sia come droga euforizzante; è
classificato nella tabella II degli stupefacenti con oppiacei e cocaina.
Ad oggi non esiste una versione scientifica fondata su quale sia il
meccanismo biochimico che la sostanza produce sul cervello del bambino.
La versione più accreditata è che migliora solo temporaneamente i
sintomi (una dose ha durata di 4/5 ore) e che permette di concentrarsi
su una attività monotona e ripetitiva.
Vale a dire che il farmaco non compie il miracolo di migliorare le
capacità scolastiche o relazionali del bambino o di sviluppare abilità
e motivazioni.
Dato che non esiste una eziologia dell' ADHD, la diagnosi è basata su strumenti pericolosamente arbitrari.
Gli enormi interessi economici della casa produttrice fanno temere
un uso massiccio di questo farmaco così come già avviene negli USA.
Il RITALIN era famoso tra le comunità Hippy degli anni ' 70, usato
per numerose sedute di sballo e da giovani donne per "pseudo cure "
dimagranti (con effetti devastanti).
Negli stessi anni gli psichiatri americani "scoprivano" un nuovo
"disturbo" nei bambini, l' A.D.H.D. che tradotto in italiano significa
"Sindrome da iperattività e deficit di attenzione".
Bambini particolarmente vivaci, o, al contempo, molto distratti nella
vita scolastica rivelavano un "disturbo" che trovava la sua spiegazione
in ambito patologico. Come per tutte le "malattie" psichiatriche anche
per questa fanta-sindrome, A.D.H.D., è stata creata ad hoc, una cura
psicofarmacologica.
Il Ritalin è un metil-fenidato che, somministrato, a breve termine
aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, ma a medio-lungo termine
causa una serie di effetti nocivi e complicazioni.
E' una anfetamina, paradossalmente somministrata ad individui già
iperattivi di per sé, che , appunto grazie alle sue qualità di
aumentare le prestazioni, contribuisce a far si che l'allievo risulti
attento e collaborativo durante le lezioni.
Viene somministrato durante l'anno scolastico, escluso quindi il
periodo di ferie estivo e durante le feste. Sovente l'interruzione del
trattamento provoca problemi e deve essere sostenuta con altri farmaci
e monitorata da controlli medici.
In Italia la comuni psichiatrica italiana chiede a gran voce che il
farmaco sia disponibile, vista la crescita esponenziale dei bambini cui
viene diagnosticata la sindrome.
L' unico strumento diagnostico per ora utilizzato è un questionario
fatto compilare ai genitori, e in cui le domande hanno questo tenore:
”a. Spesso il bambino non fa attenzione sufficiente ai dettagli o fa
sbagli di negligenza nei compiti, nelle altre attività lavorative o di
altro genere;
b. Spesso ha difficoltà a mantenere la concentrazione durante i compiti o persino nelle attività di gioco;
c. Spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
d. Spesso non segue le indicazioni e non finisce i compiti di scuola o
di altro genere(e ciò non è dovuto a ribellione aperta o al non aver
compreso le istruzioni);
e. Spesso gli rusulta difficile organizzare compiti e attività;
f. Spesso non ama o addirittura odia o è molto titubante ad impegnarsi in compiti che richiedono uno
sforzo mentale sostenuto;
g. Spesso perde cose necessarie ad effettuare compiti o attività ( per es. la lista dei compiti da fare,
matite e penne, libri, strumenti vari);
h. E’ spesso distratto da stimoli estranei;
i. Dimentica spesso le attività quotidiane;”
Che questa sindrome, sempre che si possa definire tale, si possa
curare con altri strumenti che non siamo il farmaco della
multinazionale - magari scoprendo le cause del disturbo nelle
trasformazioni che l'umanità sta vivendo, che producono inquinamento,
intossicazioni, vita frenetica, modificazioni genetiche, radiazioni -
non viene preso in considerazione.
La mano lunga del business medico e farmaceutico ha la meglio e così i
bambini italiani avranno finalmente la possibilità di rivaleggiare con
i loro coetanei statunitensi ed europei nell' ingurgitare anfetamine
sin dalla più tenera età.
Quando si presenterà nelle scuole italiane, e anche negli asili - il
Ritalin può essere somministrato anche ai bambini di 4 anni - il
farmaco causerà dibattiti accesi tra insegnanti, genitori e medici. Tra
chi sarà favorevole all' utilizzo del farmaco sui bambini troppo vivaci
e dalle prestazioni scolastiche deludenti, e chi invece lotterà per
impedirlo. Non sfugge l'importanza del problema che investe soprattutto
genitori ed insegnanti, sovente inconsapevoli che dietro una innocente
pastiglia dagli effetti così miracolosi, si celino invece da un lato
complicazioni future nella salute e nello sviluppo psicofisico dei loro
figli, dall'altro una delle più selvagge ed agguerrite lotte di
multinazionali, il cui bene supremo rimane il profitto.
Pensiamo che la dipendenza da un farmaco "somministrato dallo
STATO", contro la libera scelta della persona e in questo caso dei
genitori, sia da combattere senza mezzi termini. Organizziamo la
disobbedienza alla psichiatria del controllo sociale. Abbattiamo le
false sintomatologie come l' ADHD. Organizziamo il rifiuto degli
psicofarmaci diretti all' infanzia. Allertiamo genitori ed insegnanti:
il Ritalin è funzionale solo alla scuola-azienda! Chiediamo a tutti, a
chiunque abbia possibilità di accedere ai mezzi di informazione di
accogliere, diffondere e sostenere questo appello.
L' amore, l'ascolto e l'attenzione nei confronti dei nostri figli
non potranno mai essere sostituiti da nessun tipo di psicofarmaco e da
nessuna altra forma di controllo.
La revisione dell’Onu della politica globale sulle droghe illegali: una guida per la partecipazione critica della società civile
Versione 1 – Ottobre 2007. Maggiori informazioni, in inglese, su IDPC.info.
Nella primavera del 2009 i rappresentanti
politici di tutte le nazioni si riuniranno a Vienna per decidere la
linea politica in materia di controllo internazionale del fenomeno
delle droghe.
Il risultato di questo confronto, così come del
processo istruttorio che lo precede, è incerto, perché molti stati
stanno mettendo in discussione l’approccio penale dominante e la
centralità della riduzione dell’offerta nella soluzione dei problemi
droga correlati, e stanno invece puntando molto su politiche e approcci
che mettano al centro la salute e le conseguenze sociali del mercato
illegale e del consumo delle droghe.
Molte associazioni in tutto
il mondo stanno ragionando su come partecipare a questo processo, per
influenzarne l’esito. La presente Guida per un protagonismo “dal basso”
è stata redatta dall’IDPC – International Drug Policy Consortium – per
dare alle ONG informazioni su come questo processo si sta strutturando
e idee su come sia possibile fare azioni di pressione.
La Guida è
stata redatta in settembre ed è una introduzione per comprendere questo
processo e capire quali siano i temi posti all’ordine del giorno. Nuovi
aggiornamenti saranno prodotti in itinere e nel dicembre 2008 vi sarà
una seconda versione, con nuovi contributi dell’IDPC e informazioni
attorno all’incontro del marzo 2008 della Commission on Narcotic Drugs.
Nei prossimi 18 mesi l’IDPC organizzerà anche numerose sessioni di
lavoro che metteranno i nostri membri nella condizione di discutere i
temi, incontrare amministratori e politici, e decidere i passi
successivi. Il primo incontro previsto è per gennaio 2008.
(Continua)
04-12-2007, ore 19:25:23
Italia. Umbria. Morte 30 persone per overdose, 23 nella provincia di Perugia
Lo scorso anno in Umbria hanno perso la vita per overdose 30 persone.
Di queste, 23 nella provincia di Perugia e 7 nel Ternano, con un tasso
di mortalita' per droga sempre del 5,3 per 100 mila abitanti di eta'
compresa tra i 14 e 64 anni. L'86,6 per cento dei morti era di sesso
maschile, mentre i 4 casi di morte di donne si sono verificati nella
provincia di Perugia, 3 di queste avevano dai 20 ai 34 anni.
Questi
ed altri dati sulla consistenza del fenomeno droga in Umbria, ma anche
sul consumo di tabacco e alcol, sono stati forniti oggi a Foligno nella
conferenza sulle dipendenze.
Le fasce d'eta' piu' colpite dalle
morti per droga sono quella dai 20 ai 24 anni (con il 23,3 per cento
dei decessi) e quella tra i 40 e 44 anni, con la stessa percentuale. Il
16,7 per cento aveva tra i 25 e 29 anni e il 13,3 per cento tra i 30 e
i 34 anni.
Dall'esame tossicologico risulta che nel 90 per cento
dei casi la sostanza primaria causa della morte e' l'eroina, pura nel
20 per cento dei casi oppure associata alla cocaina (nel 30 per cento
dei casi), o all'alcol (nel 26,7per cento).
I tre casi di morte che
hanno come causa primaria la cocaina interessano la fascia d'eta' piu'
giovane, da 20 a 24 anni, e si sono verificati tutti nella provincia di
Perugia. In due casi la cocaina era l'unica sostanza presente all'esame
tossicologico, in un caso era invece associata all'alcol.
Il 73 per
cento delle persone morte e' risultato residente in Umbria, per i morti
nella provincia di Terni la percentuale e' del 100 per cento. Soltanto
due morti risultano essere stranieri, mentre gli italiani provenienti
da altre regioni sono 6 di cui 3 provenivano dalla provincia di Siena,
gli altri da Agrigento, L'Aquila e Roma (un caso per ciascuna
provincia).
In Umbria nel 2005 sono stati sequestrati intorno a 65 chili di hashish, 34 di marijuana, 14 di cocaina e 7 di eroina.
Sempre nel 2005, l'11 per cento dei ragazzi di eta' compresa tra i 15 e
24 anni aveva fumato cannabis negli ultimi trenta giorni e dallo 0,9 al
3,7 per cento consumava cannabis quotidianamente. Il 24,7 per cento di
giovani tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver fumato cannabis meno
di 5 volte negli ultimi 12 mesi, il 5,3 per cento ha consumato cocaina
meno di 5 volte, il 2,6 stimolanti e allucinogeni, l'1,8 eroina.
Dal 2000 al 2004 si sono verificati 160 ricoveri per dipendenza da
droghe, per il 65 per cento la causa e' stata la dipendenza da
oppiacei, mentre i ricoveri per abuso di sostanze senza dipendenza sono
stati 143.
La prevalenza di casi di positivita' all'Hiv nelle
persone seguite dai servizi per le dipendenze e' stata di 105 casi, il
3,2 per cento del totale degli utenti.
Quanto ai reati per droga,
sempre nel 2005 le persone segnalate all'autorita' giudiziaria per
reati correlati a stupefacenti sono state 538, il 90 per cento maschi,
l'1,7 per cento minorenni, il 46 per cento stranieri. Nel 73,5 per
cento dei casi e' scattato l'arresto.
Nel 2004 le segnalazioni alle
prefetture per possesso di stupefacenti sono state 770, il 50,7 per
cento era di fuori regione e il 49 per cento era in possesso di
sostanze leggere.
Per quanto riguarda i detenuti nei quattro istituti penitenziari regionali, 286 (il 28 per cento) avevano problemi di droga.
Il numero totale degli utenti in cura ai servizi pubblici (sempre nel
2004) per le dipendenze era di 3.315. Con un'utenza di 59 soggetti per
10 mila abitanti di eta' compresa tra 15 e 64 anni, l'Umbria si colloca
al di sopra della media nazionale per il tasso di utenti in
trattamento. L'84 per cento dei soggetti in trattamento era di sesso
maschile e per l'85,4 per cento la sostanza primaria di consumo e'
l'eroina, per il 7,2 per cento la cannabis, per il 6,2 per cento la
cocaina, lo 0,4 per cento aveva fatto uso di ecstasy e lo 0,4 per cento
di benzodiazepine.
Nel 2005 in Umbria sono stati venduti un milione
254.771 chilogrammi di prodotti del tabacco, di cui il 98 per cento
erano sigarette. Il consumo di tabacco generalmente ha inizio in
giovane eta': sempre nel 2005 il 44 per cento della popolazione scolare
umbra di eta' compresa tra i 15 e 19 anni, ha dichiarato di aver
consumato tabacco negli ultimi 12 mesi. Nel 2003 il 22,1 per cento dei
quattordicenni umbri si dichiarava fumatore. Dal 1993 al 2003 i
fumatori maschi sono passati dal 30, 9 per cento al 26 per cento,
mentre le fumatrici sono aumentate dal 17,7 per cento al 18,5, una
percentuale piu' alta in Umbria rispetto all'Italia. Nel 2004 le
ragazze umbre, di eta' compresa tra i 15 e i 19 anni occupavano, con il
23 per cento, il quarto posto di tutte le regioni italiane per un
consumo giornaliero di 5 sigarette, i ragazzi della stessa eta', con il
18 per cento occupavano il 15/o posto. I ricoveri attribuibili al fumo
hanno avuto un andamento in leggera diminuzione dal 2001 al 2003 con 27
mila 725 ricoveri nel 2001, 26 mila 302 nel 2003.
Nel caso del
consumo di alcol nel 2005 erano in trattamento nei servizi pubblici per
problemi alcocorrelati mille 699 utenti, in costante aumento dal 1995.
Nel 2003 si stimava che 500 persone e le loro famiglie frequentassero
gruppi di auto-mutuo-aiuto per problemi alcolcorrelati. Nel 2003 il
tasso di ospedalizzazione per diagnosi attribuibili all'alcol era di
125 ricoveri per 100 mila abitanti, in calo rispetto a 153 del 2000.
Negli anni 2000-2004 il tasso di mortalita' medio per cirrosi alcolica
del fegato e' stato dell'1,0 per 100 mila abitanti maschi e 0,4 per le
femmine. Nel 2005 l'85,8 per cento dei ragazzi e l'86,4 per cento delle
ragazze di eta' compresa tra i 15 e 19 anni che frequentano la scuola
dichiarava di aver consumato alcol nell'anno, il 39,9 per cento di
essersi ubriacato da 1 a 5 volte nell'anno, il 7 per cento delle
ragazze e il 12 per cento dei ragazzi ha dichiarato piu' di 5 episodi
di ubriacatura nell'anno.
03-12-2007, ore 19:48:57
Italia. Prevolab: oltre un milione di consumatori di cocaina nel 2010
Gli italiani che consumano droga, soprattutto cocaina, cannabis ed
eroina, sarebbero in netto aumento: se ad esempio oggi i consumatori di
cocaina sono stimati intorno a 800 mila, nel 2010 potrebbero arrivare
ad essere 1,1 milioni, con un aumento del 40%.
Il dato, che parla
di 'un futuro peggiore del presente' sul tema della droga, e' stato
presentato oggi a Milano durante il convegno 'Le vie di uscita dal
futuro' dal PrevoLab, il laboratorio previsionale sull' evoluzione dei
fenomeni di abuso.
Il PrevoLab, gestito dalla Asl Citta' di Milano,
e' stato avviato alcuni anni fa con un accordo di programma tra la
Presidenza del Consiglio, Regione Lombardia e la stessa Asl. I suoi
esperti coordinano un vero e proprio osservatorio di analisi dati, e
utilizzano anche modelli matematici per prevedere l'andamento del
consumo di droga nei prossimi tre anni. Andamento che, secondo gli
esperti, e' in crescita per tutte le principali droghe, prima su tutte
la cocaina.
In particolare, secondo gli esperti del PrevoLab 'il
numero dei consumatori di cocaina nel 2010 sara' compreso fra gli 800
mila e 1,1 milioni di individui, circa il 3% della popolazione italiana
fra i 15 e i 54 anni. Un trend di crescita ben definito, che passa piu'
attraverso l'ampliamento del numero dei consumatori, piuttosto che
l'incremento del consumo medio'.
Questo, sia perche' 'negli ultimi
anni si sta consolidando la vendita di micro-dosi con prezzi unitari
molto bassi, affiancata alla costante distribuzione della dose
classica', sia perche' 'negli ultimi anni il principio attivo si e'
ulteriormente frammentato, con una significativa tendenza al ribasso'.
In pratica, gli esperti ipotizzano che ai consumatori abituali si
stiano aggiungendo sempre piu' 'consumatori iniziali, occasionali, non
'smaliziati', a cui corrisponderebbe la disponibilita' di sostanza con
una percentuale bassa di principio attivo'.
Per l'eroina, poi, 'si
puo' ipotizzare un aumento dei consumatori tra il 10% e il 20% - spiega
il PrevoLab - che potrebbe riguardare soprattutto i piu' giovani, che
non hanno l'immagine storica dell'eroina connessa con malattia,
devianza ed emarginazione. Questo porta a suggerire una forte
attenzione preventiva soprattutto per la fascia tra i 14 e i 20 anni'.
Anche per la cannabis si ipotizza 'un forte aumento, dai 3,5 milioni di consumatori attuali a circa 4,5 milioni nel 2010'.
Il numero di chi fa uso di droghe, pero', e' inferiore alla somma di
queste stime: infatti, spiegano gli esperti, sempre piu' spesso una
singola persona abusa di piu' droghe. 'PrevoLab disegna un futuro
peggiore del presente - dice il suo responsabile Riccardo Gatti - in
cui sempre piu' persone compiranno normali azioni in stato di
alterazione mentale, mentre le organizzazioni connesse al mercato della
droga avranno una sempre maggior incidenza sulla societa' civile.
Creare consapevolezza su questi concetti e' straordinariamente
importante'.
Tanta prevenzione e riabilitazione e modifica
della legge Fini-Giovanardi sulla droga: e' questa la 'ricetta' del
ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, per scongiurare che previsioni sull'aumento dei consumi come quella di Prevolab possano davvero avverarsi.
'Per evitare che si verifichino quegli aumenti - ha detto il ministro a
margine di un convegno - occorrono politiche efficaci di prevenzione e
di riabilitazione, ma soprattutto di prevenzione, su un complesso di
sostanze, alcol compreso. E' poi necessario modificare l'attuale
normativa sulle dipendenze, la Fini-Giovanardi'. 'E' per questo - ha
aggiunto - che ho chiesto, e ottenuto, da Prodi che entro la fine
dell'anno si faccia una discussione seria in Consiglio dei ministri'.
29-11-2007, ore 15:11:59
Italia. Consiglio ministri approva "piano d'azione" contro la droga
Un piano valido un anno, per recuperare il tempo perduto e intanto
preparare quello a piu' lungo respiro, che avra' durata triennale come
vuole l'Europa: e' il Piano italiano di azione sulle droghe, che il
ministro della solidarieta' sociale
Paolo Ferrero ha scritto in
collaborazione con alcuni colleghi di governo, e che l'Ue ci ha chiesto
da tempo visto che l'Italia, insieme a Malta, e' l'unico Paese europeo
a non esserne dotato.
Quello di oggi e' il penultimo step del Piano
d'azione, che dopo l'ok del Consiglio dei ministri dovra' ora
affrontare il vaglio della Conferenza Stato-Regioni ed enti locali. Il
documento prevede per la prima volta una valutazione del raggiungimento
degli obiettivi e un forte coordinamento tra tutti i soggetti impegnati
nell'intervento sulle droghe. Sempre per la prima volta, sara' fatta
una mappatura delle risorse e del sistema dei servizi per le
dipendenze; saranno anche definiti i criteri per trasformare i servizi
a fronte delle nuove forme di consumo, includendo oltre a sostanze
stupefacenti come la cocaina e le droghe sintetiche anche il doping e
il gioco d'azzardo patologico.
Cinque gli assi sui quali e'
incardinato il piano, che copre tutto il 2008: coordinamento nazionale
e interregionale; riduzione della domanda; riduzione dell'offerta;
cooperazione internazionale; informazione, ricerca, valutazione.
COORDINAMENTO - Prevista la creazione di un coordinamento permanente
tra le amministrazioni centrali, regionali e locali competenti e la
ricostituzione del Coordinamento tecnico tra le Regioni in materia di
droga. Una delle grosse novita' e' la valutazione del raggiungimento
degli obiettivi indicati nel Piano, che sara' attuata mediante la
stesura di un report indicante le criticita' e i suggerimenti per il
Piano triennale.
RIDUZIONE DOMANDA - Si prevede la creazione di
Piani d'azione regionali di durata pluriennale. Nei locali di
divertimento, i servizi per le dipendenze faranno interventi di
'prevenzione selettiva' rivolti ai consumatori. Sara' istituito
l'Osservatorio sul disagio giovanile legato alle dipendenze. Si fara'
una mappatura del sistema dei servizi, che servira' a definire i
criteri per riformarli, anche a fronte di nuove forme di consumo come
la cocaina, le droghe sintetiche, le sostanze dopanti e il gioco
d'azzardo. Poi ancora definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza
per le dipendenze patologiche, produzione di linee guida sulla
riduzione del danno e individuazione delle tipologie di intervento che
possono, da sperimentali, diventare stabili, oltre al coinvolgimento
dei medici di base nel trattamento delle persone dipendenti, in
collaborazione con i Sert.
BOLLINI CONTRO GIOCO PATOLOGICO E DOPING
- Previsti accordi con le associazioni dei gestori di slot machine, per
sensibilizzarli alle problematiche del gioco patologico e farli aderire
a un codice di auto-regolamentazione: i locali che si adegueranno
avranno una sorta di bollino di qualita', una certificazione di 'locale
libero da gioco patologico'. Stesso percorso per le palestre: accordi
con le associazioni di categoria per sensibilizzare i gestori alle
problematiche del doping e rilascio finale della certificazione di
'palestra sicura'.
RIDUZIONE OFFERTA - Obiettivo principale e'
migliorare gli interventi repressivi di contrasto alla produzione e al
traffico, concentrandosi sulla criminalita' organizzata.
Previsti
accordi di cooperazione transnazionali. Tra le curiosita', la modifica
della legge attuale sulla droga (309/90) per consentire la coltivazione
della canapa sativa (la pianta da cui si ricava la fibra, non quella da
cui si ottiene l'hashish) 'a fini leciti'. Da segnalare anche la lotta
al traffico di droghe via Internet, anche attraverso una mirata
revisione normativa (come gia' avvenuto per la pedopornografia).
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE - Prevista l'assistenza finalizzata alla
creazione di attivita' economiche alternative alle coltivazioni
illegali (ad esempio l'aiuto ai contadini afghani per trasformare le
colture di oppio).
INFORMAZIONE - Previsto l'avvio del nuovo
Sistema Informativo Nazionale Dipendenze (Sind), un nuovo modello di
raccolta dati sui consumi. Il piano vuole anche attivare in via
sperimentale il Sistema di Allerta Rapido (Early Warning System)
nazionale, in linea con quanto previsto in ambito europeo: si tratta,
in sostanza, di raccogliere, validare e diffondere le informazioni,
fornite dagli operatori delle dipendenze, sulle nuove sostanze che
compaiono sul mercato o su sostanze tagliate in modo da essere
pericolose, sulle nuove tendenze e i nuovi fenomeni. Per quanto
riguarda le sostanze dopanti, infine, si prevede un'azione di
informazione da attuare per telefono e attraverso i mass media: in
pratica, una sorta di numero verde sul doping.
'Entro fine anno
si avviera' finalmente la discussione in seno al Governo per superare
la legge Fini-Giovanardi sulla droga'. A darne l'annuncio e' stato lo
stesso Ferrero.
"Per la prima volta in Italia abbiamo uno
strumento utile per definire una politica organizzativa sulla droga,
che coinvolge tutti i ministeri e permette anche alle Regioni di
rispondere delle politiche di intervento sulle dipendenze".
Francesco Piobbichi
(Rifondazione comunista), responsabile delle politiche sociali del suo
partito, saluta positivamente il piano nazionale di azione sulle
droghe, varato oggi dal Consiglio dei ministri. "Consente di avviare
una strategia coerente e di riprogrammare le politiche in maniera piu'
efficace- prosegue Piobbichi-, eravamo l'unico Paese che non si era
dotato di piano antidroghe, eredita' della legislazione di
centrodestra". Sicuramente, prosegue l'esponente di Rifondazione, "nel
piano ci sono linee guida che possono prefigurare un ampliamento delle
politiche di prevenzione, ma bisogna anche fare un secondo passaggio,
intervenendo sulla legge Fini- Giovanardi, per fare in modo che la
sperimentazione sul trattamento terapeutico dell'eroina, che gia' c'e'
in molte parti d'Europa, possa essere sperimentata anche da noi".
Secondo l'esponente "occorre ridurre la possibilita' che si faccia
'vita da tossicodipendenti' fuori dai servizi. Anche le 'stanze del
buco' andrebbero sperimentate, perche' abbiamo un trend in crescita di
overdose". Rispetto al piano, Piobbichi apprezza, in particolare,
l'attivazione in via sperimentale dell' 'Early warning system', il
sistema di allerta rapido: "Le sostanze possono essere in qualche modo
individuate dai servizi e pubblicizzate rispetto alla loro
composizione. Oggi, per esempio, non possiamo piu' parlare di cocaina
ma di cocaine".
La legge Fini-Giovanardi, secondo Piobbichi, "non
e' servita a scoraggiare i consumi, aumenta, infatti di molto la
cocaina, anche per il fatto che sono state messe nella stessa tabella
droghe pesanti e leggere. Cosi' i giovani le assumono, tanto, dicono,
'tutte le droghe sono uguali'". Occorre quindi intervenire perche' la
legge attuale rimane, secondo Piobbichi, "il punto debole" rispetto al
piano.
"La situazione di stallo sulla legge e' grave- conclude- e
la responsabilita' di questo e' anche di Prodi, c'era un programma, ma
non c'e' la voglia di capire come bisogna andare avanti".
"Il
ministro Ferrero ha forse seguito le indicazioni di qualche suo
conoscente abile nella coltivazione della canapa? Fa bella mostra di un
piano d'azione contro le tossicodipendenze mal celandosi come salvatore
dell'Italia, mentre le sue intenzioni vanno nella direzione opposta".
E' il giudizio di
Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza
nazionale sul piano nazionale contro le droghe varato oggi dal
Consiglio dei ministri. "Prova ne e'- continua Gasparri- la modifica
della legge 309/90 che dietro il via libera alla coltivazione della
canapa sativa nasconde l'intenzione di estendere la coltura anche alla
canapa dalla quale si ottiene l'hashish. Quanto al piano- incalza-
Ferrero mente spudoratamente perche' il governo di centrodestra aveva
approvato, proprio in Consiglio dei ministri, un piano d'azione, che ha
pero' trovato l'ostruzionismo delle Regioni 'rosse' che ne hanno
impedito l'approvazione. Lo stesso iter che dovra' superare il piano
appena presentato".
E' poi ovvio, secondo il parlamentare di via
della Scrofa, "che senza una discussione politica seria sulle
tossicodipendenze il piano da solo non basta. E Ferrero sa bene che la
maggioranza e' troppo spaccata per offrirgli una stampella appoggiando
una legge sulla droga lasciva, che abolisce le tabelle per il consumo
personale e facilita lo spaccio. Intanto- conclude- assistiamo solo
all'ennesimo bluff".
(Continua)
L'Ue smonta il proibizionismo
2007/11/23,10:48
L'Ue smonta il proibizionismo
Il dossier dell'Osservatorio di Lisbona sulle droghe che sarà presentato oggi a Bruxelles
70
milioni di europei hanno fumato cannabis: Italia al primo posto, la
«tollerante» Olanda in coda. Ma il vero boom è quello della cocaina. E
ora si teme l'eroina in arrivo dall'Afghanistan, dove la produzione è
stata da record
Alberto D'Argenzio
Bruxelles
Settanta milioni di europei hanno consumato
cannabis nella loro vita, oltre 12 milioni hanno sniffato cocaina, 11
milioni ha preferito come eccitanti le amfetamine e 9,5 milioni
l'ecstasy. E una considerazione: le politiche repressive non fanno
diminuire i consumi, anzi li accrescono. I numeri sono quelli del
Rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo sulla droga, che verranno
presentati questa mattina al Parlamento europeo. Si tratta di cifre che
indicano chiaramente, anche per quest'anno, come il consumo di droghe
non diminuisca, anzi aumenti. La domanda è trainata dalla cocaina, ma
anche le droghe sintetiche dimostrano di avere di fronte un mercato in
continua crescita mentre si mantiene stabile l'uso di eroina, ma
attenzione: l'anno scorso c'è stato un boom della produzione in
Afghanistan, il che potrebbe portare a ricadute in Europa.
«Aumenta
la quantità e diminuisce l'età», ha riassunto ieri il direttore
dell'Osservatorio Wolfgang Gotz di fronte alla Commissione libertà
civili del Parlamento europeo. Sempre più giovani consumano tanto che,
si legge nel rapporto, circa 4.000 under 15 sono attualmente in
trattamento per droga. Record ben poco positivi che però dimostrano
ancora una volta come le politiche repressive siano state sconfitte dai
fatti. Uno su tutti: nell'Olanda dei coffeeshop il consumo di cannabis
si piazza sotto la media europea. Ed è invece l'Italia della dose
ultraminima a far registrare il maggior numero di fumatori di erba e
hashish. Ci dobbiamo invece accontentare del terzo posto, dietro a
Spagna e Regno unito, per la cocaina. Ma siamo in crescita, come tutta
Europa.
A impressionare i tecnici dell'Osservatorio sono proprio i
dati sulla cocaina. L'analisi targata 2006 indicava in 3,5 milioni gli
europei che ne avevano fatto uso negli ultimi 12 mesi, adesso sono 4,5
milioni. Si arriva a superare i 12 milioni contando chi ha sniffato
almeno una volta nella sua vita, ossia circa il 4% della popolazione
adulta. L'ultimo allarme è che i consumatori sono sempre più giovani:
«L'aumento viene registrato in tutti i paesi soprattutto nella fascia
di età dai 15 ai 34 anni». Ancora peggio va in Spagna e Regno unito,
con una forte crescita dell'uso «già tra i 15 e 24 anni». E subito
dietro si piazzano italiani e danesi, seguiti a ruota dai tedeschi.
Uno
degli elementi che spiega la popolarità della cocaina è nel prezzo, in
costante calo dall'inizio del nuovo millennio. Secondo il Rapporto un
grammo costa tra i 45 e i 120 euro, anche se di media nei 29 paesi
analizzati (i 27 più Norvegia e Turchia) varia tra i 50 e gli 80.
Scende il costo e cala anche la purezza, assicura sempre
l'Osservatorio, con livelli medi che variano tra il 30 e il 60%.
Aumenta il consumo ed esplode il numero di richieste di trattamento:
nel 2005 sono arrivate 48.000 domande, il 13% del totale delle cure per
droghe. E la percentuale cresce al 35% in Olanda e al 42% in Spagna,
dove la cocaina ha ormai superato l'eroina nella classifica dei
trattamenti. La gran parte di chi sceglie di disintossicarsi ha
iniziato a sniffare giovanissimo.
Se il consumo di cocaina è ormai
secondo solo alla cannabis a livello europeo, in alcuni paesi sono le
droghe sintetiche a conquistare la piazza d'onore. Oltretutto si tratta
di prodotti made in Europe: Belgio, Olanda, Polonia, Estonia e Lituania
sfornano amfetamine; Repubblica Ceca, Slovacchia e Moldova
metamfetamine. Il consumo delle droghe sintetiche è impressionante tra
i giovani estoni, britannici, danesi, ungheresi e norvegesi, ma il
record spetta ai cechi con il 14,6% di giovani adulti che si è
impasticcato almeno una volta in vita sua.
L'Italia guida invece,
assieme alla Spagna, la lista europea dei consumatori di cannabis con
l'11,2% degli adulti che ha fumato uno spinello nell'ultimo anno. La
percentuale lievita fino al 29,3% se si considera chi l'ha fatto almeno
una volta nella sua vita. Poi vengono la Repubblica Ceca (che ha però
il record di giovani fumatori: il 28% nell'ultimo anno), il Regno
unito, Francia, Austria e Germania. E quindi l'Olanda, sotto la media,
e che comunque indica una bassa percentuale giovanile. Dati che fanno
dire al rapporto che «non è facile intravedere una relazione diretta o
semplice tra politiche di applicazione della legge e prevalenza
generale del consumo di cannabis». Una brutta frase, buona però per
dire che le leggi repressive non diminuiscono assolutamente il consumo.
Anzi.
Il Manifesto 22/11/07
Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
2007/11/22,19:46
Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
La cannabis resta la droga piu' consumata nel mondo e in Europa, ma la
cocaina e' in crescita e sta diventando un problema sociale nel Vecchio
continente. E' quanto emerge dal rapporto 2007 dell'Osservatorio
europeo sulla droga di Lisbona, pubblicato oggi a Bruxelles.
"In alcuni Stati membri la domanda di trattamenti per l'uso di cocaina
e' aumentata marcatamente negli ultimi anni, e in alcuni Stati, citta'
e regioni supera perfino quella per l'uso di oppiacei (eroina)". E
"benche' la maggior parte dell'uso resti di natura 'ricreativa', c'e'
il timore che questa droga stia diventando piu' popolare fra gruppi
sociali svantaggiati". Una tendenza confermata anche dal prezzo della
'coca', che e' dato in diminuzione nel periodo 2000-2005.
D'altronde, le cifre dell'Osservatorio parlano chiaro: almeno il 3,7%
della popolazione europea adulta (15-64 anni) ha fatto uso della
polvere bianca almeno una volta nella vita, cioe' 12 milioni di
persone, di cui 7,5 sono giovani fra 15 e 34 anni.
Certo, si e'
ancora lontani dalla cifra corrispondente per la cannabis (70 milioni,
circa il 22% della popolazione), ma notoriamente gli effetti della
cocaina sono molto piu' devastanti.
Anche i numeri dei
sequestri confermano l'incremento dell'uso della cocaina: nel 2005,
secondo il rapporto Ue ne sono state sequestrate 756 tonnellate in
tutto il mondo, di cui 107 in Europa. Di questi, poi, quasi la meta' in
Spagna. E proprio la Spagna e', assieme a Italia e Gran Bretagna, ai
primi posti nel consumo, sia di 'coca' che di 'erba' e 'fumo': il 3%
degli spagnoli ammette di aver usato cocaina nell'ultimo anno, in
Italia e Gran Bretagna piu' del 2%. E in tutti e tre i paesi - che
significativante sono gli unici per cui siano disponibili statistiche
in merito - ci sono fra i tre e i sei consumatori di cocaina
'problematici' (cioe' non occasionali, che richiedono trattamenti) su
1000 adulti.
In termini di quantita', la cannabis resta pero'
la 'droga regina'. Nell'ultimo anno l'hanno consumata l'11,2% di
spagnoli e italiani e l'8,7% dei britannici. Nel 2005 i sequestri
globali di resina da cannabis (hashish) sono stati 1302 tonnellate,
quelli di foglie di cannabis (marijuana) ben 4644 tonnellate, anche se
entrambe le cifre sono inferiori a quelle del 2004. In Europa, la parte
dei sequestri di resina nel 2005 e' stata di 909 tonnellate, di cui tre
quarti del volume in Spagna. La marijuana invece, tradizionalmente meno
diffusa in Europa che negli Stati uniti, appare in crescita negli
ultimi anni, ma resta molto meno diffusa: nel 2005 nell'Ue sono state
sequestrate 13,6 tonnellate di piante.
PERCHè MIO FIGLIO è MORTO?
2007/11/22,09:43
PERCHè
MIO FIGLIO è MORTO?
Cari
amici de il manifesto, sono il papà di Aldo Bianzino (morto di
percosse nel carcere di Perugia il 23/10 dopo essere stato arrestato
per detenzione di marijuana, ndr), vi chiamo amici perché, pur
non conoscendovi personalmente, vi ho sentiti vicini nella tragedia
che ci ha colpiti. Io e mia moglie desideriamo vivamente ringraziare
voi e tutti coloro che hanno seguito e raccontato i fatti. Un grazie
va a Luigi Manconi, al quale in particolare ci affidiamo perché
non molli e faccia di tutto per arrivare alla verità e
identificre i colpevoli, e alla signora Maria Ciuffi, la mamma di
Marcello Lonzi che era stata colpita da una tragedia uguale e che ci
ha scritto una lettera che voi avete pubblicato. Unisco a questa
lettera alcune mie riflessioni delle quali mi assumo in ogni caso
tutta la responsabilità scaricando eventualmente voi.
1.
Quelli che hanno massacrato Aldo si sono comportati come i componenti
della famigerata banda Kock, o come gli aguzzini di Videla o di
Pinochet. In quella gente però c'era una diversità:
combatteva, in modo ignobile, contro qualcuno, aveva una parte
avversa, inerme e debole, ma comunque avversa, che stava «dall'altra
parte», che, almeno ai loro occhi, si configurava come
«nemico». Lungi dall'essere una giustificazione, questa
se non altro può essere una spiegazione. Ma Aldo, di chi
poteva essere «parte avversa»?
2. Il direttore del
carcere chiama se stesso e la sua organizzazione fuori da ogni colpa:
ma in quel carcere, che si definisce «di sicurezza», non
era forse lui prima di tutti il responsabile di ciò che
avveniva, della vita e della salute di chi gli era stato affidato? Si
possono paragonare tra loro l'illegalità (secondo la legge
italiana attuale) di coltivare piante di cannabis e le sevizie
mortali (materiali, mentali, morali) inflitte ad un uomo? Eppure si
sente già aleggiare, tra i «benpensanti», la gente
«per bene», che in fondo era un drogato, quindi aveva le
sue colpe. La legge infame di cui sopra, tra l'altro, accomuna
marijuana e crack, eroina, cocaina, etc.: è come paragonare la
camomilla ai barbiturici. Quanto al tenore di cannabinolo contenuto
nelle piantine coltivate ai nostri climi, per una pianta che, a
quanto mi risulta, è acclimatata bene in Libano e in Messico,
credo ci sarebbe da discutere. Per l'accusa di spaccio, basta
ricordare che la perquisizione in casa di Aldo ha fatto trovare in
tutto 30 (trenta!) euro. E Aldo non aveva conto in banca o in
posta.
3. Mi dicono che il Pm che ha in mano l'inchiesta sia una
persona seria, che vuole andare a fondo e trovare i colpevoli. Ma è
quello stesso che ha fatto arrestare Aldo e la sua compagna.
Possibile che non avesse saputo che così facendo avrebbe
lasciato soli in una casa isolata sull'Appennino un minore
(quattordicenne) con la nonna ultranovantenne dalla salute
precaria?
4. Non ho nessuna fiducia che si arrivi a stabilire la
verità tramite la «giustizia» italiana. Abbiamo
troppi esempi in cui lo stato italiano ha coperto le colpe di delitti
e stragi su cui aveva interesse che la verità non venisse
fuori. Mi vengono in mente Piazza Fontana, Brescia, Bologna,
l'Italicus, Ustica, il G8 di Genova, l'assassinio di Pinelli, in cui
il primo responsabile a sua volta è stato messo a tacere in un
modo che ricorda parecchio il caso Kennedy, mandando poi in galera
gente che probabilmente non c'entrava affatto. Voglio vedere (ma
vorrei non vedere) se anche qui trionferà la logica degli
omissis (magari non dichiarati) del segreto di stato, della vergogna.
Siamo sicuri che tutte le morti avvenute in carcere in questi anni e
catalogate come «suicidio» siano state veramente tali?
5.
C'è un pezzo per pianoforte di Robert Schumann, triste, ma di
una tristezza quasi incredula, che ripete, in vari toni, la stessa
frase musicale che è una disperata domanda: si intitola
«Warum?», perché?
Giuseppe
Bianzino
video del corteo per aldo
2007/11/21,11:46
Video 1 _ http://it.youtube.com/watch?v=qZPbH_ujlG4
Video 2 _ http://it.youtube.com/watch?v=_3pHwcUGulE
Video 3 _ http://it.youtube.com/watch?v=p33Itic5lb4
Video 4 _ http://it.youtube.com/watch?v=ej41YpmUyJ0
MORTI SILENZIOSE
2007/11/13,18:09
Lettera di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi morto nel
carcere di Livorno l'11 luglio 2003, ai parenti di Aldo Bianzino
morto nel carcere di Perugia il 14 ottobre 2007.
Pubblicata dal "Manifesto" del 28/10/07
MORTI SILENZIOSE
Sono la mamma di Marcello Lonzi, morto nel carcere
delle Sughere l'11 luglio 2003. Voglio mandare un
forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino,
morto nel carcere di Perugia. Vi sono vicina nel dolore
e nella rabbia. Ma vorrei dirvi, non mollate. Capisco
che non è facile, ma io da 4 anni sto combattendo per
avere giustizia. Anche per mio figlio (morte naturale),
se non era per le ferite al volto, ci sarei caduta. Un anno
fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non
aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto,
due buchi profondi alla testa sino all'osso, mandibola
fratturata, non si può definire la sua morte naturale.
Anche io fui avvertita con 12 ore di ritardo e c'è stata
un'archiviazione. Ma non ho accettato e ho combattuto
contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera
risposta. Non credo alle parole del sostituto procuratore
Giuseppe Petrazzini, perchè le ho già sentite, ma poi
ci fu un'archiviazione. Ecco perchè vi ripeto non mollate.
All'inizio ci sono state le interrogazioni, tutte quelle belle
parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che
svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perchè?
Perchè? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto, e continui
a guardare quella foto, l'unica cosa che ti è rimasta.
Mi sono chiesta tante volte: perchè quando muore un
detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli
nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li
prende in consegna, e dovrebbe proteggerli. Invece lo
stato li uccide.
Un abbraccio dal profondo del cuore.
MARIA CIUFFI, Pisa
morto per overdose nell'ex livello 57
2007/11/13,01:07
Comunicato stampa
Bologna 12 novembre 2007
DI CHI E' LA COLPA?
Ieri mattina (11/11/07) nei locali di Via Muggia che
ospitavano le attività dell'ex Livello57 è morto un
giovane magrebino presumibilmente per una overdose.
Rabbia e sgomento per una morte che poteva essere evitata.
Un luogo vivo frequentato da migliaia di persone per 10
anni, sequestrato e sgomberato dal PM Giovagnoli il 25
luglio 2006 per presunta agevolazione allo spaccio e al
consumo, dopo che per tutto l'anno 2005 il Comune di
Bologna aveva cercato con tutti i mezzi lo sgombero è
stato consegnato al degrado, alla clandestinità, allo
spaccio, alla morte.
Luoghi sottratti a interventi sulla riduzione del danno,
interventi di recupero, di assistenza e informazione
sull'uso e abuso di sostanze sono stati consegnati agli
spacciatori che per anni abbiamo contrastato con alti rischi
per la nostra incolumità. IRRESPONSABILE.
L'attività e il ruolo dei centri sociali contribuisce in
maniera determinante ad arginare la totale assenza di
politiche sui giovani, sui migranti, sui consumatori di
sostanze, sullo sviluppo urbanistico.
Abbiamo più volte denunciato il degrado in cui era caduto
quel luogo, chiedendo di ritornarne in possesso per evitare
episodi come quello successo ieri mattina, a cui ci è
stato sempre opposto un rifiuto ideologico sulla
possibilità di reiterare i reati a noi contestati e questo
dimostra la natura politica che ha portato al sequestro.
Paradossalmente i sigilli sono stati violati immediatamente
dagli spacciatori mentre noi rischiavamo l'arresto se
avessimo messo piede nella struttura.
E ancora il Comune ha la faccia tosta di minacciare la
rescissione della convenzione per il mancato pagamento dei
canoni d'affitto nel periodo del sequestro, vediamo se
l'assessore Merola ha il coraggio di chiedere quei soldi a
chi ha realmente usufruito di quella struttura: gli
spacciatori.
Chiediamo con forza la riconsegna dei locali inutilmente
sotto sequestro all'Associazione Livello 57 per riportarli
di nuovo alla socialità, alla solidarietà e alla vita.
Associazione Livello 57.........
Il Bologna - pagina 22 -
12 Novembre 2007
La polemica. Giovane senza vita nella struttura che fu sede del centro
sociale: ora lì ci stanno gli spacciatori
Ragazzo muore per un’overdose.
l’ex Livello:”l’area è un colabrodo”
- Picciolo attacca:
«Abbiamo denunciato Mesi fa che quello spazio era fuori controllo»
??ologna
Morte per overdose nell’ex centro sociale del Livello 57.
? Un uomo è stato trovato morto ieri mattina negli spazi di via Muggia dove
un tempo c'era il centro sociale Livello 57,ora sotto sequestro giudiziario.
Si tratta di una persona giovane, non aveva i documenti con sé ma
probabilmente eradel nord Africa.
Sul suo corpo il medico legale non ha trovato segni di violenza, la morte
potrebbe essere dovuta ad un’overdose anche se le certezze arriveranno dall’
autopsia disposta dal magistrato di turno Giuseppe
Di Giorgio.
Il portavoce dell’ex centro sociale RosarioPicciolo attacca «abbiamo
denunciato già mesi fa che quello
spazio era fuori controllo».
È stato un altro uomo a chiamare il 118 nelle prime ore della mattinata e
quando il personale sanitario è arrivato, ha avvisato le forze di polizia.
Il ragazzo era senza vita sul letto di quello che evidentemente era
diventato il suo riparo di fortuna.
L’area confina da una parte con la ferrovia e dall’altra con il centro
residenziale di Borgo Masini e non è difficile entrarci.
Il vecchio ingresso del Livello 57 in viale Berti è spesso aperto e il
cancello verde è facilmente aggirabile. Ma lo spazio si può raggiungere
anche camminando lungo i binari e da via Muggia, lì si può scavalcare
agevolmente un altro ingresso.
Qualche mese fa gli attivisti del Livello avevano denunciato che quello
sotto il ponte di via Stalingrado
era diventato un ricovero per spacciatori.
«È un vero paradosso» sottolinea Picciolo «a noi era vietato entrare perché
potevamo essere accusati di aver violato i sigilli, ma intanto c’era un via
vai continuo di persone ».
Questo spazio assieme all’altro di via Battirame erano stati assegnati all’
associazione che gestiva il centro sociale durante l’amministrazione di
centro destra e sono stati sequestrati l’anno scorso da un provvedimento del
pm Paolo Giovagnoli che ha messo sotto inchiesta sei persone per detenzione
e spaccio di stupefacenti.
«A CHI VA DATA LA COLPA di questa morte? Quel posto è un colabrodo, hanno
tolto i presunti spacciatori che saremmo stati noi per metterci quelli veri»
prosegue Picciolo critico verso la procura e l’amministrazione comunale.
L’assessore Virginio Merola ha recentemente chiesto all’ex centro socialedi
pagare i mesi arretrati di affitto altrimenti straccerà la convenzione.
Anche il presidente del quartiere San Vitale Carmelo Adagio conferma che gli
era stato segnalato che le due aree erano diventate terra dinessuno. «In via
Battirame ho anche mandato i vigili a controllare » spiega Adagio «mi hanno
detto che c’erano state sicuramente diverse incursioni e che era stato
portato via anche materiale di proprietà del centrosociale». ? ????
Perugia 10 novembre: corteo per aldo
2007/11/11,18:00