La condizione del lavoratore nell'era post-industriale: produttore di beni e consumatore di stupefacenti
2008/03/16,22:50
17-3-08
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Intervista di Sabatino Annecchiarico con Francesca Coin* - da informationguerrilla.org
Il
consumo di sostanze stupefacenti ha precisamente un triplice scopo:
stimolare la produzione, manipolare l'essere umano per renderlo piu'
simile alla macchina e farlo diventare il piu' possibile docile. Con
l'entrata della digitalizzazione nella produzione di beni, negli ultimi
decenni il mondo capitalista ha subito una trasformazione nella
produzione con alti profitti senza precedenti nella storia.
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Allo
stesso tempo, si è verificato un aumento del consumo di sostanze
psicotrope e di alcol da parte dei lavoratori che producono questi
beni, realizzando con il proprio malessere gli alti profitti del
capitale. Francesca Coin, nel suo recente saggio “Il Produttore
Consumato. Saggio sul malessere dei lavoratori contemporanei” (Ed. Il
Poligrafo, Padova, 2006. €23,00) delinea questa trasformazione partendo
dalla constatazione
che, secondo la sociologia “ufficiale”
«Nell'era post-industriale i lavoratori non sono più il perno della
vita sociale. Essi non sono più al centro né delle fabbriche né delle
piazze. Il loro ruolo economico e politico è oramai marginale, e
parimenti poco importanti sono diventate le loro storie di vita. Ma, a
clamorosa smentita di una tale presunta marginalità, all'alba del terzo
millennio i lavoratori sono il bersaglio primo delle riforme economiche
e politiche del libero mercato, che avanza precisamente sulle schiene
della classe lavoratrice mondiale».
Nella
sua ricerca lei si sofferma in modo particolare sul crescente ricorso
di droghe che fanno i lavoratori, un uso in risposta alle difficoltà e
alle loro sofferenze che il mondo del lavoro infligge. Diversi studiosi
hanno già trattato questo argomento. Dov'è la novità della sua ricerca?
Fino ad oggi è stato trattato questo problema
prevalentemente in chiave psicologica, osservando il malessere dei
lavoratori come un male individuale. La novità di questo saggio è
l'approccio collettivo con cui ho affrontato questo malessere. Un
malessere inserito dentro il mondo stesso della produzione capitalista.
Lei
sostiene che questa produzione di beni è connessa, in modo
inestricabile, con la produzione di malessere di chi produce questi
beni. Da dove parte per sostenere queste affermazioni?
Nel mondo capitalista abbiamo un mercato del lavoro che richiede sempre
un maggiore sforzo da parte del lavoratore, sia nell'aumento delle ore
lavorative che nell'intensità propria del lavoro. Osservando i paesi in
cui le ore di lavoro variano tra 12 e 72 ore continuative, senza
interruzione, ad esempio quelle delle zone di libero scambio
commerciale del Centro e un Sud America, spesso le anfetamine sono
somministrate direttamente dal datore di lavoro con lo scopo di portare
a termine turni di lavoro massacranti. Si è passati da un assenteismo a
un iper-presenteismo sul posto di lavoro.
In Europa accade la stessa cosa?
Abbiamo in Europa le testimonianze dei sindacati inglesi, che ci fanno
sapere che la gran parte dei lavoratori inglesi hanno problemi di
tossicodipendenza e di alcolismo. In Italia la cosa non è molto
diversa. Si dice con leggerezza che la tossicodipendenza riguarda
prevalentemente i giovani. Giovani studenti: una generazione spesso
collegata con le stragi del sabato sera. La realtà è diversa. Il 70%
dei consumatori di droghe non è costituito da studenti bensì da
lavoratori dipendenti. C'è un forte malessere dei lavoratori in
fabbrica, i turnisti ad esempio, compensano questo malessere con l'uso
di droghe e farmaci. Questo fatto è dovuto a due bisogni effettivi
della produzione capitalistica: quello di lavorare sempre di più e
quello di consumare sempre di più. Da una parte c'è bisogno dell'
iperlavoro, il quale è in continua crescita, utile ad abbassare i costi
di produzione. Dall'altra c'è il bisogno di consumare quello che si
produce. Siamo paradossalmente in un'epoca della storia in cui la
possibilità di consumare è la più alta in assoluto: tanti beni a
disposizione. Ma nello stesso tempo, tale consumo non aiuta
l'emancipazione dei lavoratori, bensì principalmente la produttività
economica e l'obbedienza politica. Il consumo di sostanze stupefacenti
ha precisamente un triplice scopo: stimolare la produzione, manipolare
l'essere umano per renderlo più simile alla macchina e farlo diventare
il più possibile docile. Un esempio di tale “pacificazione” è il modo
in cui nel 1968 l'LSD fu somministrata in massa ai contestatori
nordamericani quale “antidoto all'attivismo politico”.
Alla luce di tutto ciò, come reagisce il sindacato in Italia?
In Italia il sindacato reagisce come può, nel senso che in un contesto
caratterizzato dalla decentralizzazione produttiva il sindacato è
sempre più stretto dalla necessità di garantire il posto di lavoro e
mantenere la capacità contrattuale del salario. Schiacciato tra queste
due realtà, il sindacato chiude un occhio a tutto il resto. Ed è così
che emerge un sindacato senza una autentica forza contrattuale, risorse
politiche o motivazioni per affrontare il disagio dei lavoratori.
Ci sono esempi che testimoniano questa debolezza sindacale?
Nell'inchiesta che ho fatto nella zona industriale del Nordest
d'Italia, di alta densità produttiva, volevo verificare quanti
lavoratori facessero uso di droghe o di antidepressivi. Di fronte alla
mia ricerca il sindacato si è tenuto in disparte, non ha preso una
posizione esplicita.
E le politiche dei governi, che ruolo hanno?
Le politiche dei nostri governi sono connesse all'economia dello Stato
e quindi soggette alle necessità di profitto della produzione
capitalistica. In quest'ottica essi fanno leggi che puntano sempre di
più alla precarietà e alla flessibilità del lavoro, invece che al
benessere dei lavoratori.
A questo punto la soluzione sfuma.
La soluzione al problema? No, non sfuma. La cosa che mi preme
sottolineare è che il benessere dei lavoratori non è marginale alla
lotta dei lavoratori stessi o del sindacato. È centrale. L'opposizione
collettiva è l'unica possibilità d'uscita da quella disperata ricerca
di auto-gratificazione dalle dipendenze. Come scriveva Jervis negli
anni settanta, la nevrosi operaia si sviluppa nella misura in cui
l'operaio non riesce ad inserire in una struttura collettiva di
protesta il proprio rifiuto, perché l'unica terapia è l'azione politica
dei lavoratori. in questo senso non c'è stato provvedimento in Italia
ed in Europa in cui il desiderio governativo di trasformare il lavoro
in un processo precario, flessibile e sottopagato non sia stato accolto
con una vera e propria lotta nelle piazze. Vi è stata una grande
risposta quando si è voluto cancellare l'articolo 18 dello Statuto dei
lavoratori. Ancora una volta sono stati gli stessi lavoratori a
mostrare la soluzione.
Lei fa riferimenti espliciti al coinvolgimento dei governi?
Se guardiamo il mercato delle droghe nel corso della storia vediamo che
spesso i governi occidentali sono stati implicati in un modo o in un
altro nella somministrazione di sostanze psicotrope alle popolazioni.
Se ci pensiamo, il consumo di massa di sostanze psicotrope è cominciato
con la rivoluzione industriale prima e con il colonialismo poi, quando
questo commercio era considerato non solo uno strumento vantaggioso dal
punto di vista economico, ma anche uno strumento di pacificazione
politica. Si pensi solo alla politica coloniale dell'impero britannico
nei confronti della Cina, o al colonialismo olandese e francese nei
confronti dell'Indonesia e del Vietnam, o al ruolo delle droghe
nell'aumentare la ferocità conquistatrice dell'esercito statunitense, o
allo smercio di massa di LSD tra i manifestanti di San Francisco negli
anni Sessanta per ridurne le istanze di mobilitazione politica. Nei
ghetti neri degli Stati Uniti, ancora una volta la risposta l'hanno
data i lavoratori, che hanno messo in atto una campagna di
mobilitazione e denuncia contro il governo nordamericano, dopo che per
decenni questo aveva facilitato la diffusione di droghe pesanti nei
ghetti così da rispondere al problema dell'elevata povertà delle inner
cities con lan criminalizzazione dei poveri.
Abbiamo
parlato del mondo di produzione capitalista, dove esiste un padrone,
che è il proprietario della produzione e dei lavoratori. Esistono
tuttavia esperienze di lavoro dove sono gli stessi lavoratori a gestire
la produzione senza i padroni proprietari. Un esempio di riferimento
sono le fabbriche occupate in Argentina. Secondo lei, qui accade la
stessa cosa? Si verificano gli stessi malesseri e lo stesso consumo di
droghe?
Non ho fatto un'accurata ricerca nelle
fabbriche recuperate in Argentina, ma ho visto che, laddove il
lavoratori si autorganizzano, laddove il lavoratori si realizzano come
persone nell'ambito della stessa produzione di beni, laddove i
lavoratori sono liberi di decidere, essi non hanno bisogno dei
psicofarmaci per poter lavorare. Per cui, quello che ho visto nelle
fabbriche in cui la dignità e la responsabilità del lavoratore diventa
protagonista della stessa produzione, il sogno del benessere dei
lavoratori non ha bisogno di appagarsi con le droghe.
*Sociologa e ricercatrice nell'Universita' Ca' Foscari di Venezia e presso la Georgia State University di Atlanta (USA)
A cura di Sabatino Annecchiarico
Gli scout del 21mo secolo: 47% dice si' alla marijuana
2008/03/16,11:10
Gli scout del 21mo secolo: 47% dice si' alla marijuana

L'82% ritiene possibile ubriacarsi, il 47% fumare marijuana, oltre il
90% accetta il sesso prematrimoniale e piu' del 42% non esclude di
poter far sesso con una persona sposata. E' ritratto degli scout che
emerge da una ricerca condotta su 2.522 aderenti al movimento
provenienti da 25 paesi europei e iscritti a 39 diverse associazioni
scout, di eta' compresa tra i 16 e i 21 anni. Sono stati sentiti 1.284
maschi e 1.238 femmine, di cui il 45% di nazionalita' italiana. La
ricerca e' stata presentata ieri nella sede della Provincia di Firenze.
Dal questionario emerge una apertura verso la trasgressione che si
allinea agli atteggiamenti prevalenti anche nel mondo giovanile non
scout e dominanti nella cultura contemporanea, dove e' un dato di fatto
la relativita' dell'etica e del senso di legalita'. Il 39% degli
intervistati non esclude di poter abortire, mentre quasi il 91% pensa
di poter usare materiale digitale piratato. Quasi il 50% del campione
e' credente, il 16% si dichiara 'in ricerca', il 15% dice di essere
credente ma di non riconoscersi in nessuna confessione religiosa.
L'81% del campione e' cattolico.
Gli scout europei, afferma ancora la ricerca, si sentono per il 50%
prevalentemente legati alla nazione e alla citta' di provenienza e,
solo in seconda istanza, si proietta sull'essere cittadini del mondo
(48%) e poi dell' Europa (39%). Tanti sembrano essere delusi dalla
politica: il 30% non ha nessuna fiducia nei partiti, il 20% non ne ha
nei funzionari dello stato e nei militari, il 42,5% non ha fiducia nei
politici. Al contrario, i giovani continuano a riporre fiducia nella
famiglia, oltre il 70%, nei loro capi scout (il 35%) e negli scienziati
(20%).
Milano. Polizia: denunciati in un anno quasi 600 consumatori di droga
2008/03/14,10:46
Nel periodo compreso tra il 26 marzo 2007 e 10 marzo 2008 l'Unità
operativa criminalità diffusa (Uocd) della Questura di Milano ha
arrestato 769 persone e ne ha denunciate 463. La stragrande maggioranza
delle persone fermate è rimasta coinvolta in operazioni contro lo
spaccio di stupefacenti, che hanno portato anche alla segnalazione
all'autorità prefettizia di 538 consumatori di droga
effetti positivi della cannabis per l'Alzheimer
2008/03/12,19:06
Gb. Ricerca israeliana e spagnola sugli effetti positivi della cannabis per l'Alzheimer
Un medicinale a base di cannabis potrebbe migliorare la memoria nei
pazienti con l'Alzheimer. La rivelazione e' stata fatta da scienziati
israeliani e spagnoli al Royal Pharmaceutical Society, in Gran Bretagna.
"Il composto della cannabis potrebbe significativamente migliorare gli
effetti della perdita della memoria nei malati, ma occorre stare
attenti al THC", hanno dichiarato nel loro intervento i ricercatori.
Dieci anni fa, fu lanciato dalla Royal Pharmaceutical il
protocollo per dimostrare l'efficacia terapeutica della cannabis, da
cui sono partiti i tests clinici del Governo sui benefici della
sostanza per i malati di sclerosi multipla.
Il professor Raphael Mechoulam,
della Hebrew University di Gerusalemme, nelle sue ricerche ha inoltre
scoperto che la cannabis potrebbe essere utile nel combattere i sintomi
del diabete di Tipo 1. "Per questo sono necessarie ulteriori ricerche
sui potenziali benefici di un medicinale, senza THC".
Il professor Tony Moffat,
presidente del simposio, ha dichiarato nel suo intervento che negli
ultimi dieci anni sono stati fatti molti progressi, ma sono necessarie
ulteriori ricerche.
Un medicinale a base di cannabis e' gia' disponibile in Canada.
Rapporto Incb: Europa secondo mercato mondiale di cocaina
2008/03/12,12:45
Mondo. Rapporto Incb: Europa secondo mercato mondiale di cocaina
E' ai giovani italiani che spetta la maglia nera per il consumo di
cannabis, in crescita di 5 punti percentuali dal 2001 al 2005 (dal 6,2%
all'11,2%). Lo evidenzia il rapporto annuale per il 2007 dell'International narcotics control board (Incb),
che spiega come l'Italia vince la palma del paese maggior consumatore
di cannabinoidi insieme alla Spagna, mentre conquista il terzo posto
(dopo Spagna e Regno Unito) per la cocaina.
L'Europa e' poi il secondo piu' importante mercato per la cocaina (il
primo sono gli Usa), con l'Italia al terzo posto per i consumi (2,1%),
dietro solo a Regno Unito e Spagna. Il trend generale per i consumi di
polvere bianca segna, comunque, un aumento, mentre rimane stabile se
non in declino il consumo di eroina nell'Europa centrale e occidentale.
Due sono gli elementi principali che emergono dal rapporto annuale dell'International narcotics control board:
il primo riguarda il crescente traffico di precursori chimici per la
produzione di stupefacenti (eroina in particolare) che transitano
dall'Asia occidentale e dall'Africa, grazie anche alla mancanza di
leggi adeguate in questi paesi. Il secondo e' la creazione di rotte
sempre piu' consistenti di traffico che dall'America Latina raggiungono
l'Europa attraverso l'Africa occidentale, un trend gia' denunciato
l'anno scorso nel rapporto dell'Unodc (Ufficio dell'Onu sulle droghe e
la criminalita').
La stima di Interpol parla di circa 200-300 tonnellate all'anno che entrano in Europa per questa via.
Un passaggio che lascia il segno: l'abuso di cocaina e' in fortissimo
aumento tra gli africani, favorito dall'ignoranza della popolazione
riguardo ai problemi legati alla droga. Per l'Africa passa anche molta
eroina, che arriva nel Corno d'Africa per via aerea dall'Asia
sud-orientale per passare poi in Europa.
In aumento anche la coltivazione di cannabis, consumata in loco ma
spesso smerciata sui mercati europei e nordamericani. La cannabis
rimane la droga piu' consumata in Europa, con Italia e Spagna come
paesi con la maggior percentuale di utilizzo. In Italia questo numero
sta addirittura aumentando (dal 6.2% di giovani e adulti nel 2001
all'11,2% del 2005), mentre in Spagna la cifra e' stabile.
Aumenta l'uso della cocaina nei paesi dell'ex Urss e nei Balcani. In
totale in Europa (dall'Atlantico alla Russia inclusa) la popolazione
degli eroinomani e' di 3,3 milioni.
In America Latina, la coltivazione di coca rimane stabile, ma il
crimine organizzato continua a mantenere con la violenza e la
corruzione la propria presa sul territorio. Ma al contrario di quanto
avviene in Africa, dove il traffico e' questione recente, non si
segnalano particolari situazioni di abuso della sostanza.
Successo, invece, per le politiche di riduzione negli Stati Uniti: e'
stato quasi raggiunto l'obbiettivo di ridurre del 25% in 5 anni l'abuso
di cannabis, anfetamine ed eroina. Preoccupante invece la situazione in
Afghanistan: la coltivazione di papaveri da oppio cresce senza
controllo, mentre il problema si sta riducendo sensibilmente nel Sudest
asiatico.
Sempre in Asia, aumentano i consumi di anfetamine e metanfetamine,
mentre sta cominciando un'attivita' di penetrazione del mercato da
parte dei trafficanti di cocaina.
Traffico aiutato da basi nei piccoli staterelli insulari del Pacifico, che hanno seri problemi nel controllo delle frontiere.
Australia e Nuova Zelanda invece continuano a segnare i piu' alti tassi
mondiali di consumo di cannabis e composti anfetaminici. Il rapporto di
Incb fa poi il punto sulla proporzionalita' dell'azione giudiziaria
contro i crimini legati alla droga.
Nonostante siano stati fatti progressi dal 1996, quando la questione
era stata sollevata l'ultima volta, vi sono ancora molti paesi che
impiegano risorse eccessive per punire i 'pesci piccoli' e i
consumatori, rispetto a quanto si fa per i 'pesci grossi' che
controllano il traffico. Rispetto ai 'pesci piccoli' infatti non c'e'
una comune morale in tutti i paesi, e molti di questi utilizzano
indiscriminatamente il carcere anche per i consumatori. Il risultato e'
che in tali paesi i tossicodipendenti o i semplici consumatori
compongono la maggioranza della popolazione carceraria.
I governi dovrebbero poi avere un'attitudine meno morbida nei confronti
di quelle star pizzicate in situazioni di abuso, dato che i loro stili
di vita fanno da modello per tantissimi giovani.
L'Incb e' stato istituito nel 1968 come organismo indipendente e
quasi-giuridico per controllare l'implementazione delle convenzioni Onu
sulle droghe.
campagna contro i posti blocco della GdF agli eventi reggae a Bari.
2008/03/08,19:37
la sinistra l'arcobaleno...e le droghe
2008/03/08,19:24
Italia. Droghe, temi eticamente sensibili o insensibiiltà della politica? Spazio di discussione
Nella "Sinistra l'arcobaleno" si attiva uno spazio pubblico di discussione per riscrivere la grammatica sulle droghe.
Ecco l'appello
Sulle droghe ripartiamo da capo, ripartiamo da sinistra, per
riflettere sui nostri errori e sui nostri limiti, sulle nostre
debolezze e sui nostri punti di forza. Ripartiamo insieme per
comprendere perché non siamo riusciti a cambiare la legge Fini –
Giovanardi, e per capire perché, la cultura di questo paese è
diventata così permeabile alle sirene della zero tolleranza anche su
questo argomento. Molto ed ancora più di prima c’è e ci sarà da fare su
questo terreno, ci sarà bisogno di riparlarsi, di recuperare il solco
sempre più largo tra la politica ed il sociale, tra operatori e
consumatori e contaminare le nostre riflessioni con altri mondi e
percorsi, come quello della politica delle donne e della non violenza.
Questi percorsi ci parlano di libertà di scelta e consapevolezza, di
autodeterminazione e di liberazione, di laicità e democrazia, di
mediazione sociale e empowement dei territori. Sentiamo l’esigenza di
riscrivere nel processo di costruzione della Sinistra Arcobaleno una
grammatica dei termini e dei significati su questo terreno, sentiamo
l’esigenza collettiva di ridare senso alle nostre pratiche sociali,
sentiamo l’esigenza di definire un pensiero sulle droghe che tenga
conto delle trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni, e
che apra il confronto su argomenti come il piacere, l’etica,
l’autonomia della persone, la mission degli operatori sociali. A
differenza di chi vuol congelare i cosidetti temi eticamente sensibili
noi pensiamo che siano insensibili eticamente quelli che evitano questa
discussione in campagna elettorale, convinti come siamo che i diritti
sociali e quelli civili, e con essi le libertà insieme avanzano o
insieme arretrano.
Il primo spazio pubblico di discussione si terra' venerdi 14 marzo a
Roma alle ore 14 presso la sede di Carta in via Scalo San Lorenzo 67.
Per aderire invia una mail a
ilsocialealcentro@libero.it
Per discuterne:
http://www.sinistrasociale.it/?p=219
Hanno finora aderito
Claudio Cippitelli - Grazia Zuffa – Direttirice Fuoriluogo -
Francesco Maisto ( Sostituto procuratore Milano) - Mario German de
Luca,( associazione La tenda) -Stefano Vecchio (direttore del Dip.
Farmacodipendenze) Asl NA1 – CNCA Toscana – Beatrice Bassini (
psicologa Ser.t Bologna) – Punkreas - Simonetta Bruschini ( Cnca
Umbria) - Giorgio Mariotti (operatore di strada, Perugia) - Fabio
Scaltritti ( Comunità San Benedetto al Porto - Genova ) - Felice di
Lernia – ( Cooperativa oasi 2), - PIC (Pazienti Impazienti Cannabis) –
Dario Vergassola - Francesco Piobbichi (responsabile politiche sociali
PRC) - Paolo La Marca (responsabile italiano della Conferenza Latina
per la Riduzione del Danno) - Andrea Tesini – (Assistente Sociale
Ser.t Bologna) - Stefano Carboni – ( Responsabile droghe PRC toscana )
- Jakopo Galmacci – (operatore di strada, Umbertide pg) – Il parto
delle nuvole pesanti - Mefisto (Million Marijuana March Italia) – Don
Pasta - Associazione Canapa Life - Pino Cucci, (Pazienti Impazienti
Cannabis ) – Gianluca Mannucci – operatore delle dipendenze pg -
Ylenia Daniello ( responsabile droghe PRC Roma ) – Sergio Giovagnoli
Arci - Tonino Dangelo - Roberta Fantozzi (segreteria nazionale PRC -
Area diritti sociali immigrazione) - Maria Teresa Silvestrini
Consigliera comunale PRC Torino - Luigi Cancrini – responsabile
politiche sociali PDCI – Giovanni Russo Spena, Capogruppo al Senato
PRC - Andrea Fornai Associazione Nojerksite – Federico Tomasello
portavoce Giovani comunisti – Migliore Salvatore ( educatore di strada
–Roma) – One lowe hi pawa – Vittorio Agnoletto (Europarlamentare PRC
–SE ) – Patrizio Gonnella – Biscazulu - Damiano Stufara (assessore
alle politiche sociali regione Umbria) - Stefano Bertoletti – (
Cooperativa CAT Firenze, area prevenzione) - Ingo Stockel (Referente
Area Dipendenze: Coop. Parsec) -Damiano Stufara (assessore alle
politiche sociali regione Umbria) – Marco Battini ( Resp. Area Lavoro
Strada,Responsabile Area Lavoro di Strada C.S. Papa Giovanni XXIII) -
Andrea Morniroli - Cantieri Sociali - Elena de Filippo - Presidente
cooperativa Dedalus – Mau Mau – Danele Farina Deputato PRc – Francesco
Caruso Deputato Prc – Achille Saletti, Saman – Arpioni – Stauto -
Frida Meozzi operatrice sociale - Leonardo Ragozzino - Elisabetta
Piccolotti, Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e - Marina
Impallomeni -
Chi controlla il controllore
2008/03/07,17:59
Arrestato un finanziere con 60 chili di
droga
CAGLIARI (7 marzo) - Un militare della Guardia di
Finanza di Cagliari è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato perchè
trovato in possesso di dieci chilogrammi di cocaina e di 50 chili di hascisc.
L'uomo, Sergio Coppola, di 35 anni, napoletano, era sbarcato alcune ore prima
dalla nave proveniente da Napoli.
Il finanziere era da tempo sospettato
e ieri è scattato per lui un controllo della Polizia. È giunto in Sardegna nel
porto di Olbia e si è diretto con l'auto verso Cagliari. Nei pressi del
capoluogo è stato fermato e in un vano sotto il cofano posteriore è stata
trovata la droga, circa 60 chilogrammi di cocaina e hascisc. L'uomo è stato
rinchiuso in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Napoli. Arrestati quattro poliziotti per traffico di
stupefacenti
Quattro poliziotti in servizio al commissariato di Afragola sono stati
arrestati con l' accusa di traffico di stupefacenti, peculato e concussione,
nell' ambito di una inchiesta della Dda di Napoli.
I quattro di 51, 47, 30, e
34 anni, sono indagati per aver consegnato piu' volte droga ad uno spacciatore
della zona di Caivano (NA), affinche' questi la rivendesse nel Parco Verde, un
degradato rione considerato una importante piazza di spaccio.
Le indagini,
avviate a seguito di una denuncia dello stesso spacciatore, sono state svolte
con servizi di osservazione e pedinamento che hanno permesso di documentare gli
incontri tra i poliziotti e lo spacciatore e la riscossione, da parte dei
poliziotti, dei soldi incassati dalla vendita della droga.
Nel corso delle
indagini e' emerso che allo spacciatore veniva consegnata per la vendita la
droga sequestrata in occasione di operazioni di polizia
coca-boom: nel 2010 un milione di consumatori
2008/03/06,18:52
Italia. Milano. Osservatorio dipendenze: nel 2010 un milione di persone consumera' cocaina
Nel 2010 il numero di consumatori di cocaina in Italia potrebbe aumentare del 40% rispetto al 2007. E' la stima di
Roberto Mollica,
responsabile dell'Osservatorio dipartimento dipendenze patologiche
della Asl Città di Milano, interventuto al convegno "L'altra faccia
della coca" organizzato dall'Università Cattolica. Secondo la stessa
previsione i consumatori della polvere bianca saranno compresi tra
800mila e 1,1 milioni di persone, pari al 3% della popolazione italiana
tra i 15 e i 54 anni.
Per quanto riguarda l'offerta, negli ultimi anni si sta assistendo alla
pratica di vendita di micro-dosi, con prezzi unitari molto bassi, da
parte di spacciatori che dispongono anche di altre sostanze
stupefacenti come la cannabis. Un'evoluzione legata al fatto che il
consumo incrociato di queste sostanze è diventato la regola. D'altra
parte la cocaina sul mercato tende ad avere una concentrazione di
principio attivo più bassa che in passato, mentre accade il contrario
per la cannabis.
"A Milano -ha detto Mollica a margine del convegno- i consumatori di
cocaina sono cresciuti prima che altrove: nel 2003 il 7-8% della
popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni aveva consumato cocaina
almeno una volta negli ultimi dodici mesi". A livello nazionale, ha
però ricordato, il dato più preoccupante è quello del ritorno al
consumo di eroina, tra i giovani: "Ci sono segnali di adolescenti che
si rivolgono ai Sert, in particolare a Roma e nel Lazio, per il consumo
di eroina fumata o sniffata. Un uso spesso associato a quello di altre
sostanze, vissuto come 'tranquillizzante' rispetto a quello di cocaina".
"Un identikit rigido del cacainomane -ha aggiunto
Gabriella Gilli,
docente di piscologia della personalità all'Università Cattolica- non è
possibile, ma ci sono delle direzioni di personalità e comportamento
che sono associabili al consumo di coca: la difficoltà a accettare le
frustrazioni e le piccole gratificazioni quotidiane associata alla
necessità di rilanciare continuamente su gratificazioni sempre
maggiori, anche se illusorie. Un'altra caratteristica è un tratto di
antisocialità che emerge, per esempio, dagli studi sul profilo di
personalità degli assuntori di cocaina: tratti di dominanza di energia
e ricerca di assertività che sembrano essere maggiori. Questo,
purtroppo, è coerente con un certo tipo di società che richiede alti
livelli di performance".
Per
Laura Rancilio, responsabile
dipendenze della Caritas ambrosiana, il cocainomane è quello che tra i
tossicodipendenti impiega più tempo, in media otto anni, per avere la
percezione del danno che lo riguarda: "La cosa più difficile, per
questo, è intercettare i giovani consumatori e offrire loro delle buone
ragioni per 'non farsi', che vadano oltre la paura del danno".
Rancilio boccia però l'idea di un kit per la rilevazione dl consumo di
droga da offrire ai genitori, proposta da alcuni esponenti del Comune
di Milano: "Sarebbe complicato, per i genitori, utilizzarlo in modo
efficace. Molto più importante è parlare con i propri figli".
Mosè sotto l'effetto di droga sul Sinai
2008/03/06,11:54
Mosè sotto l'effetto di droga sul Sinai
Quando ricevette i 10 Comandamenti. Lo sostiene uno psicologo israeliano
GERUSALEMME - Il profeta Mosè, secondo un ricercatore
israeliano, si trovava sotto l'effetto di droghe quando sul Monte Sinai
Dio gli consegnò i Dieci Comandamenti. Le sostanze attive che provocano
illusioni sensoriali, quali gli allucinogeni, avrebbero avuto un ruolo
importante durante i riti religiosi degli israeliti ai tempi della
Bibbia, ha spiegato il ricercatore Benny Shannon nella rivista di
filosofia «Time and Mind». Nel caso di Mosè, dice il professore di
psicologia cognitiva all'università di Gerusalemme, non si è
 |
| Il Mosè di Michelangelo (Ap) |
trattato di un «evento sovrannaturale». Ma non è
neppure solo leggenda: «E' molto più probabile che la vicenda si sia
svolta sotto l'effetto di qualche droga psichedelica», ha detto Shannon
ieri alla radio israeliana. Mosè sarebbe stato alterato anche quando
vide «il cespuglio di spine ardente», dove si manifestò l'angelo di
Jahweh, appunto, sotto la forma di una fiamma di fuoco. Anche in questo
caso all'origine delle «visioni» ci sarebbero stati delle sostanze
narcotizzanti.
EFFETTI PSICOATTIVI - «La Bibba riporta che le persone udivano
dei suoni, e questo è uno dei classici fenomeni col quale si
manifestano certe droghe». Molti culti amazzonici utilizzano a scopi
rituali l'ayahuasca, un intruglio vegetale, che combinato sintetizza la
molecola in questione e provoca degli effetti psicoattivi. La sostanza
è ancora usata frequentemente dagli sciamani o stregoni indigeni in
Amazzonia. «Anch'io ho avuto delle visioni, che avevano significati
religiosi e spirituali», ha detto lo scienziato che afferma di aver
testato il miscuglio. Gli effetti psichedelici sono comparabili con la
sostanza estratta dalla corteccia dell'albero di acacia. E quest'albero
viene menzionato spesso nella Bibbia, dice in conclusione Shannon al
Time and Mind Journal of Philosophy.
REAZIONI - La notizia è stata ripresa anche dal quotidiano
israeliano Haaretz, scatenando una serie di reazioni polemiche. Ma la
più frequente è stata: «Che cosa si è fumato Shannon prima si scrivere
il suo articolo?». Il professore, del resto, avrebbe ammesso che
«chiuque può assumere allucinogeni ma per ricevere le Tavole della
Legge bisogna essere Mosè».
Elmar Burchia
Vendere semi di cannabis non è reato
2008/03/04,18:02
Tribunale di Benevento: vendere semi di cannabis non costituisce istigazione alla coltivazione
Da Antiproibizionisti.it, - 30 gennaio 2008
Confermato il buon diritto
dei commercianti di vendere semi ad uso collezionistico, non potendosi
ravvisare a carico dei venditori alcun profilo di responsabilità penale
una volta che la merce sia uscita dalla loro sfera di disponibilità. Da
Antiproibizionisti.it.
Il Giudice monocratico presso
il Tribunale di Benevento, dr. Rosario Baglioni, ha assolto per non
avere commesso il fatto Davide Carbonaro, titolare della HEAD SHOP di
Roma, dall'accusa di concorso morale, tramite istigazione, nella
coltivazione di più piante di cannabis effettuata da quattro minorenni
beneventani giudicati separatamente.
A Carbonaro - difeso
dall' Avv. Carlo Alberto Zaina di Rimini (consulente legale di
Antiproibizionisti.it) - veniva imputata la circostanza di avere
venduto via Internet due confezioni di semi di cannabis, e con tale
condotta di avere, pertanto, spinto ed istigato gli acquirenti
minorenni, a coltivare la cannabis, tramite la semina dei prodotti
comprati in due piccoli vasi che avevano germogliato producendo due
piantine.
Pur in attesa di conoscere le motivazioni
dell'importante sentenza, che saranno pubblicate tra 30 giorni, si può
ragionevolmente ritenere che il Tribunale abbia accolto la tesi per cui
la vendita dei semi è lecita, atteso che gli stessi sono stati esclusi
dal novero delle sostanze stupefacenti penalmente rilevanti, dalla
Convenzione di New York del 1961, nonchè dalle leggi di ratifica della
stessa datate 1974 e 1992.
Altro profilo di specifica
importanza sollevato dalla difesa è stato quello di porre l'accento sul
recente mutamento giurisprudenziale, in senso favorevole, che ha
ritenuto non punibile la coltivazione domestica finalizzata all'uso
personale, sul presupposto di una differenza sostanziale di tale
comportamento rispetto alla coltivazione agraria, che presuppone una
organizzazione tutt'altro che rudimentale.
Con questa
sentenza viene confermato il buon diritto dei commercianti di vendere
semi ad uso collezionistico, non potendosi ravvisare a carico dei
venditori alcun profilo di responsabilità penale una volta che la merce
sia uscita dalla loro sfera di disponibilità, nell'ipotesi in cui
l'acquirente faccia un uso diverso (e illecito) di quanto acquistato.
Pesanti limitazioni della libertà personale
2008/03/04,17:25
Catania. In possesso di modica quantita': obbligo di dimora e firma, divieto di guida e obbligo di dormire a casa
La questura di Catania ha emesso un decreto con pesanti limitazioni
della liberta' personale nei confronti di un giovane di 35 anni,
dipendente di un esercizio commerciale e con precedenti specifici in
materia di stupefacenti, sorpreso da agenti della squadra mobile in
possesso di una modica quantita' di droga per uso personale, dentro il
negozio e in orario di apertura. Il decreto, il primo emesso dalla
Questura di Catania secondo l'articolo 75 bis della legge
Fini-Giovanardi, e' stato convalidato dal giudice di pace. Il giovane
per due anni ha l'obbligo di firma in un comando di polizia e l'obbligo
di dimora nel Comune di residenza. Inoltre non potra' guidare e dovra'
rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora, non
uscirne prima di un'ora prefissata e non potra' frequentare alcuni
locali pubblici.
Sondaggio Studenti.it: un minore su tre ammette l'uso di droghe
2008/02/25,17:29
22-02-2008, ore 18:17:38
Italia. Sondaggio Studenti.it: un minore su tre ammette l'uso di droghe
Il 30% dei giovani ammette di aver fatto uso di droghe ed oltre la metà
di questi ne fanno uso abitualmente: è il dato che emerge da
un'inchiesta on line condotta dal sito internet
Studenti.it
a cui hanno risposto oltre 3 mila giovani. Dall'indagine risulta che
solo il 69% dei ragazzi, in genere con meno di 18-20 anni, dichiara di
non aver mai fatto uso di droghe leggere (in genere hashish e
marijuana), mentre l'11% dice di averne fatto uso, ma ha smesso; l'1%
ha anche ammesso di aver assunto sostanze pesanti (come cocaina, eroina
e crack) ma, anche in questo caso, di essere riuscito ad uscirne. Dei
giovani che hanno partecipato all'inchiesta, attualmente assumono
droghe il 16%: per il 13% si tratta di sostanze leggere, mentre per un
3% di droghe di tipo pesante. Nel sito Studenti.it sono riportate
alcune delle risposte più rappresentative della ricerca: "sono un
adolescente normalissimo -spiega Okie- che va bene a scuola, ho un tot
di amici e nessun problema in famiglia. Eppure mi fumo le canne
(neanche le canne, 4 bong al dì) mi prendo circa una volta ogni 4 mesi
in tranquillità e tiravo di coca". "E per esperienza vi dico che le
cose sono troppo montate, io ho fatto tutto il 2005 a tirare di coca e
fumare il crack una volta ogni due settimane, ma non ci sono rimasto
sotto. Basta riuscire a farle con la testa le cose. Comunque è da
gennaio dell'anno scorso che non vedo della cocaina e non mi manca per
niente". Per i realizzatori dell'inchiesta "i risultati sono in linea
con quanto sottolineato dal rapporto del Viminale secondo il quale le
droghe leggere -hashish e marijuana- sono le sostanze preferite dagli
under 18". Nel rapporto del ministero dell'Interno, che ha studiato
come sono cambiati i consumi di droga in Italia tra il 1991 ed il 2006,
si era evidenziato come hashish e marijuana siano le sostanze preferite
dagli under 18 e che la tossicodipendenza da eroina sia in netto calo
(si è passati da un 50% nel '91 ad un 8% nel 2006). Sempre per il
Viminale, l'uso di cocaina in questi 15 anni è quasi triplicato,
passando da un 5% del 1991 ad un 14% nel 2006. Rimane stabile negli
anni l'utilizzo di anfetamine ed lsd mentre aumenta il consumo di
ecstasy. Cambierebbe anche la tipologia di chi ne fa uso: non più
emarginati o disoccupati bensì persone istruite, benestanti ed
integrate nel tessuto sociale, che si "affidano" alle droghe per
divertimento e dichiarano di assumerle contemporaneamente ad alcolici:
il 98% dei segnalati alla prefettura sono italiani che hanno avuto un
primo approccio alle droghe tra i 14 ed i 18 anni; vivono ancora in
famiglia e di questi solo l'8% è disoccupato.
Secondo compleanno della legge Fini-Giovanardi
2008/02/20,18:19
Oggi ricorre il secondo compleanno della Fini-Giovanardi, una delle leggi piu'
repressive nel mondo occidentale contro il consumo ed il mercato delle droghe
illegali. Era il 21 febbraio 2006 quando il Parlamento approvo' la legge di riforma
sulle tossicodipendenze, modificando in fase di conversione un decreto legge per
assicurare il corretto svolgimento delle olimpiadi invernali di Torino.
Firenze: 66% di detenuti stranieri e 38% di tossicodipendenti
2008/02/20,10:48
Firenze: 66% di detenuti stranieri e 38% di tossicodipendenti
Da Ansa, - 12 febbraio 2008
Il 66% della popolazione
detenuta a Sollicciano è costituita da stranieri, in maggioranza
extracomunitari, i tossicodipendenti sono il 38%, dei quali il 23% in
trattamento metadonico e il numero delle detenute donne è in media
intorno alle 70-80 unità. Sono alcuni dei dati che fotografano la
situazione del carcere fiorentino, contenuti nella relazione annuale
che Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti, presentata
ieri in Consiglio comunale. Le presenze a Sollicciano si sono
stabilizzate su circa 700 unità, cifra che si situa a metà tra il
livello dei 1.000, prima dell’indulto, e i 500 immediatamente dopo la
sua approvazione. Dalla relazione emerge che, dall’emanazione del
provvedimento di indulto al 3 dicembre 2007, sono stati dimessi 582
detenuti, dei quali 400 con procedimento definitivo (157 italiani, 243
stranieri e 182 per revoca della custodia cautelare). Sono invece 137,
quelli che hanno fatto rientro dal febbraio 2006 al dicembre 2007.
Salve, vorrei segnalarvi la nostra campagna contro i posti blocco della GdF agli eventi reggae a Bari.
Saremmo lieti di una vostra adesione di solidarietà, come gruppo od organizzazione, o anche come singoli, al nostro appello riportato qui sotto.
E’ possibile aderire rispondendomi per email, o ancora meglio lasciando un commento all’appello nel blog, nella pagina delle adesioni
http://lamusicanonsiblocca.wordpress.com/comunicato-e-appello/elenco-adesioni/
Saluti e grazie per l’attenzione.
Mimmo
Coordinamento artisti reggae nella provincia di Bari
http://www.lamusicanonsiblocca.wordpress.com
La musica non si blocca!
Il reggae a Bari contro la criminalizzazione della vita notturna e per la depenalizzazione della cannabis.
Gli operatori e gli artisti legati alla scena musicale del reggae in puglia, intendono denunciare pubblicamente un singolare fenomeno di accanimento repressivo nei loro confronti.
La questione è di interesse generale, perchè riguarda un notevole spreco di energia e di risorse pubbliche che danneggia la vera lotta alla criminalità ed ai traffici illeciti, preferendo piuttosto criminalizzare un fenomeno musicale in quanto tale, fermando e controllando migliaia di suoi semplici utenti, e colpendo decine di ragazzi colpevoli solo del possesso di piccole quantità di hashish o marijuana.
Ma veniamo ai fatti. Da circa un anno ormai, la Guardia di Finanza in terra di Bari impiega uomini e mezzi in quantità nella lotta contro il reggae. Avete letto bene, non contro la mafia, l’evasione fiscale, l’alcolismo e le sostanze pericolose in generale ma contro la musica reggae.
E’ un dato di fatto ormai che sistematicamente, qualsiasi evento musicale grande o piccolo in provincia di Bari, purchè promozionato come “reggae”, viene monitorato dalla Guardia di Finanza. A pochi metri dall’ingresso dei locali vengono allestiti posti di blocco spropositati, con almeno sei auto e decine di agenti, unità cinofile e bilancini. Questo vuol dire soldi, straordinari per chi lavora di notte nei fine settimana, e super utilizzo di mezzi come i cani che poi sono stanchi per le cose più serie.
Anche per iniziative che richiamano poche centinaia o adirittura decine di utenti, sono stati disposti spiegamenti di forze degni di raduni di massa.
Tutto il pubblico viene sistematicamente intercettato e perquisito ogni volta, anche per più eventi alla settimana, con il semplice risultato di collezionare verbali di sequestro per due o tre “spinelli” ogni tanto. Tanta sistematicità ha due effetti principali: scoraggiare l’utenza a seguire eventi di questo genere musicale, e garantire l’impunità ai veri spacciatori che sanno benissimo quando e dove troveranno i controlli.
La scelta delle forze dell’ordine è quella di accanirsi e di impiegare risorse nella repressione dell’uso delle cosidette “droghe” leggere, cannabis e derivati, quando invece il vero pericolo per la salute e la sicurezza è l’abuso di altre sostanze diffusissime: alcol sopratutto, ma anche tante altre potenti droghe chimiche.
A Bari ci sono funzionari che impiegano il loro tempo a collezionare i volantini delle feste reggae ed a leggere i forum specializzati su internet, solo perchè da sempre questa scena musicale si è apertamente espressa a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. Una rivendicazione condivisa da larghe fascie della società civile e supportata dai più autorevoli settori della scienza e della cultura internazionali.
I responsabili dell’ordine pubblico però dovrebbero anche sapere che questa consapevolezza favorisce un sostanziale disinteresse verso sostanze davvero pericolose. Tutti i gestori dei locali sanno che quando ospitano eventi reggae devono fare i conti con uno scarso rendimento del bar, per un consumo di superalcolici inferiore alla media. Le risse e gli incidenti, favoriti dall’uso di sostanze eccitanti, sono più rari che altrove. La cultura della musica reggae è piuttosto veicolo di messaggi positivi, ecologia, antirazzismo, solidarietà, impegno sociale e spiritualità.
Non affermiamo questo per criticare altre abitudini e forme d’arte, ma solo per riaffermare le specificità culturali positive espresse da questa musica che ora viene attaccata. La criminalizzazione della vita notturna in quanto tale è sempre sbagliata: non tutela realmente la salute e la sicurezza, in quanto ostacola la socialità e l’arte, favorisce l’isolamento degli individui ed i traffici dei veri criminali.
Noi operatori e artisti vogliamo sapere qual’è la volontà politica dietro queste operazioni della GdF a Bari, chi le decide, qual’è il vero scopo e quali sono i veri risultati di questo utilizzo mirato di risorse pubbliche.
Rivendichiamo il diritto della gente a recarsi alle nostre iniziative senza essere automaticamente trattenuti e umiliati da noiosi ed inutili controlli. Riaffermiamo il carattere progressivo ed edificante della nostra cultura, che non merita di essere soffocata da una vera e propria campagna persecutoria istituzionale.
Auspichiamo la depenalizzazione delle droghe leggere, per un utilizzo più efficace e meno ideologico delle risorse in materia di ordine pubblico e salute.
L’assemblea degli artisti reggae in terra di Bari (in ordine alfabetico):
Amlak Dub (sound system)
Barireggae.it (portale web)
Chop Chop (band)
Double Dose (crew)
Dread Movement (crew)
Heavy Hammer (crew)
High Grade Conqueror (sound system)
I&I Project (sound system)
Kings of Kings (crew)
Murgia Youth (crew)
Ragga Meridional (crew)
Rhomanife (band)
Shanty (crew)
Small Axe (crew)
Soundsystem.it (portale web)
South Love Vibration (crew)
Suoni Mudù (band)