Italia. Bologna. Procura: abituale spaccio al Link

Italia. Bologna. Procura: abituale spaccio al Link
 
 Il Link di Bologna e' luogo abituale di spaccio e consumo di droga. Chi lo frequenta sa di poter trovare e utilizzare con facilita' all'interno e nelle vicinanze droga. Per questo la Procura ha indagato S.C.C. (di 48 anni delle Barbados), legale rappresentante dell'associazione che ha in gestione in convenzione con il Comune di Bologna l'ex centro sociale, per agevolazione all'uso di droghe, in concorso con ignoti, mentre locale e attrezzature sono sotto sequestro preventivo.
Il locale era stato gia' chiuso in via amministrativa dal questore. Il Gip Alberto Gamberini ha firmato il provvedimento richiesto dal Pm Valter Giovannini, titolare dell'inchiesta nata dopo che il 25 aprile un ragazzo di 21 anni si era sentito male nel locale (ed era stato ricoverato in gravi condizioni) per l'assunzione di un mix di cocaina e ecstasy. Il sequestro, ha specificato il magistrato, mira innanzitutto a tutelare l'incolumita' degli avventori.
Durante l'inchiesta infatti gli inquirenti delle squadra mobile hanno raccolto numerose testimonianze che hanno confermato come al Link sia possibile acquistare e consumare ogni tipo di sostanza. Circostanza confermata anche dalle due amiche che erano in compagnia del ventunenne. Una delle due ha raccontato di frequentare il Link dal settembre 2006, di aver acquistato ecstasy all'interno e di aver visto 'ragazzi apparentemente collassati abbandonati sullo stradellino che porta all'entrata'. Lo stesso ventunenne, ha spiegato la giovane, fu abbandonato all'esterno, dopo che era svenuto, dai buttafuori del locale, che non chiamarono il 118. Anche il ragazzo ha confermato di aver acquistato la droga nel locale (non solo la sera del malore). 'All'interno e' facile comperare diversi tipi di droghe: cocaina, ecstasy, cannabis, chetamina, e mdma'.

"Avevamo seguito tutte le indicazioni della Questura. Ma questo non e' servito. Siamo demoralizzati".
Il sequestro suona quasi come un colpo di grazia per i gestori del Link di Bologna. Che al momento si dicono "stufi" di come si sia messa la situazione: "Siamo stanchi -afferma con voce abbattuta Alessandra D'Amico, esponente-gestore del Link- e' un colpo che ci ha fatto saltare anche a livello emotivo. Nego in modo categorico che ci sia mai stato spaccio all'interno del locale. Abbiamo sempre controllato il piu' possibile, c'erano anche buttafuori nei bagni e nel backstage. Martedi' ci incontreremo per decidere cosa fare". Nel frattempo c'e' da pensare anche al programma di iniziative che il Link aveva organizzato per il mese prossimo.
Ad esempio, la festa delle scuole, il 5 e il 6 giugno, con il Liceo Copernico e le medie Saffi, o la mostra digitale di opere d'arte, eventi con cui i gestori del locale speravano di incassare un po' di fondi da mettere da parte. All'orizzonte c'e' infatti il restauro delle case popolari vicino al locale, nei cui spazi avrebbero trovato sede i laboratori del Link: i soldi raccolti dalle serate sarebbero serviti per acquistare "l'arredo tecnologico dei laboratori". Il sequestro ha scombinato i piani.
"Anche il presidente del Quartiere S.Donato, Riccardo Malagoli, e' abbastanza spaesato e noi siamo demoralizzati. Avevamo intenzione di fare iniziative meno pericolose, ma i giovani sono giovani: se fanno uso di droghe e' una loro scelta, non si puo' incolpare il Link o il Livello 57", di cui oggi il caso vuole ricorra il primo anno dalla chiusura, sempre per problemi di spaccio.

 
 
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