Giovedì 12 giugno iniziativa antipro’ studenti medi

 
 
Italia. Gasparri vuole i Carabinieri nelle scuole. Gli studenti: assurdo, no alla militarizzazione
 

 
‘Ben vengano iniziative come quella attuata nei giorni scorsi
a Roma nel liceo Virgilio, dove sono entrati i carabinieri per fare dei
controlli anti droga’. Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.
‘Sconcerta che ci siano studenti che protestino per una iniziativa che
va moltiplicata, conforta il ringraziamento all’Arma del genitore di un
minorenne che portava droga a scuola. La lotta alla droga merita
applausi, non proteste. Aprano gli occhi docenti e personale delle
scuole, prezioso presidio educativo’.

Gli studenti del Virgilio hanno replicato alle dichiarazioni dell’on.
Gasparri. "Riteniamo assurdo che l’onorevole Gasparri giudichi lodevole
l’iniziativa dei carabinieri che in grande stile sono entrati fin
dentro l’istituto per prelevare minorenni e contestargli una sanzione
amministrativa.
Vogliamo portare inoltre l’attenzione sula modalità con cui si è svolto
il fermo. Lungi dall’essere discreto le perquisizioni agli studenti
sono avvenute all’interno dell’istituto sotto gli occhi di tutti i
docenti. Nonostante tre dei fermati fossero senza alcuna droga addosso
sono stati portati via dall’istituto. Le autorità scolastiche, come
d’altronde i genitori dei ragazzi, non sono state informate del fatto
che gli studenti venissero portati via, tanto che senza il nostro
intervento l’episodio sarebbe passato completamente sotto silenzio.
Gli studenti sono stati caricati su una gazzella senza che gli fosse
concesso di chiamare le proprie famiglie e alla richiesta su dove
venissero condotti i militari si sono rifiutati di rispondere.
Denunciamo il grave abuso delle forze dell’ordine contro studenti
minorenni. Infatti in caserma i CC hanno cercato di far firmare ai
fermati e alle famiglie un verbale falso in cui gli studenti dovevano
affermare di essere stati fermati "nel piazzale antistante
all’istituto". Solo la prontezza della madre di uno dei fermati ha
impedito che i carabinieri dichiarassero il falso.
Inoltre i carabinieri sono riusciti miracolosamente a moltiplicare per
quattro (ci spiegassero come!) lo spinello che uno degli studenti stava
fumando al momento del fermo avendolo imputato singolarmente ad ognuno
dei fermati, al fine di giustificare il fermo di tre persone che
semplicemente non avevano sostanze droganti è sulla loro persona nè nel
proprio domicilio.
Rispondiamo alle calunnie della testata giornalistica "Il Giornale" che
ha dichiarato che i collettivi studenteschi protestavano perchè "non ci
lasciano drogare". Abbiamo posto una questione politica ben precisa che
riguarda le modalità del fermo e il cliam di tensione che le forze
dell’ordine stanno cercando di creare in vari istituti di Roma.
L’invito che rivolgiamo a presidi, ai docenti e al personale delle
scuole, a differenza dell’onorevole Gasparri, è quello di non
rinunciare al proprio ruolo educativo e di non rompere il rapporto di
fiducia con gli studenti attraverso gli inutili interventi repressivi
delle forze dell’ordine ma anzi di affrontare l’argomento "droghe" in
maniera chiara e senza allarmismi.
Inoltre ricordiamo all’On. Gasparri che solo un genitore dei quattro
fermati ha espresso soddisfazione per il fermo dei carabinieri, mentre
un’altra madre ha espresso profondo risentimento per il modo in cui suo
figlio è stato portato via dal liceo e per i motivi evidentemente
pretestuosi del fermo.

 Questa la replica dei collettivi studenteschi di Roma, che annunciano
per giovedì 12 giugno, una "iniziativa di massa e cittadina
antiproibizionista, per affrontare la questione delle sostanze e della
militarizzazione degli istituti":

– ci stupiamo non abbia di meglio di fare, in un paese disastrato, che
occuparsi di due canne al liceo virgilio, sospettiamo la solerzia del
senatore derivano unicamente dalla caratterizzazione "rossa" del
Virgilio, ed al suo essere protagonista delle lotte
– la operazione dei carabinieri è stata ridicola, spropositata,
inefficace e pertanto risulta essere una provocazione od una
intimidazione
– al di là di un genitore, sia i docenti che i genitori (oltre che gli
studenti tutti) hanno criticato le modalità dell’intervento
– le politiche proibizioniste hanno dimostrato tutta la loro
inefficacia in questi anni, e pensare di militarizzare le scuole oltre
che far crescere la tensione non servirà ad un ben nulla
– il ministro gasparri si preoccupasse, invece, del livello di tensione
raggiunto nelle scuole per l’operato dei neofascisti, spesso con la
oggettiva copertura delle forze dell’ordine – e si preoccupasse di
capire perchè il Prefetto Mosca, rappresentante del governo, abbia
deciso di seguire una linea di scontro diretto con gli studenti che non
potrà che peggiorare la situazione

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