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a cura di M.D.M.A. Roma

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Europa, cocaina boom
2008/11/06,10:39
Rapporto dell'osservatorio. Manca la politica
 
Europa, cocaina boom
repressione fallita
 

Edoardo Boggio Marzet
Giusto Catania
Bruxelles
Come ogni anno, l'osservatorio europeo per le droghe pubblica il rapporto sulla situazione delle droghe in Europa per il 2008. Il nuovo documento, presentato ieri alla commissione giustizia e affari interni del Parlamento europeo, conferma gli orientamenti e le tendenze osservati negli ultimi anni: il fenomeno del consumo di stupefacenti risulta stabile ed interessa molti milioni di cittadini europei.
La sostanza con più alta diffusione in Europa è la cannabis: circa 4 milioni di persone ne fanno uso quotidiano. Un quarto dei giovani dei paesi Ue dichiara di avere fatto uso di cannabis. Il consumo della cannabis in Europa, dopo una fase di espansione durante gli anni Novanta e i primi del Duemila, sembra oggi essersi stabilizzato, mostrando anche segni di leggera diminuzione.
Curiosamente, l'osservatorio denuncia un nuovo fenomeno in crescita in Europa: sempre più consumatori si dedicano alla produzione domestica della cannabis, delineando un nuovo scenario, che potrebbe valorizzare le importanti esperienze dei cannabis clubs (ce ne sono alcune in Spagna), associazioni di consumatori che coltivano e utilizzano droghe leggere, non dovendo così ricorrere al mercato criminale.
Si sta osservando, da qualche anno a questa parte, anche una maggiore diffusione della cocaina. Sostenuto dall'apertura di nuove rotte del narcotraffico, che interessano l'Africa Occidentale, il prezzo della cocaina ha subito un forte ribasso, permettendo di essere accessibile a un più vasto pubblico.
Inoltre, si può tracciare una mappatura geografica del consumo di stupefacenti all'interno dell'Unione europea. Se nei paesi del sud viene privilegiato l'uso della cannabis ed è in forte diffusione quella della cocaina, nel nord si prediligono anfetamine e oppioidi sintetici.
L'"immobilismo" delle statistiche per quel che riguarda la riduzione nei consumi di stupefacenti, ovvero l'obiettivo principale di ogni politica anti-droga, mette in causa quelli che sono state le politiche implementate dai governi europei, negli ultimi anni sempre più orientate verso un approccio restrittivo e proibizionista, sottolineando la mancanza di un coordinamento europeo e la condivisione di esperienze.
Il rapporto appena pubblicato sottolinea infatti che nonostante gli sforzi repressivi delle attuali politiche, il numero dei reati relazionati all'uso della droga sono in aumento, mentre quelli legati alla vendita e allo spaccio risultano stabili.
La repressione dell'uso delle droghe non ha avuto nessuna influenza nella diminuzione della diffusione degli stupefacenti, mostrando de facto l'inutilità di politiche meramente repressive.
Come dimostrato dallo stesso osservatorio 3 anni fa, il tasso di consumo della cannabis nella popolazione olandese ha avuto significativi ribassi, rispetto agli altri Paesi europei che adottano politiche più proibizioniste.
Il dibattito in Parlamento ha sottolineato la mancanza di una vera e propria politica europea in materia di droghe. Nonostante esista un piano d'azione dell'Ue per combattere la droga, che propone riflessioni importanti su aspetti spesso ritenuti superficialmente come secondari, come la riduzione del danno e il recupero dei tossicodipendenti, tuttavia non esistono valutazioni serie sull'impatto di questi orientamenti. Nel corso degli ultimi anni, il Parlamento europeo si è schierato per una linea molto progressista nel campo della lotta al consumo degli stupefacenti. Dal sostegno a aiuti internazionali per la legalizzazione del commercio di prodotti derivanti da sostanze stupefacenti, sino alla richiesta di un maggior coinvolgimento della società civile nel processo decisionale europeo, l'assemblea di Strasburgo ha dato chiari segnali, sinora ignorati dai governi e dalla Commissione dell'Ue.
La consapevolezza da parte di tutti è che la partita più importante sarà quella che si giocherà a Vienna nel 2009, quando le Nazioni Unite dovranno ridiscutere la decennale strategia internazionale per la lotta alle droghe. Il timore è che ancora una volta un'Europa divisa su un tema come controverso come quello della droga, non sia in grado di portare alcun elemento positivo.


06/11/2008

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