Europa, cocaina boom
2008/11/06,10:39
| Rapporto dell'osservatorio. Manca la politica |
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Europa, cocaina boom
repressione fallita |
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Edoardo Boggio Marzet
Giusto Catania
Bruxelles
Come ogni anno, l'osservatorio europeo per le droghe pubblica il
rapporto sulla situazione delle droghe in Europa per il 2008. Il nuovo
documento, presentato ieri alla commissione giustizia e affari interni
del Parlamento europeo, conferma gli orientamenti e le tendenze
osservati negli ultimi anni: il fenomeno del consumo di stupefacenti
risulta stabile ed interessa molti milioni di cittadini europei.
La
sostanza con più alta diffusione in Europa è la cannabis: circa 4
milioni di persone ne fanno uso quotidiano. Un quarto dei giovani dei
paesi Ue dichiara di avere fatto uso di cannabis. Il consumo della
cannabis in Europa, dopo una fase di espansione durante gli anni
Novanta e i primi del Duemila, sembra oggi essersi stabilizzato,
mostrando anche segni di leggera diminuzione.
Curiosamente,
l'osservatorio denuncia un nuovo fenomeno in crescita in Europa: sempre
più consumatori si dedicano alla produzione domestica della cannabis,
delineando un nuovo scenario, che potrebbe valorizzare le importanti
esperienze dei cannabis clubs (ce ne sono alcune in Spagna),
associazioni di consumatori che coltivano e utilizzano droghe leggere,
non dovendo così ricorrere al mercato criminale.
Si sta osservando,
da qualche anno a questa parte, anche una maggiore diffusione della
cocaina. Sostenuto dall'apertura di nuove rotte del narcotraffico, che
interessano l'Africa Occidentale, il prezzo della cocaina ha subito un
forte ribasso, permettendo di essere accessibile a un più vasto
pubblico.
Inoltre, si può tracciare una mappatura geografica del
consumo di stupefacenti all'interno dell'Unione europea. Se nei paesi
del sud viene privilegiato l'uso della cannabis ed è in forte
diffusione quella della cocaina, nel nord si prediligono anfetamine e
oppioidi sintetici.
L'"immobilismo" delle statistiche per quel che
riguarda la riduzione nei consumi di stupefacenti, ovvero l'obiettivo
principale di ogni politica anti-droga, mette in causa quelli che sono
state le politiche implementate dai governi europei, negli ultimi anni
sempre più orientate verso un approccio restrittivo e proibizionista,
sottolineando la mancanza di un coordinamento europeo e la condivisione
di esperienze.
Il rapporto appena pubblicato sottolinea infatti
che nonostante gli sforzi repressivi delle attuali politiche, il numero
dei reati relazionati all'uso della droga sono in aumento, mentre
quelli legati alla vendita e allo spaccio risultano stabili.
La
repressione dell'uso delle droghe non ha avuto nessuna influenza nella
diminuzione della diffusione degli stupefacenti, mostrando de facto
l'inutilità di politiche meramente repressive.
Come dimostrato dallo
stesso osservatorio 3 anni fa, il tasso di consumo della cannabis nella
popolazione olandese ha avuto significativi ribassi, rispetto agli
altri Paesi europei che adottano politiche più proibizioniste.
Il
dibattito in Parlamento ha sottolineato la mancanza di una vera e
propria politica europea in materia di droghe. Nonostante esista un
piano d'azione dell'Ue per combattere la droga, che propone riflessioni
importanti su aspetti spesso ritenuti superficialmente come secondari,
come la riduzione del danno e il recupero dei tossicodipendenti,
tuttavia non esistono valutazioni serie sull'impatto di questi
orientamenti. Nel corso degli ultimi anni, il Parlamento europeo si è
schierato per una linea molto progressista nel campo della lotta al
consumo degli stupefacenti. Dal sostegno a aiuti internazionali per la
legalizzazione del commercio di prodotti derivanti da sostanze
stupefacenti, sino alla richiesta di un maggior coinvolgimento della
società civile nel processo decisionale europeo, l'assemblea di
Strasburgo ha dato chiari segnali, sinora ignorati dai governi e dalla
Commissione dell'Ue.
La consapevolezza da parte di tutti è che la
partita più importante sarà quella che si giocherà a Vienna nel 2009,
quando le Nazioni Unite dovranno ridiscutere la decennale strategia
internazionale per la lotta alle droghe. Il timore è che ancora una
volta un'Europa divisa su un tema come controverso come quello della
droga, non sia in grado di portare alcun elemento positivo.
06/11/2008
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Ma l'alcool la fa da padrone...
2008/10/18,10:52
Italia. Roccella: un giovane europeo su quattro muore a causa dell'alcool
Emergenza alcol per i giovani non solo in Italia, ma a livello europeo:
nella Ue, infatti, il 25% della mortalita' giovanile tra i maschi e'
proprio dovuta all'alcol. Lo ha affermato il sottosegretario alla
Salute
Eugenia Roccella, presentando ieri la I Conferenza
nazionale sull'alcol che si svolgera' a Roma lunedi' e martedi'
prossimo. I dati a livello europeo, ha sottolineato Roccella, 'sono
preoccupanti, se si pensa che un omicidio su 4 ed un suicidio su 6 sono
alcol-correlati'. Complessivamente, ha aggiunto, 'sono 195.000 le morti
ogni anno in Europa causate dall'alcol, e proprio l'alcol si colloca al
terzo posto tra i 26 maggiori fattori di rischio individuati dall'Ue'.
Bisogna inoltre considerare, ha concluso il sottosegretario, che
'sempre a livello europeo, oltre il 46% della mortalita' tra i 15 ed i
24 anni e' causata da incidenti stradali che, il piu' delle volte, sono
appunto imputabili all'assunzione di alcol'.
Cresce il consumo di eroina fumata fra i giovani.
2008/10/18,10:49
Italia. Cresce il consumo di eroina fumata fra i giovani...ma ora che c'e' Giovanardi cambia tutto
Si trova facilmente e costa poco, pochissimo, ovvero quanto un
pacchetto di sigarette. Con 5 o 10 euro "porti a casa eroina da fumare,
con gli amici o anche solo", conferma Francesco, un ragazzino romano di
16 anni appena. "Ormai conviene piu' dell'hashish, costa di gran lunga
meno dell'erba mentre lo 'sballo' e' altamente superiore. L'eroina fa
viaggiare, e te la vendono gli stessi da cui prima trovavi solo 'fumo'
e marijuana. La sera a Ponte Milvio, uno dei punti di ritrovo dei
giovanissimi della capitale, ad esempio basta passeggiare per sentirne
nell'aria l'odore acre". Ed e' subito boom. Tanto che al Sert dell'Asl
Roma C, il centro in Piazza San Giovanni, confermano che sono sempre
piu' i ragazzini che a 14-15 anni ne fanno gia' uso. "Purtroppo la
prova arriva anche dalle nostre indagini - asserisce all'Adnkronos
Salute Sebastiano Vitali, direttore superiore della Polizia di
Stato del Servizio operativo antidroga del Dcsa (Direzione centrale
servizi antidroga) - C'e' un pericoloso mutamento di mercato. Se prima
l'eroina era concepita come una droga da disperato", il tossicomane con
i buchi sulle braccia, laccio emostatico e siringa pronti all'uso,
"ora, con questa nuova modalita' di consumo, sta diventando una droga
socializzante e non invasiva, esattamente come la cocaina". E intanto
il mercato cresce a passi da gigante. "Il 92% della produzione
mondiale appartiene all'Afghanistan, e tra il 2006 e il 2007 l'aumento
di produzione di eroina all'interno del Paese asiatico e' stato di ben
il 63%". Con ripercussioni inevitabili anche sul nostro mercato. "Che,
non a caso, serve anche il Centro e Nord Europa e detiene il secondo
posto nel vecchio continente per numeri di sequestri messi a segno". A
far schizzare la produzione afghana e' stata la perdita di potere dei
talebani, passati dal ruolo di rigidi moralizzatori e censori dell'uso
e della produzione di eroina "a quello di principali detentori del
mercato", spiega Vitali.
Un mercato senz'altro redditizio, "da cui i talebani tirano fuori
grandi quantitativi di denaro per finanziare armi e esplosivi", spiega
Vitali. Oltre alla raccolta di oppio, "si sono appropriati anche della
raffinazione, un tempo demandata ai turchi. Ora, invece, i talebani
hanno aperto laboratori di lavorazione nel Sud del Paese, ai confini
con Turchia e Siria: e' li' che l'oppio viene trasformato in eroina e
quant'altro".
Piu' disponibilita', dunque, e nuove strategie di marketing messi a
punto dalla malavita: "Mini-dosi da 5 e 10 euro - spiega il capo del
Servizio operativo antidroga - per promuoverne la circolazione.
L'eroina si fuma e non ci si buca, dunque viene meno la paura della
siringa e la percezione del tossico, di cui le nuove generazioni non
hanno neanche il ricordo. Tira maggiormente perche' non riesce piu' a
far scattare il campanello d'allarme". "Il principio attivo", in queste
dosi a prezzi stracciati, "si aggira intorno al 15% della sostanza, il
resto e' composto da schifezze. Ma visto il grande quantitativo che si
sta riversando sul mercato non e' da escludere che giri anche eroina
purissima, a cui il corpo di chi ne fa uso non e' abituato e che
pertanto potrebbe rivelarsi letale".
La strategia messe a punto per conquistare nuovi consumatori sembra funzionare ed essere destinata a fare ulteriori proseliti.
"Nell'immediato futuro - stima Roberta Pacifici,
dell'Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad) dell'Istituto superiore
di sanita' - ci aspettiamo lo stesso trend di crescita che ha
contraddistinto la cocaina negli ultimi anni. Ormai fumare eroina - fa
notare la ricercatrice - costa davvero poco. In piu' la sostanza si
trova nei posti piu' semplici: accessibile ed economica, ideale per
giovanissimi alla ricerca di sballo".
Fumare eroina, dunque, fa meno paura, ma i pericoli sono quelli di sempre, con o senza siringa.
"Certo senza il buco si evitano i rischi collaterali legati all'uso
della siringa, vedi infezioni e Hiv. Ma a livello cerebrale gli effetti
sono gli stessi. Tanto che si diventa dipendenti esattamente come
avviene iniettandosi l'eroina in vena".
"In piu' ci sono tutti i problemi e le ripercussioni a livello
polmonare, legati all'inalazione della sostanza". Ma i giovani che ne
fanno uso sembrano non curarsene.
"L'abbiamo provata quasi per caso - racconta Francesco, il sedicenne
che ha deciso di narrare la sua esperienza all'Ankronos Salute - il
tipo che ci vende il 'fumo' un giorno ci ha chiesto se volevamo
provarla, e cosi' io e gli amici che erano con me l'abbiamo fumata. Ne
avevamo gia' parlato con altri, alcuni compagni di scuola, e ci avevano
garantito che era un 'viaggio pazzesco', da provare.
Cosi' l'abbiamo fatto, senza pensarci piu' di tanto. Eravamo
incuriositi e l'occasione era a portata di mano". Tre dosi da cinque
euro riscaldate su un pezzo di carta stagnola e inalate a giro. "Un mio
amico mi aveva detto che fumata cosi' - spiega - era di gran lunga
meglio".
Il problema, secondo chi lotta ogni giorno contro la droga, e' anche
nella mancanza di prevenzione, che vede il nostro Paese fanalino di
coda in Europa. "Eravamo gli unici insieme a Malta a non avere, tra i
27 Paesi dell'Ue, un Piano nazionale antidroga, che lavorasse sul
duplice fronte della prevenzione e della repressione. La Svezia ne e'
dotata dal lontano '39, quello italiano e' stato varato nell'ultimo
giorno del Governo Prodi".
Non si inietta in vena, si fuma. Ma il nuovo trend di consumo di eroina
che si sta affermando tra i giovanissimi "buca comunque il cervello,
mettendo fuori gioco i neuroni in modo irreversibile". Parola del
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto
delle tossicodipendenze Carlo Giovanardi,
che all'Adnkronos Salute commenta il fenomeno dell'eroina da fumare tra
teenager, sottolineando la necessita' "di informare, allertando
soprattutto i giovani e le loro famiglie, e mi riferisco - sottolinea
il sottosegretario - in particolare alla fascia 13-18 anni". "Gli
adolescenti, i ragazzi - spiega Giovanardi - devono capire che usando
queste sostanze si autocondannano, rovinandosi la vita e bruciando
quella degli altri: pensiamo agli incidenti d'auto provocati da gente
che si mette al volante in condizioni pietose. Se il prezzo dell'eroina
e' sceso vertiginosamente - fa notare il sottosegretario - e' solo
perche' i trafficanti stanno coltivando consumatori in erba per
alimentare il mercato nei prossimi 20 anni". E riguardo alla
possibilita' che la mancata distinzione - stralciata dalla legge
Fini-Giovanardi - tra droghe 'leggere' e 'pesanti' possa agevolare la
diffusione di eroina tra i giovani, il sottosegretario e' categorico:
"quella divisione - afferma - era legata a un'ideologia tutta italiana.
La cannabis e' nociva come l'eroina, fanno male entrambe. Tutte le
droghe lavorano sul cervello e creano dipendenza, questo e' il
messaggio che deve raggiungere tutti. Del resto anche le tabelle delle
Nazioni Unite non fanno distinzioni di alcun tipo, dividendo droghe
buone da quelle cattive". Piuttosto una stilettata per il precedente
Esecutivo. "A causa del Governo Prodi - sostiene Giovanardi - siamo
stati ben 2 anni e mezzo senza dipartimento anti-droga, privi dunque di
qualsiasi programmazione istituzionale sul tema. Ora, per fortuna, il
servizio e' stato ripristinato, ed e' al lavoro per allertare i
giovani".
La composizione degli organismi consultivi in materia di droga, il
nuovo Comitato scientifico e la nuova Consulta, indica 'un grande
cambiamento di metodo seguito dall'attuale governo, sia rispetto al
precedente governo di centrosinistra sia rispetto ai precedenti governi
di centrodestra'. E' il commento di Alfio Lucchini,
presidente nazionale di Federserd, la federazione dei servizi pubblici
per le dipendenze. 'Il Comitato scientifico e' formato da scienziati
assolutamente prestigiosi, quasi totalmente operanti all'estero. Ci
auguriamo che questa scelta possa contribuire a stimolare la qualita'
dell'intervento, basato su evidenze scientifiche, nei servizi pubblici
e nelle comunita' terapeutiche'. Per quanto riguarda la Consulta,
secondo Lucchini 'l'elenco dei nomi non riflette la rappresentanza
territoriale, ma progettualita' e linee di intervento ritenute
strategiche dal governo. Una scelta particolare, che merita' una
verifica in tempi brevi, della capacita' di svolgere il suo compito di
rappresentanza della realta' del settore e di stimolo verso il
legislatore'. 'Per Federserd - conclude - impegno essenziale sara'
quello di rapportarsi anche in questo organismo con i rappresentanti
delle Regioni, interlocutori istituzionali della Consulta'.
In carcere per due piante di marijuana
2008/10/01,15:54
In carcere per due piante di marijuana
Coltivava marijuana in casa: il gip lo manda a Sollicciano
di Franca Selvatici
Coltivava due piante di marijuana nel giardino di una villa
dell´Impruneta: una alta due metri, l´altra più stentata. Giovedì è
stato arrestato in flagranza (lo prevede la legge) e ieri, in sede
di convalida, il giudice delle indagini preliminari ha confermato
la custodia in carcere. Quindi il giovane, 31 anni, è stato
ricondotto a Sollicciano almeno finché non saprà indicare una casa,
diversa da quella dell´amico che lo ospitava all´Impruneta, dove
dovrà rimanere agli arresti domiciliari.
Ieri mattina in tribunale si è così avuta una dimostrazione
pratica degli effetti della sentenza del 24 aprile 2008 con la
quale le Sezioni Unite della Cassazione hanno sposato la linea
intransigente contro chi coltiva anche piccole quantità di
cannabis. Le Sezioni Unite hanno stabilito che «costituisce
condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione
non autorizzata di cannabis». In precedenza singole sezioni della
Cassazione avevano invece ritenuto penalmente irrilevante il
comportamento di chi coltiva qualche pianta per uso personale.
All´udienza del 24 aprile, del resto, il rappresentante della
procura generale presso la Corte, Vitaliano Esposito, aveva
sostenuto che la coltivazione domestica di cannabis non dovrebbe
essere perseguita penalmente, assimilandola in sostanza all´uso
personale. Ma proprio sul punto le Sezioni Unite sono state chiare:
non vi è nesso immediato fra coltivazione e uso personale, non si
può determinare a priori la potenzialità del principio attivo
ricavabile dalle piante e in ogni caso la legge «vieta la
produzione di specie vegetali idonee a produrre l´agente
psicotropo, indipendentemente dal principio attivo
estraibile».
«Sono indignato», protesta l´avvocato Alessandro Traversi, che
difende l´incauto coltivatore con la collega Veronica Saltini: «La
coltivazione di sostanze stupefacenti è equiparata per legge alla
importazione. Ma la legge è astratta e i giudici esistono per
interpretarla in modo equo. Invece siamo a questo punto: uno che
coltiva due piante di cannabis è trattato come un trafficante
internazionale bloccato a Peretola con tre chili di cocaina. Anche
ai fini della pena: minimo otto anni».
«C´è una distorsione di valori», prosegue l´avvocato: «A parte che
in alcuni paesi europei il consumo della cannabis è libero, io
chiedo: dov´è il danno per la salute del coltivatore? Un pacchetto
di sigarette è più nocivo. In secondo luogo: come si fa a
ipotizzare uno spaccio con il ricavato di due piante? Dov´è la
pericolosità sociale di questo comportamento? Terzo: mi sembra
un´ingiustizia enorme, checché ne dica la legge, checché ne dica la
Suprema Corte, che vada in carcere uno che coltiva due piante di
cannabis, mentre in questo Paese non va in carcere nessuno, né i
truffatori, né chi guida in stato di ebbrezza e uccide sulla
strada, né gli imprenditori che se ne infischiano delle norme di
sicurezza e che, se qualcuno dei loro operai muore in un
infortunio, non rischiano neppure gli arresti domiciliari».
(30 settembre 2008)
Fabrizio Pellegrini (P.I.C) è di nuovo a casa, anche se agli arresti, e ringrazia tutti.
2008/08/01,10:22
Fabrizio Pellegrini è di nuovo a casa, anche se agli arresti, e ringrazia tutti.
Ma andiamo con ordine.
Il 3 luglio la gip aveva negato gli arresti
domiciliari.
Ha "ritenuto che l' unica misura idonea .... è quella, allo
stato, della custodia in carcere,
atteso che la più blanda misura degli
arresti domiciliari non può garantire la impossibilità di rifornimento di droga
e di conseguente spaccio."
Si alza il tiro e si parla di spaccio, per
motivare il diniego. Come potrebbe infatti Fabrizio, anche volendo, "reiterare
il reato" di coltivazione sul balcone, dato che siamo a fine luglio, e non ad
marzo?
Viene da ridere ma rischia praticamente il carcere a vita, grazie
alle varie leggi sicurezza, ed a 2 condanne definitive (pena sospesa) in attesa
di esecuzione, con in più questo e tutti i procedimenti aperti che procedono
inesorabili nei vari gradi di giudizio.
E alla sicurezza, alla salute di
Fabrizio chi ci pensa?
"..Ritenuto che la patologia "dolore
muscolo-scheletrico, depressione" cui è affetto l' indagato può essere curato
con farmaci scientificamente validati.."
Be', a parte il fatto che il THC
è ora in tab. II sez. B, quindi per la legge italiana possiede effetti
terapeutici ed è prescrivibile, e che i farmaci a base di cannabinoidi
disponibili nelle farmacie estere sono assolutamente validati scientificamente,
tant' è vero che si possono importare in Italia su richiesta medica, come può un
magistrato dar giudizi medici sui farmaci prescritti, interferendo con la libera
scelta terapeutica in scienza e coscienza di medico e paziente?
Fabrizio ha
scritto al Ministero, alla direzione della Asl, all' Assessore Regionale alla
Sanità, per chiedere che lo esentassero dal pagamento della terapia con
Bedrocan.
ha fatto tutto ciò che era umanamente possibile nelle sue
condizioni per potersi curare legalmente, ed anche di più,
sottoponendosi a
stress emotivo-burocratici-giudiziari che si sono rivelati inutili ma lo hanno
profondamente segnato.
Cosa avrebbe dovuto fare ancora? Obbligare un
cittadino a scegliere tra rinunciare a curarsi
o rischiare la propria libertà
personale, non è incostituzionale?
Tanto più che solo dopo il 24 aprile di
quest' anno (data in cui presumibilmente la coltivazione era già in atto),
la
piccola coltivazione casalinga è diventata sanzionabile penalmente. Fabrizio
avrebbe dovuto uccidere le sue piantine proprio il giorno del 25 aprile, ed
andare a comprare in strada, per essere in regola.
Non solo non ha mai
rubato o spacciato, ma non beve e non fuma sigarette, non cerca lo sballo, non
assume psicofarmaci nè droghe, non mangia carne, e della Cannabis ha più di una
prescrizione medica.
In tanti anni di controlli e perquisizioni non gli hanno
mai contestato denaro o cocaina o una centrale di spaccio di Cannabis. Sempre e
solo: un sacchetto di foglie, poca erba pronta, semi, qualche piantina. Ogni
volta, senza eccezioni. Non ha mai fatto mistero di detenere piante di canapa in
casa, con gli agenti. Gli avevano detto che non aveva ricetta medica, e lui
subito si è premunito, con due medici diversi, per poi scoprire l' anno
successivo che lo arrestavano ugualmente. Ancora non si capacita del perchè gli
succede tutto questo.
"Ritenuto che l' acclarata detenzione e
coltivazione di un numero non trascurabile di piante e semi di sostanza
stupefacente è sintomatica di una detenzione finalizzata alla produzione e alla
cessione a più persone
Ritenuto insomma che il materiale detenuto dall'
indagato è difficilmente compatibile con un eventuale ed esclusivo uso
personale..."
"rilevato che l' indagato ha precedenti penali specifici e che
è attualmente privo di una stabile attività lavorativa, circostanza, quest'
ultima, che conduce, legittimamente, a ritenere che l' attività di spaccio
costituisca la sua unica fonte di sostentamento...".
Eppure
dovrebbero averlo capito che Fabrizio ne ha realmente bisogno, a costo di subire
anni di umiliazioni e persecuzioni senza mollare.
Invece si chiude il
cerchio: dato che (chissà perchè) nella sua città non riesce più a lavorare
guadagnando, allora gli offrono una lunga permanenza in cella, gratis per
fortuna perchè è molto più costosa della cura col Bedrocan.
Con quello che
costano negli anni all' apparato investigativo, giudiziario e penale, 12 o 13
procedimenti contro un cittadino...
Lunedì 14 luglio è stata presentata
una nuova istanza di riesame delle misure cautelari, ma al tribunale della
libertà de L' Aquila, dove
lunedì 28 scorso c' è stata l' udienza, e gli sono
stati concessi i domiciliari.
Ha subito ripreso Bach da dove lo aveva
lasciato, preparandosi al pianoforte per un eventuale concerto, con le finestre
spalancate alla brezza.
Ora che Fabrizio è fuori dal carcere il primo
obiettivo minimo è raggiunto, anche se in modo provvisorio e precario.
Ma,
dobbiamo ancora riuscire ad evitare che venga seppellito irrimediabilmente e
definitivamente da una valanga di condanne, sempre per lo stesso unico reiterato
reato senza vittime.
Se nessuno dice niente, da noi diventerà come a Seattle
o peggio.
Chi vuole scrivergli può farlo all' indirizzo:
F.P.
Via
L.M.Mucci 61
66100 Chieti
Possiamo ancora osare sperare in un' Italia
diversa?
Cassazione: portare cannabis fuori casa non e' reato se per uso personale
2008/07/29,11:08
Le
droghe leggere, in piccole quantita', si possono portare fuori dalla
propria abitazione e il loro possesso, da parte di chi ne fa uso, non
puo' essere scambiato come indizio di spaccio in quanto non vi e'
nessuna 'massima di esperienza' che imponga di affermare che 'portare
fuori casa hashish e marijuana non ha altro senso se non quello di
spacciare'. Lo sottolinea la Cassazione che ha assolto un giovane
milanese condannato a nove mesi di reclusione e 4.500 euro di multa
dopo essere stato sorpreso in macchina con gli amici con un grammo di
hashish e uno di marijuana. La Suprema corte ha accolto il ricorso di
Dario D.V., di 32 anni. In casa del giovane, inoltre, era stato trovato
un altro grammo di marijuana e 9 grammi di hashish. Sia in primo sia in
secondo grado era stato condannato per spaccio. Ma gli Ermellini - con
la sentenza 31441 della IV Sezione penale - hanno accolto la tesi
difensiva in base alla quale aver portato fuori casa la droga non
significava che Dario fosse un pusher. In proposito la Cassazione
osserva che sulla scia di 'inesistenti massime di esperienza' i giudici
di merito avevano condannato il giovane milanese sottolineando che i
'progetti serali di natura 'commerciale', anziche' di mero svago' erano
dimostrati dalla mancanza di strumenti per fumare subito gli spinelli e
dal fatto che la droga fosse stata portata fuori di casa. A giudizio di
Piazza Cavour non e' 'significativa' dell'attivita' di spaccio la
'mancanza di strumenti per il consumo diretto', come le cartine o il
tabacco. Inoltre gli Ermellini aggiungono che 'non e' dato comprendere
sulla base di quale massima di esperienza sia possibile affermare che
portare fuori casa quella droga non aveva altro senso se non quello di
destinarla allo spaccio'. Anche gli amici di Dario avevano piccole
quantita' di droga leggera. Anche la procura di Piazza Cavour aveva
chiesto l'assoluzione di Dario.
ciao Simone
2008/07/29,11:02
ciao Simone, a te va il nostro pensiero, ai fratelli e sorelle di Nbt un abbraccio forte.
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=159288797
DROGA/ BLUMIR: PER I RAVE BISOGNA FARE COME AUSTRIA E GERMANIA
2008/07/22,08:04
DROGA/ BLUMIR: PER I RAVE BISOGNA FARE COME AUSTRIA E GERMANIA
"Cifra 589
morti comprende tutte le sostanze, non solo ecstasy"
Roma, 21 lug.
(Apcom) - Le droghe sintetiche sono meno pericolose di quel che
sembrano, se viene fatta una giusta campagna di sensibilizzazione
proprio in quei luoghi dove più facilmente è facile trovare le famose
e
pericolose pillole colorate a base di allucinogeni. Guido Blumir,
sociologo, presidente del comitato libertà e droga,
antiproibizionista,
interviene in merito alla vicenda della ragazza
deceduta dopo aver
partecipato ad un rave party. "Bisogna seguire
l'esempio di Austria e
Germania dove sono riusciti a ridurre in modo
drastico non solo le morti da
droghe sintetiche, ma anche i malori,
gli incidenti". Secondo il professor
Blumir, autore di libri e saggi
fondamentali sulle sostanze dello 'sballo',
il metodo seguito nei due
paesi europei è stato sul terreno
dell'assistenza, della comprensione
e non della messa all'indice. "In
occasione dei rave party - ha
continuato - sono presenti associazioni e
chimici dell'università che
liberamente analizzano ed informano sulle
pillole che in quel momento
vengono messe in vendita. La parola d'ordine
deve essere
informazione". L'esempio che questo metodo funziona è venuto
dalla
'Love parade' di Dortmund, dove un 1 milione e 400mila persone hanno
sfilato e ballato e "grazie alla presenza di medici e personale
specializzato" non ci sono stati morti - informa Blumir - ed è stato
molto ridotto il numero dei collassi. "La sostanza più pericolosa
rimane la cocaina - ha detto ancora Blumir - Il numero di 589 vittime
in un anno non va riferito all'assunzione solo dell'ecstasy. In base
alla relazione annuale fatta al parlamento dal Cnr, a giugno, sulle
sostanze stupefacenti quel numero di morti, in Italia, va per il 90
per
cento addebitato all'eroina. Poi per alcune decina alla cocaina e
solo per
15-20 casi alle sostanze sintetiche". Significa che non sono
così
pericolose? "Lo sono. Ma la diffusione della cocaina e la
penetrazione in
strati sociali prima sconosciuti a questa sostanza,
ha fatto capire ormai
la sua pervasività ed il fatto che riesce ad
essere ancora percepita come
una droga del sabato sera. Quando invece
da dipendenza".
Giovanardi: da settembre test antidroga prima di avere la patente
2008/07/17,10:48
Italia. Giovanardi: da settembre test antidroga prima di avere la patente

Un test per verificare se si e' consumatori di droga e alcol e per chi
risulta positivo non ci sara' il rilascio di patente o patentino. Parte
a settembre una nuova campagna per la sicurezza stradale promossa dal
Dipartimento per le Politiche Antidroga in 4 citta' campione: Verona,
Perugia, Foggia e Cagliari per ora le prescelte. La campagna si basa su
un'iniziativa europea che scattera' nel 2011 ma che l'Italia mette in
campo con tre anni di anticipo per prevenire le stragi su strada. Ad
annunciarla e' il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con
delega alla Famiglia, droga e servizio civile,
Carlo Giovanardi,
che ne ha anticipato i contenuti nell'ambito della conferenza
"Sicurezza stradale: invertiamo la rotta", promossa oggi a Roma da
AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani nell'ambito dell'iniziativa
"BastaUnAttimo".
"La campagna promossa dal Dipartimento e' un'iniziativa che punta sulla
prevenzione contro l'uso di droghe e alcol per chi si mette al volante.
I test verranno realizzati in 4 citta' campione, scelte tra Nord,
Centro, Sud e Isole maggiori, e verranno effettuati su tutti i giovani
che faranno richiesta di patente auto o patentino per guidare moto e
motorini. Chi risultera' positivo al test non avra' il documento di
guida.
"I numeri dei morti, dei giovani che perdono la vita e di tutti quelli
che rimangono invalidi a causa di un incidente su strada parlano
chiaro: siamo difronte ad una 'grande guerra', le cifre sono
impressionanti" dice ancora Giovanardi sottolineando che si tratta di
"un fenomeno terribile. Questi ragazzi escono di casa la sera tutti
vitali e non tornano piu' alle loro famiglie. Per non parlare poi di
quelli che rimangono invalidi".
"I provvedimenti assunti dal precedente governo, quelli che sta
prendendo l'attuale governo, come lo stop alla vendita di alcolici dopo
le 2 del mattino, hanno prodotto un calo di vittime sensibile e tra gli
emendamenti c'e' anche la richiesta di vietare la vendita di alcolici
non solo per le discoteche o i locali di ritrovo, ma anche per i
ristoranti". "Non c'e' dubbio -dice il Sottosegretario- che va messa in
campo una maggiore severita', ma ci sono resistenze fortissime.
Volevamo portare il divieto ben oltre le 2 del mattino, fino alle 3, ma
le categorie coinvolte non si sono rese disponibili ad alcun accordo".
"Non mi sembra -sottolinea- un modo di collaborare per la sicurezza di
giovani e non". "Inoltre, cito per tutti il caso di Ravenna, il
Prefetto ha fatto chiudere un locale inadempiente, ma il giudice di
Pace ha rinviato il provvedimento a marzo-aprile 2009 quando e' in
questa stagione, e' adesso il maggior problema. Spesso si ritirano
patenti e si calano punti sulla patente per infrazioni gravi alla
sicurezza stradale, poi arriva il giudice di Pace e annulla la
sanzione. Bisogna guardare alla vita e alla sicurezza di chi sta in
strada".
Droga: Giovanarni presenta la relazione sulle tossicodipendenze
2008/06/27,09:47
Da Ansa, - 25 giugno 2008
Il Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio con delega in materia di tossicodipendenze, Senatore Carlo
Giovanardi, ha presentato oggi alla stampa la "Relazione annuale al
Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno
2007". Dall'Ansa il riepillogo della conferenza stampa.
PER GLI STUDENTI PIU' FACILE TROVARLA, ANCHE A SCUOLA
Gli
studenti italiani hanno una maggiore facilita' a reperire una qualsiasi
droga rispetto agli adulti, e la scuola e' uno dei luoghi dove piu' di
frequente i ragazzi riescono a procacciarsela, soprattutto cannabis ed
eroina. Il dato emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo
stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata oggi. Il 31,3%
degli italiani (tra i 15 e i 64 anni) e il 51% degli studenti (tra i 15
e i 19 anni) ritiene ''facile'' o ''piuttosto facile'' reperire in
breve tempo una qualsiasi sostanza psicoattiva illegale. La sostanza
maggiormente accessibile e' la cannabis, seguita da cocaina,
stimolanti, eroina e allucinogeni. E' la discoteca il luogo dove gli
studenti riescono a trovare con facilita' tutte le sostanze (il 15%
riferisce di potervi comprare eroina, il 25% cocaina, oltre il 30%
cannabis). A seguire, la casa dello spacciatore e la strada. Per quanto
riguarda la scuola, viene indicata come luogo di possibile spaccio in
modo diverso per le sostanze: il 12% riesce a trovarvi facilmente
eroina, il 26,4% la cannabis, il 5,7% gli stimolanti e il 4% gli
allucinogeni.
AUMENTANO I MORTI, STABILE EROINA MA INCREMENTO COCAINA
Sale
il numero delle persone che muoiono a causa di overdose: nel 2007, con
589 decessi, si e' registrato un incremento del 6% rispetto all'anno
precedente, quando erano stati 551. E aumenta la percentuale dei
decessi per cocaina. E' quanto rileva la Relazione annuale al
Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, presentata oggi. L'eta'
media dei decessi e' progressivamente aumentata (dai 33 anni del 2001
ai 35 del 2007). Il rapporto maschi-femmine e' di 9 a 1. Relativamente
costante rimane la proporzione delle morti per intossicazione acuta tra
gli under 19enni, che costituiscono l'1-2% del totale. La quota di
morti attribuibili a intossicazione da sostanze vede l'eroina stabile
al 40%, mentre quella riconducibile alla cocaina e' passata dal 2,3%
del 2001 al 6,1% del 2007.
SI ATTENUA TREND AUMENTO COCAINA MA NON CANNABIS
Sembra
essersi attenuato il trend pluriennale di aumento del consumo di
cocaina registrato negli ultimi anni: nel 2007, infatti, il consumo di
polvere bianca non ha avuto sostanziali differenze rispetto al 2006.
Aumenta invece la diffusione dell'uso di cannabis, sia a livello
occasionale che quotidiano, e' stabile quello di eroina. E' quanto si
rileva dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle
tossicodipendenze in Italia, presentata oggi dal sottosegretario Carlo
Giovanardi. Per quanto riguarda la cocaina, 1 persona su mille ha
dichiarato di farne un uso frequente, 8 su mille sporadico. Ben 14
italiani su mille, invece, di eta' compresa tra 15 e 64 anni, consuma
cannabis ogni giorno, mentre il 14% lo ha fatto in modo sporadico, e in
questo caso l'incremento maggiore si e' registrato nella popolazione
femminile. Leggero decremento, invece, del consumo di cannabis tra gli
studenti. Il 20% di chi ha provato la cannabis lo ha fatto a 15 anni o
meno, il 50% fra i 16 ed i 20 anni ed il restante 30% dopo i 20 anni. A
fare piu' uso di hashish e marijuana sono i giovani (15-24 anni),
mentre il consumo decresce con l'eta'. Diffuso il policonsumo, e
soprattutto il mix droga-alcol, e dalla ricerca di evince che i
consumatori di droghe hanno un rischio una volta e mezza piu' elevato
di essere anche consumatori di alcol. Per quanto riguarda stimolanti e
allucinogeni, 6 persone su mille ne ha fatto uso almeno una volta nel
corso del 2007.
AUMENTANO SOGGETTI SEGNALATI A PREFETTURE PER POSSESSO
E'
in aumento, dal 1990 in cui entro' in vigore la legge 309, il numero
dei soggetti segnalati alle Prefetture per possesso di droga. Nel 2007
sono stati 32.413, la maggior parte per possesso di cannabis (73%),
seguiti da cocaina (16%) ed eroina (8%). Il dato emerge dalla Relazione
annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, presentata
oggi. Negli ultimi anni, comunque, si e' registrata una diminuzione
della percentuale di segnalati per possesso di cannabis (dall'84% del
2002 al 73% del 2007), mentre e' in netto aumento la quota dei
segnalati per cocaina (dal 9% al 16%), con un lieve aumento anche per
l'eroina (dal 7 al 9%). I segnalati nel 2007 sono per la maggior parte
di sesso maschile (93%), con un'eta' media di 26 anni. La classe d'eta'
piu' rappresentata e' quella tra i 15 e i 24 anni (51%). In aumento
anche il numero di denunce per reati previsti dalla legge 309, che nel
2007 e' salito a 35.238 superando il massimo storico di 34.133
registrato nel 2001. Sono andate in carcere invece 26.985 persone, un
terzo dei 90 mila ingressi annui totali. Stabile il numero di ingressi
in carcere di persone tossicodipendenti, pari a circa il 27% del totale
degli ingressi.
AUMENTATI DEL 200% NEL 2007 CONTROLLI SU GUIDATORI
Il
numero di controlli svolti dalle forze dell'ordine sui guidatori, per
verificare se si erano messi al volante in stato di ebbrezza o sotto
l'effetto di droghe, nel 2007 e' cresciuto del 200% rispetto all'anno
precedente. Lo si rileva nella Relazione annuale al Parlamento sullo
stato delle tossicodipendenze, presentata oggi. Sempre a livello di
prevenzione, l'anno scorso si e' intervenuti soprattutto nelle scuole
(l'82% ha attivato progetti per l'anno scolastico 2007-2008), nelle
famiglie (programmi di incontri) e nelle comunita' locali (centri di
counselling, spazi ricreativi e culturali). In tutte le Regioni sono
state poi condotte attivita' di reinserimento sociale di
tossicodipendenti.
EROINA E COCAINA COSTANO SEMPRE MENO, AUMENTA CANNABIS
Cocaina
ed eroina costano sempre meno, mentre aumentano i prezzi dell'Lsd e
della cannabis. Costa meno anche la singola pasticca di ecstasy,
passata da una media di 24 euro del 2006 a una media di 18 euro. Lo
rileva la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle
tossicodipendenze, presentata oggi. E cosi' per un grammo di cocaina si
spende (dati 2007) da un minimo di 71 a un massimo di 93 euro, per uno
di eroina bianca tra 59 e 87 euro, per quella nera tra 42 e 59, per
marijuana e hashish tra 5 e poco piu' di 9 euro. Tra 28 e 30 euro per
una dose di Lsd. Per quanto riguarda la purezza delle sostanze, dal
2001 al 2007 la percentuale media di principio attivo rilevata nei
campioni analizzati si e' ridotta, passando dal 66% al 47% per la
cocaina e da circa il 29% al 17% per l'eroina. Sostanzialmente stabile
la percentuale di principio attivo (Thc) presente nei cannabinoidi che,
dopo il picco rilevato nel 2005 (circa l'8%), nell'ultimo anno si e'
attestata al 6% con un valore massimo del 10%. Infine, con 21.898
operazioni antidroga condotte sul territorio nazionale nel 2007, si
conferma l'aumento del numero di interventi cominciato nel 2004.
AUMENTANO CONSUMATORI COCAINA IN CURA, MENO EROINOMANI
La
novita' del 2007, per quanto riguarda la cura delle tossicodipendenze,
e' l'incremento dei consumatori di cocaina che hanno avuto bisogno di
cura. In diminuzione, invece, i consumatori di eroina. Il dato emerge
dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle
tossicodipendenze, presentata oggi a Palazzo Chigi dal sottosegretario
Carlo Giovanardi. Complessivamente, nel 2007, hanno avuto bisogno di
cure poco meno di 320 mila consumatori, di cui 205 mila per eroina e
154 mila per cocaina. Hanno ricevuto un trattamento presso i Sert
(servizi pubblici per le dipendenze) 171.771 persone, di cui 16.433
sono state inviate presso le comunita'. Quasi 2.000 coloro che si sono
rivolti direttamente a queste ultime senza passare dai Sert. Gli altri
130 mila consumatori bisognosi di cura non sono invece stati in carico
presso i servizi. Si conferma anche nel 2007 la preponderanza di utenti
dei Sert con abuso di oppiacei (74% dell'utenza complessiva). Seguono
la cocaina (16%) e la cannabis (8%). L'eta' media delle persone in
trattamento e' di circa 35 anni, quasi un terzo e' disoccupato e l'8%
senza fissa dimora, percentuali che aumentano tra gli stranieri. Il 64%
riceve trattamenti farmacologici insieme a interventi psicosociali,
mentre il 36% riceve solo questi ultimi. Il 12% degli utenti dei Sert
nel 2007 e' risultato positivo al test Hiv.
Out of Control - Venerdì 13 ore 13 al Liceo Virgilio
2008/06/11,15:11
Out of Control - Venerdì 13 ore 13 al Liceo Virgilio
ingresso lungotevere
de tebaldi
Pochi giorni fa, carabinieri in borghese entravano
nell'istituto Virgilio e portavano via quattro studenti, colpevoli di avere
con sè due canne. Un intervento delirante, che neppure le forze dell'ordine -
dopo la immediata reazione degli studenti - sono riuscite del tutto a
difendere.
Un intervento dall'alto valore simbolico, anche per la
scelta di un istituto protagonista questi mesi delle mobilitazioni studentesche.
Un intervento che ha avuto una immediata rivendicazione da niente meno che
l'on.Gasparri, che ha auspicato che simili azioni si moltiplichino ed ha
attaccato chi si era subito mobilitato.
Un intervento che dà il
segnale che qualcuno vorrebbe militarizzare le scuole, così come ogni altro
luogo di aggregazione (come le piazze, sempre piu' disseminate di
improbabili presidi fissi), ed in generale tutta la metropoli.
E proprio
in questi giorni, la visita di Bush sta evidenziando come qualcuno ritenga la
città una sua proprietà privata, di cui disporre a piacimento. Stade chiuse,
zone off-limits, migliaia di agenti nostrani ed esteri ovunque, limitazione al
diritto di manifestazione.
Perfino squadre antiwriters che
dovranno garantire che il Nostro non incontri scritte che, ricordandoli cosa
tutti e tutte pensano di lui, possano ferirne la sensibilità.
Qualcuno,
insomma, vorrebbe disegnare una città prigione. Anche a noi piace disegnare, un
mondo diverso. Lo facciamo tutti giorni, e intendiamo farlo anche in questi
giorni.
vENERDì 13 "usciranno i quadri" del Liceo Virgilio.
Nomento simbolico e culmine della peggiore cultura spenta, nozionistica,
accademica e classista che proprio pochi giorni fa il neoministro ha deciso
di rilanciare, dietro la dicitura da sempre vaga ed ambivalente di
"meritocrazia", ignorando peraltro che la dinamica dei debita sta generando caos
e facilitando abusi, autoritarismi, ipocrisie. Nel frattempo, Bush sarà in
Vaticano, per incontrasi con uno che al suo pari tenta di determinare le
nostre vite senza che nessuno lo abbia chiesto.
Invitiamo tutti gli
studenti e le studentesse, i giovani precari, i compagni e le compagni, i
professori, i pacifisti e chiunque altro ad una iniziativa di comunic/azione
all'ingresso del Liceo Virgilio, proprio al centro di questa città che qualcuno
vorrebbe vetrina e che invece vive, e si ribella, inevitabilmente e nonostante
tutto.
CONTRO LA MILITARIZZIONE DELLE SCUOLE, DELLE PIAZZE,
DELLA CITTA'
ROMA LIBERA
collettivo autorganizzato del
virgilio ---------- collettivi studenteschi e giovanili di roma
Giovedì 12 giugno iniziativa antipro' studenti medi
2008/06/08,08:20
Italia. Gasparri vuole i Carabinieri nelle scuole. Gli studenti: assurdo, no alla militarizzazione
'Ben vengano iniziative come quella attuata
nei giorni scorsi
a Roma nel liceo Virgilio, dove sono entrati i carabinieri per fare dei
controlli anti droga'. Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl
Maurizio Gasparri.
'Sconcerta che ci siano studenti che protestino per una iniziativa che
va moltiplicata, conforta il ringraziamento all'Arma del genitore di un
minorenne che portava droga a scuola. La lotta alla droga merita
applausi, non proteste. Aprano gli occhi docenti e personale delle
scuole, prezioso presidio educativo'.
Gli studenti del Virgilio hanno replicato alle dichiarazioni dell'on.
Gasparri. "Riteniamo assurdo che l'onorevole Gasparri giudichi lodevole
l'iniziativa dei carabinieri che in grande stile sono entrati fin
dentro l'istituto per prelevare minorenni e contestargli una sanzione
amministrativa.
Vogliamo portare inoltre l'attenzione sula modalità con cui si è svolto
il fermo. Lungi dall'essere discreto le perquisizioni agli studenti
sono avvenute all'interno dell'istituto sotto gli occhi di tutti i
docenti. Nonostante tre dei fermati fossero senza alcuna droga addosso
sono stati portati via dall'istituto. Le autorità scolastiche, come
d'altronde i genitori dei ragazzi, non sono state informate del fatto
che gli studenti venissero portati via, tanto che senza il nostro
intervento l'episodio sarebbe passato completamente sotto silenzio.
Gli studenti sono stati caricati su una gazzella senza che gli fosse
concesso di chiamare le proprie famiglie e alla richiesta su dove
venissero condotti i militari si sono rifiutati di rispondere.
Denunciamo il grave abuso delle forze dell'ordine contro studenti
minorenni. Infatti in caserma i CC hanno cercato di far firmare ai
fermati e alle famiglie un verbale falso in cui gli studenti dovevano
affermare di essere stati fermati "nel piazzale antistante
all'istituto". Solo la prontezza della madre di uno dei fermati ha
impedito che i carabinieri dichiarassero il falso.
Inoltre i carabinieri sono riusciti miracolosamente a moltiplicare per
quattro (ci spiegassero come!) lo spinello che uno degli studenti stava
fumando al momento del fermo avendolo imputato singolarmente ad ognuno
dei fermati, al fine di giustificare il fermo di tre persone che
semplicemente non avevano sostanze droganti è sulla loro persona nè nel
proprio domicilio.
Rispondiamo alle calunnie della testata giornalistica "Il Giornale" che
ha dichiarato che i collettivi studenteschi protestavano perchè "non ci
lasciano drogare". Abbiamo posto una questione politica ben precisa che
riguarda le modalità del fermo e il cliam di tensione che le forze
dell'ordine stanno cercando di creare in vari istituti di Roma.
L'invito che rivolgiamo a presidi, ai docenti e al personale delle
scuole, a differenza dell'onorevole Gasparri, è quello di non
rinunciare al proprio ruolo educativo e di non rompere il rapporto di
fiducia con gli studenti attraverso gli inutili interventi repressivi
delle forze dell'ordine ma anzi di affrontare l'argomento "droghe" in
maniera chiara e senza allarmismi.
Inoltre ricordiamo all'On. Gasparri che solo un genitore dei quattro
fermati ha espresso soddisfazione per il fermo dei carabinieri, mentre
un'altra madre ha espresso profondo risentimento per il modo in cui suo
figlio è stato portato via dal liceo e per i motivi evidentemente
pretestuosi del fermo.
Questa la
replica dei collettivi studenteschi di Roma, che annunciano
per giovedì 12 giugno, una "iniziativa di massa e cittadina
antiproibizionista, per affrontare la questione delle sostanze e della
militarizzazione degli istituti":
- ci stupiamo non abbia di meglio di fare, in un paese disastrato, che
occuparsi di due canne al liceo virgilio, sospettiamo la solerzia del
senatore derivano unicamente dalla caratterizzazione "rossa" del
Virgilio, ed al suo essere protagonista delle lotte
- la operazione dei carabinieri è stata ridicola, spropositata,
inefficace e pertanto risulta essere una provocazione od una
intimidazione
- al di là di un genitore, sia i docenti che i genitori (oltre che gli
studenti tutti) hanno criticato le modalità dell'intervento
- le politiche proibizioniste hanno dimostrato tutta la loro
inefficacia in questi anni, e pensare di militarizzare le scuole oltre
che far crescere la tensione non servirà ad un ben nulla
- il ministro gasparri si preoccupasse, invece, del livello di tensione
raggiunto nelle scuole per l'operato dei neofascisti, spesso con la
oggettiva copertura delle forze dell'ordine - e si preoccupasse di
capire perchè il Prefetto Mosca, rappresentante del governo, abbia
deciso di seguire una linea di scontro diretto con gli studenti che non
potrà che peggiorare la situazione
Perde l'auto per uno spinello
2008/06/04,09:29
Codice della strada, scatta il giro di vite. Vettura confiscata dopo un incidente
CLAUDIO VIMERCATI
SAVONA
Guidava l’auto dopo essersi
fumato uno spinello: gli hanno sequestrato l’auto e forse non la riavrà
mai più. E’ successo a un giovane lombardo in Liguria: Alessandro B.,
21 anni, dopo aver perso il controllo della sua Audi A2 è rimasto
coinvolto in un incidente senza gravi conseguenze per la sua salute.
Ben diverse, invece, sono state quelle penali, perché Alessandro B. non
solo è stato denunciato alla procura della Repubblica, ma si è visto
sequestrare ai fini della confisca anche l’auto, come prevede il
decreto legge in vigore dal 23 maggio scorso e che ha modificato alcune
norme del Codice della strada e inasprito le sanzioni a carico di chi
guida in stato di ebbrezza (con valore alcometrico oltre la soglia cioè
di 1,5 g/l) o appunto sotto gli effetti di stupefacenti.
In
questi casi scatta il sequestro dell’auto (a condizione che chi è alla
guida sia anche il proprietario) a cui seguirà poi la confisca, se
l’automobilista sarà condannato o patteggerà: in pratica l’auto non la
rivedrà più e se vorrà guidare, dovrà comprarsene una nuova. E l’auto o
finirà all’asta o sarà utilizzata dalle forze dell’ordine come già
succede con le vetture che vengono sequestrate a spacciatori o alla
malavita.
Nel caso in questione avvenuto a Savona, il giovane
avrebbe guidato la macchina, secondo quanto contestato dagli agenti
della polizia stradale di Genova, sotto l’effetto di una «canna», dal
momento che agli accertamenti clinici ai quali è stato sottoposto
all’ospedale San Paolo, sarebbe risultato positivo ai «cannabinoidi».
Il nuovo decreto non pone (come nel caso dell’ubriachezza) dei limiti
minimi: per quanto riguarda droghe, un automobilista rischia la
confisca dell’auto o anche se ha fumato un solo spinello, se poi
risulta «in uno stato alterato dal punto di vista psicofisico». Ma non
sarebbe stato appunto il caso del ventunenne, denunciato dalla
Polstrada per guida sotto l’effetto di stupefacenti. Il magistrato di
turno, Maria Chiara Paolucci, ha chiesto il sequestro penale della
macchina «ai fini della confisca» al giudice delle indagini
preliminari.
Il caso del ragazzo «sballato» di Savona arriva
subito dopo quello che ha visto protagonista una 21enne piemontese. In
vacanza in Riviera, qualche giorno fa la ragazza si è imbattuta in un
controllo a Cervo (in provincia di Imperia) ed è risultata positiva al
test dell’etilometro. si era messa al volante e guidava con un tasso
alcolemico di 2,23 g/l, ben oltre la soglia di 1,5 fissata dal decreto.
Anche lei, se condannata, si vedrà confiscare la macchina.
Giovanardi: parlare o manifestare per la legalizzazione della cannabis deve essere vietato
2008/05/30,09:27
29-05-2008, ore 17:12:39
ALLARME CENSURA. Giovanardi: parlare o manifestare per la legalizzazione della cannabis deve essere vietato

Una legge per dire basta alle manifestazioni pubbliche che si
trasformino in una sorta di sagra della droga, anche se leggera.
L'intenzione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con
delega alle politiche antidroga,
Carlo Giovanardi, e' quella di
"introdurre strumenti normativi per non permettere piu' che
manifestazioni propagandistiche, come la tre giorni sulla canapa
(terapeutica, ndr) a Bologna, in programma dal 30 maggio al 1 giugno,
possano svolgersi liberamente". Intervistato dal sito dei 'Circoli
della Liberta' di Michela Vittoria Brambilla, Giovanardi spiega:
"Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo
introdurre nell'ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda,
anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette
leggere". "Questo anche alla luce dell'eccessiva e preoccupante
leggerezza nei confronti delle droghe, che ha contribuito a creare le
condizioni per casi quali quello di Roma, dove un tossicodipendente ha
investito con l'auto e ucciso due giovani fidanzati, e quello di
Milano, dove una banda di spacciatori adolescenti, sgominata dai
carabinieri, riforniva di droga i propri compagni di scuola".
Piobbichi Francesco (Politiche Sociali Partito Rifondazione Comunista) ha cosi' commentato:
Se il nuovo sottosegretario con delega sulle droghe vuol contribuire a
ridurre la cultura dello sballo cominci a proporre una legge per
limitare nelle tv del presidente del consiglio le pubblicita' dirette
degli alcolici che legano piacere e successo con l’utilizzo della
sostanza. Vietare una manifestazione, come quella di Bologna sulla
cannabis invece contribuisce a criminalizzare decine di migliaia di
persone che non fanno niente di male, se non discutere del loro stile
di vita. La legge italiana inoltre gia' prevede sanzioni per chi incita
all’utilizzo di droghe, andare oltre vuol dire di fatto limitare la
liberta' di parola discrezionalmente. Se i primi atti della destra sono
la negazione del patrocinio e di piazza Navona per il gay pride e
l’annuncio di limitare manifestazioni come quella bolognese sulla
cannabis, ci troviamo di fronte ad una classe politica che fa scempio
della democrazia utilizzando di volta in volta i capri espiatori di
turno per legittimarsi.
«Senza la speranza vince la cocaina» quarta parte.
2008/05/30,09:25
«Senza la speranza vince la cocaina»
Il dominio della competività Emilio Rebecchi
analizza i comportamenti in fabbrica e le cause che fanno crescere il
consumo. Migliorare le prestazioni è funzionale alla produttività La
società è classista, se non hai soldi di famiglia per pagarti la dose
spacci, rubi o ti prostituisci
Loris Campetti
Bologna
«Il carcerato almeno una speranza ce l'ha:
quella di uscire dalla galera, per fine pena o tentando la fuga. Spesso
si ha l'impressione che al giovane, al giovane operaio, sia negata
anche la speranza di fuga. Se a un ragazzo togli la speranza di
costruirsi un futuro gli hai tolto un diritto fondamentale». Il
ragionamento di Emilio Rebecchi segue una logica stringente quanto
disperante. Psichiatra, psicoanalista, attentissimo ai comportamenti
giovanili e alle dinamiche sociali nei posti di lavoro, Rebecchi ha
lavorato a molte ricerche e inchieste ed è a lui che chiediamo un aiuto
per tentare di decodificare le ragioni che stanno dietro la spaventosa
diffusione di sostanze stupefacenti nelle fabbriche, negli uffici, nei
cantieri. Il consumo di droghe tra i lavoratori non rappresenta certo
una novità, ma oggi sono cambiate le motivazioni, le modalità del
consumo, le stesse sostanze assunte e soprattutto, è cambiata la
dimensione del fenomeno. Lo incontriamo nel suo studio sulla collina
bolognese.
«Io ho sempre apprezzato moltissimo Pantani. Mi ha
colpito il ragionamento che faceva ancora prima di diventare un grande
campione: 'io sono il più forte, diceva, ma se gli altri prendono le
sostanze resto indietro. Bisognerebbe che tutti smettessero, e siccome
questo non avviene sono costretto a prenderle anch'io'. Il ragionamento
non fa una piega, ma così si alza il livello dello scontro. Conosco un
gruppo di bolognesi che pratica il ciclismo per passione, diciamo che
fanno cicloturismo. Lo sai che si bombano anche loro? Mica lo fanno per
vincere, non c'è niente da vincere; lo fanno per competere, per reggere
il livello degli altri. Per non lasciare adito a dubbi di sorta preciso
subito che di questo gruppo non fa parte Romano Prodi». La
competizione, il miglioramento delle prestazioni, sono i nodi centrali
della chiave interpretativa che ci offre Rebecchi. Ma procediamo con
ordine. «Io non criminalizzo la chimica: la chimica esiste, è utile in
mille circostanze. Ma se la utilizzi per aumentare le tue prestazioni,
sessuali, lavorative, persino per divertirti, allora vuol dire che c'è
un problema. Intendiamoci, tanti artisti, poeti, scrittori hanno
assunto droghe per curiosità, per conoscenza. Lo stesso Siegmund Freud.
Ma stiamo parlando del Medio Evo. Oggi i ragazzi si drogano come noi si
beveva il caffè o si succhiava il latte dalla mamma. Per loro farsi una
striscia di coca o un'anfetamena è un fatto normale, persino ovvio.
Senza alcuna solida motivazione il giovane diventa 'spontaneamente'
consumatore. Incindono molto i modelli culturali (la competizione
spinta all'esasperazione) e interviene un fatto imitativo. Così come da
bambini si vuole andare al Burghy o al Mcdonald's perché lo fanno tutti
a prescindere dalla schifezza che ti danno da mangiare, così qualche
anno più tardi, con lo stesso atteggiamento, può capitare di farsi di
cocaina. Questo segnala la presenza di un vuoto che spesso si tenta di
riempire con la droga. E siccome la società è classista, se non hai
soldi di famiglia, per pagarti la dose rubi, o spacci, o ti
prostituisci».
Arriviamo al mondo del lavoro. Se con le categorie
interpretative classiche si comprendono alcuni comportamenti 'devianti'
nel sottoproletariato, è più difficile farsene una ragione quando il
soggetto interessato è l'operaio di fabbrica. «Saltano le differenze
etiche. Ammettiamo pure che in fabbrica a spingerti al consumo possa
essere una condizione difficile, segnata dalla fatica. La fatica alla
linea di montaggio, dove la durata della mansione che si ripete sempre
uguale a se stessa è al di sotto del minuto, provoca effetti negativi
sulla salute dell'operaio, dolori, lombalgie. Una situazione di questo
tipo farebbe pensare che la sostanza adatta ad alleviare la condizione
di sofferenza sia l'eroina che è un anestetico e dunque attenua il peso
e le conseguenze di un lavoro faticoso. Invece sempre più spesso la
droga assunta, anche in fabbrica, è la cocaina. La cocaina è un
eccitante, serve ad aumentare la produzione». Le parole di Rebecchi
sono confermate dal racconto di tanti operai che abbiamo intervistato:
il picco produttivo spesso e volentieri si verifica durante il lavoro
notturno, il terzo turno che è quello dove il consumo di cocaina è più
alto, anche per una rarefazione dei controlli. Se ne deduce, chiedo a
Rebecchi, che la cocaina è funzionale alla produzione e dunque è una
'droga di sistema'? «Negli anni Settanta l'uso di sostanze poteva avere
una qualche connotazione antisistema, oggi è tutta interna, verrebbe da
dire funzionale al sistema. Non vale solo per gli operai, vale per i
manager, per gli sportivi». In fabbrica c'è chi sostiene che si riesce
a convivere meglio con l'eroina che non con la cocaina... «E'
verissimo, con l'aggravante che la cocaina ha un'azione sulle
arteriole, può provocare microinfarti. Alla lunga ti brucia il
cervello. Un effetto analogo può essere provocato dalle anfetamine di
cui è quasi sempre sconosciuta la composizione».
Come si può
intervenire rispetto a questo fenomeno, come si possono aiutare i
giovani operai finiti nell'imbuto del consumo, in molti casi nello
spaccio per potersi pagare la dose quotidiana? «La cosa che rende più
difficile l'intervento è proprio la mancanza di motivazione sociale
nella decisione di assumere sostanze, che non sia l'aumento della
prestazione individuale e di conseguenza della produzione. Sei
disarmato, anche gli strumenti tradizionali come la psicoanalisi sono
spuntati. Ti può capitare di chiedere a un giovane paziente di fare
delle libere associazioni, dopodiché a un certo punto ti domandi: ma
che vuoi che associ questo poveraccio, se non ha un cazzo di idea nel
cervello? Dico che ti senti disarmato perché se il giovane consumatore,
che sia operaio o studente, non ha una motivazione, quando gli dici di
smettere ti risponde semplicemente 'e perché? Mi piace'. Guarda che
domani starai male, avrai delle conseguenze gravi sulla salute, gli
contesti, ma ti accorgi che non glie ne frega niente. Il che vuol dire,
lo ripeto, che nelle giovani generazioni c'è una caduta, una rinuncia a
costruirsi un futuro, una prospettiva di vita». E la vita stessa perde
di valore... «Senza ideali, non solo politici o religiosi ma
semplicemente civili, si resta solo dentro una realtà durissima che non
si sopporta più. Così si finisce per tornare all'infanzia, si
regredisce allo stadio all'oralità. Vuoi dimostrare di essere più
potente di chi ti sta vicino».
La scelta può essere individuale, ma
un fenomeno di queste proporzioni assume inevitabilmente un carattere
sociale. Dice Rebecchi: «La regressione è legata alla natura della
società in cui viviamo, e l'aumento della prestazione individuale, in
qualsiasi campo, risponde al comandamento della competitività». Alcuni
operai, a conferma di quanto ci dice Rebecchi, ci hanno spiegato che ci
si fa, e si convince anche il partner o la partner a tirare coca, prima
del rapporto sessuale per migliorare le prestazioni. «E' la logica
maschile classica di chi vuole dimostrare che ce l'ha più lungo, la
sessualità si riduce all'aspetto penetrativo. Pensi che in un rapporto
sia questo e solo questo a interessare la donna. E ti esalti perché una
striscia di cocaina ti fa sentire più potente ma non sai, o non ti
interessa sapere che col tempo quella roba ti renderà impotente».
Rientriamo
in fabbrica. Alcuni operai sostengono che la cocaina aiuti la
socializzazione con gli altri operai, oltre a migliorare la prestazione
individuale. «Certo - risponde Rebecchi - ma è la socialità della
colpevolezza, certo non è la socialità della condivisione. E' la
denuncia estrema di una condizione di solitudine. E se in passato
drogavi generazioni intere per mandarle a combattere e morire in
guerra, oggi con la caduta dei valori le distruggi drogandole per farle
produrre di più alla catena di montaggio». Rebecchi conclude il suo
ragionamento tornando al concetto della mancata motivazione
nell'assunzione di sostanze 'dopanti', da cui discende la mancata
motivazione a smettere: «Il generale cinese Zhu De era dedito al
consumo di oppio. Quando iniziò la Lunga marcia, prima di assumerne il
comando fece una scelta, aveva una motivazione forte per smettere.
L'unico luogo in cui era vietato il consumo dell'oppio era il fiume
Yangtze, così salì su una barca che scendeva il fiume chiedendo al
proprietario di non fargli mettere i piedi a terra per alcuni mesi, per
nessuna ragione. Così, con una motivazione forte, vinse le sue due
guerre». (4, fine)