STREETANTIPRO07

MUOVITI VELOCE... IL PROIBIZIONISMO E' SULLE TUE TRACCE
a cura di M.D.M.A. Roma

I rave party secondo il Corsera
2008/04/28,10:42

Dopo intimidazioni e sgomberi nei confronti di feste più o meno illegali che servono ebvidentemente a far capire quale sia la nuova aria che tira nel paese  anche il potente Corsera manda segretamente i suoi inviati a scoprire cosa si cela dietro i  rave illegali.

Eccone la fantasiosa cronaca con finale splatter:

Dentro un rave illegale, dall'sms alle anfetamine. Ecco cosa accade

I raver appartengono ad un villaggio tribale: ci siamo infiltrati dentro i sentieri nella notte

 

COMO – A poco più di un mese dalla morte di Nunzio Lo Castro, il diciannovenne di Castellanza che ha perso la vita al rave party di Segrate, ci siamo infiltrati in un rave illegale organizzato all'ultimo momento tra Alzate Brianza e Cantù, mentre è ancora viva la polemica politica sulla opportunità di vietare, o quantomeno regolamentare questo genere di raduni a base di musica techno.

--> -->GOABASE E SMS - Il tam tam è partito nel pomeriggio grazie ad uno dei siti di riferimento per i «ravernauti» che si chiama Goabase. Qui si possono trovare tutti i rave party in programma in Italia e nel resto del mondo, comprese le istruzioni su come arrivare in un determinato luogo segreto a poche ore prima dell'evento. Ma non ci sono solo i siti specializzati, l'altro passaparola più diffuso sono gli sms a catena che si ricevono durante la giornata per gli aggiornamenti. Per confonderci, abbiamo indossato la felpa con il cappuccio in stile «Paranoik Park» e ci siamo introdotti tra alcuni ragazzi diretti al party segreto. Durante il tragitto in auto, un sms ci ha avvisato che la località del rave era ad Alzate Brianza in provincia di Como, in un bosco lontano dalle aree industriali o dai centri abitati. L'appuntamento è nella notte. Sono le 24 e il buio è quasi totale. Raggiungiamo a fatica il luogo nascosto del rave che riconosciamo subito dalla presenza di camper e dalle numerose file di macchine posteggiate in qualche modo ai bordi del rettilineo principale. Da lontano si intravede qualche luce psichedelica verde, diluita dalla fitta presenza di abeti e soprattutto si sentono le percussioni assordanti della musica techno che ci guidano come fossero lampioni.

LOCATION TOP SECRET - Attraversiamo a piedi 1 km di un campo incolto cercando di non finire nel fango. Non siamo i soli, tra i sentieri incontriamo tantissimi ragazzi che si fanno strada con l'illuminazione del telefonino. Hanno i sacchi a pelo e gli zainetti per passare la notte, perché il rave finirà il giorno successivo. Improvvisamente, si apre davanti a noi lo scenario del luogo «top secret» che è suddiviso naturalmente in due piazzole, con un sentiero che funge da collegamento. Nelle due aree ci sono due consolle con i dj all'opera protetti dalle tende da campeggio. A metà del sentiero c'è un bar di fortuna con tutti gli alcolici in bella vista. Centinaia di ragazzi con il cappuccio della felpa sopra la nuca ballano a due dita dalle casse e dai diffusori di techno. Lo faranno per ore senza staccarsi mai, sotto l'effetto dell'ectasy o della anfetamina che dura anche 12 ore. Qui, la droga di ogni genere si consuma ritualmente: in coppia, a gruppi, da soli. Sono le quasi le 3 di notte e qualcuno cerca di scaldarsi con i due fuochi accesi per affrontare il freddo che è ancora proibitivo.

IL LORO MANIFESTO – I raver appartengono ad un villaggio tribale e il loro credo è l'abbattimento della legalità, come recita il rave pensiero: «La nostra dipendenza è la tecnologia. La nostra religione è la musica. La nostra moneta è la conoscenza. La nostra politica è nessuna. La nostra società è un'utopia che sappiamo non sarà mai. Potete odiarci. Potete ignorarci. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati...».
Alle 4 il cielo era stellato, molti di loro erano stesi per terra.

Ambra Craighiero
Droghe: dibattito Tv, poliziotto aggredisce esponente Radicale
2008/04/20,21:51

Droghe: dibattito Tv, poliziotto aggredisce esponente Radicale

(Agenzia Radicale, 16 aprile 2008) Michele Bortoluzzi, 40 anni, membro della Giunta Nazionale di Radicali Italiani e Segretario dell’Associazione Radicale Veneta Loris Fortuna, è uscito dagli studi di Canale Italia la notte passata alle 2,30 in barella, trasportato al nosocomio di Padova per un sospetto trauma cranico procurato da una testata sferrata da un ospite del dibattito condotto dal giornalista Gianluca Versace. L’aggressore, invitato in qualità "di poliziotto, membro di scorte, e responsabile di una sigla del Sindacato di Polizia" ha inveito contro i Radicali, quali "Partito della marijuana, dei drogati". All’obiezione del Segretario dell’Associazione Fortuna, nel dibattito acceso, il poliziotto ha reagito con una testata sull’arcata sopracciliare a Michele Bortoluzzi.
Bortoluzzi, ghandianamente, ha alzato la fronte insanguinata ed ha continuato a parlare, pur in evidente stato di difficoltà, fino all’arrivo dell’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale, dove è stato dimesso dopo alcuni controlli. L’episodio va stigmatizzato: Bortoluzzi, nel suo intervento iniziale alla trasmissione, aveva infatti pregato tutti di cercare di trovare le comuni ragioni sul sostegno al Governo Italiano incaricato dai cittadini, al di là del voto dato a destra o sinistra, pregando tutti di mantenere il dibattito su un piano costruttivo. L’aggressione continua ai Radicali, le invettive "partito dei drogati, avete rovinato l’Italia", e il clima che si è creato in studio hanno portato all’accensione di un dibattito al quale ovviamente il dirigente radicale ha cercato di mettere un freno, spiegando le ragioni di 50 anni di storia radicale.
Queste ragioni, evidentemente, non sono gradite ad una parte che si sente oggi molto sicura di poter applicare la legalità in una forma nuova, con meno inibizioni, senza limiti, aggredendo e minacciando il più debole. In merito all’increscioso episodio, la Segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, si è detta preoccupata per questo segnale di intolleranza verso chi la pensa in modo diverso dai forcaioli, punizionisti e proibizionisti e preannuncia una manifestazione per la mattina del 24 aprile a Roma, in Piazza Cavour, quando si riuniranno le Sezioni Unite della Cassazione per pronunciarsi in modo univoco sulla punibilità o meno della coltivazione domestica di marijuana.

Verso Canapisa 2008
2008/04/18,18:29
LEGGE FINI...NUNTEREGGAE PIU'
  2 giorni antiproibizionisti

giovedl 24 aprile 2008 CONFERENZA  al Rebeldia in via C. Battisti, 51 Pisa

Peggio le droghe o il proibizionismo?
Discussione sull'attualit` dei servizi per la tossicodipendenza (Ser.T.), in
teoria e in pratica, e gli effetti della legge Fini-Giovanardi su di essi e
sul
contesto sociale.
Una riflessione sul futuro ruolo del movimento antiproibizionista nella
definizione e nella realizzazione di una nuova cultura sulle  sostanze.

Ne parliamo con N. Santalucia (tossicologo), M. Pini (psicologo), R. Piz
(psicologo)

Promuove: OSSERVATORIO ANTIPROIBIZIONISTA
                   CANAPISA CREW


sabato 26 aprile 2008 CRITICAL MASS ANTIPRO ore 17 meeting point REBELDIA
FESTA BENEFIT per Canapisa al Rebeldia ore 23

In movimento verso  Canapisa -  sabato 31 maggio 2008  STREET PARADE
www.osservatorioantipro.org
L'incredibile scoperta: si fuma cannabis 'per rilassarsi e per il piacere che provoca'
2008/04/11,09:51

 

 

L'incredibile scoperta: si fuma cannabis 'per rilassarsi e per il piacere che provoca'

 
La cannabis viene consumata per rilassarsi e per il piacere che provoca, l'ecstasy viene consumato per divertimento e curiosita', la cocaina, oltreche' per curiosita', anche per aumentare le proprie performance (il 10% degli intervistati ha affermato di aver consumato cocaina sul lavoro). Sono dati preliminari della ricerca nazionale 'Pcs: Percezione del rischio, comportamenti protettivi, significati attribuiti da parte del consumatore di cocaina', finanziata dal ministero degli Affari sociali, coordinata dall'Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche, dell'Ausl di Bologna, e diretta da Raimondo Maria Pavarin. La ricerca, che sara' presentata domani nel corso del convegno: 'Tra percezione del rischio e ricerca del piacere: i significati attribuiti all'uso delle sostanze.', all'ospedale Maggiore di Bologna, si focalizza sull'approccio alle droghe da parte della popolazione tra i 15 e i 55 anni, che frequenta locali pubblici, feste private, scuole medie superiori, universita', servizi pubblici e privati, analizzando in particolare la percezione dei rischi e dei benefici da parte di chi consuma droghe e lo scopo per cui le droghe vengono consumate. Le variabili prese in considerazione sono relative a reddito, eta', sesso, professione. Dalla ricerca, che ha interessato finora 1.873 persone residenti in Emilia-Romagna, e che verra' allargata ad altre 20.000 circa, sparse in tutta Italia, emerge un quadro che conferma solo in parte una serie di luoghi comuni in materia: per esempio, anche questa ricerca conferma che molti cominciano dalla cannabis per poi provare altre droghe, piu' pesanti, ma al tempo stesso emerge che l'80% di quelli che provano cocaina smettono molto presto. Per quanto riguarda le motivazioni, lo studio ne evidenzia 16, tra le principali: la ricerca del piacere, del benessere, la curiosita', lo svago, lo stare insieme agli altri, l'evasione dalla realta'. Anche l'analisi della relazione tra reddito e scelta di sostanze conferma qualche giudizio consolidato: i piu' ricchi (al di sopra dei 1.100 euro al mese) preferiscono la cocaina, i meno ricchi (tra i 400 e i 500 euro) si 'accontentano' dell'ecstasy. Il 20% degli uomini e il 10% delle donne spende piu' del 10% del suo reddito in cocaina, mentre, per quanto riguarda i rischi, il 40% ha guidato sotto l'effetto dell'alcol, il 20% ha guidato dopo aver assunto alcol e droga.   
Kriminal hertz@strike: ridare dignità alla cultura tekno
2008/04/09,18:02

Dopo la morte del ragazzo durante il rave di segrate la stampa ha messo di nuovo
la cultura rave sotto accusa.

Sta a noi salvaguardare il nostro divertimento ed i nostri spazi liberati.

Purtroppo, la scena tekno negli ultimi anni è cresciuta nei numeri
ma si è sistematicamente svuotata di messaggi positivi,
input indispensabili a creare il piacere di un’esperienza collettiva di riappropriazione del tempo, che appare ormai ingabbiato in un sistema che ci rende tutt@ precari.
Per sopravvivere serve più consapevolezza, informazione, e non repressione o leggi AntiRAVE.
Per ridare dignità alla cultura tekno bisogna ritrovare il rispetto per gli spazi e per la musica.
Per divertirsi ad una festa bisogna avere cura di se stessi e delle persone che ti ballano vicino!!

19 aprile 2008 kriminalhertz@strike presentazione del primo disco autoprodotto da kmh
 

Una bella giornata
2008/04/09,15:26

breve comunicato post semina:


Nonostante una giornata non proprio assolata e un clima non del tutto
favorevole, si è tenuta la festa della semina 2008 al Forte Prenestino di
Roma.

Una giornata all'insegna della condivisione.
Condivisione di saperi, di fiori e piante e delle tecniche per farli venire
su forti e rigogliosi.
Una giornata divertente, ma anche una giornata di lotta antiproibizionista
nel modo che più ci piace:
quello cioè dell'antiproibizionismo realizzato, dello scambio non
commerciale, del consumo senza ansie di repressione e di acquisizione.
Una giornata di giochi e di seminari, di cibi e di musica, di gioia e relax
tesa a ribadire ancora una volta che...

GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO' ESSERE REATO!

dedicata a Aldo Bianzino, ad Alberto, a Giuseppe e a tutte le vittime da
proibizionismo.

I garanti dei detenuti: leggi sulla droga riempiono le carceri
2008/04/08,16:28
07-04-2008, ore 18:45:03
 
Italia. I garanti dei detenuti: leggi sulla droga riempiono le carceri
 
  Il coordinamento nazionale dei garanti dei diritti delle persone limitate nella liberta' ha chiesto da Bologna maggiore impegno al mondo politico italiano in tema di carceri. Tra le rivendicazioni, quella di modificare in modo sensibile il codice penale per non riempire le prigioni di detenuti colpevoli di reati sociali e la speranza che non si interrompa l'iter legislativo per la creazione del garante nazionale, figura presente in quasi tutti i paesi europei.
'Meta' delle persone che entrano in carcere ha a che fare con la legge contro le droghe - ha spiegato Franco Corleone, garante dei detenuti di Firenze - una percentuale che aumenta ancora di piu' se si considerano anche gli immigrati regolari'.
Cambiare le pene per questi reati, secondo i garanti, e' una necessita': 'Serve un nuovo codice penale che preveda misure rapide, efficaci e credibili per sanare le ferite sociali, come nel modello spagnolo', la richiesta di Corleone.
Con lui si e' schierata anche la collega bolognese Desi Bruno: 'Il sovraffollamento delle carceri e' un tema devastante per i detenuti, gli operatori e la polizia penitenziaria stessa che, a Bologna, e' sotto organico di 200 unita''. E i detenuti sono 1.056 anziche' i 483 della capienza massima prevista, scrive Il Sole 24 Ore di oggi, spiegando che La Dozza di Bologna e' prima in Italia per affollamento (219%), davanti a Milano San Vittore e a Firenze Sollicciano.
Dunque, la richiesta dei garanti e' di 'rivedere le leggi in materia di droghe, immigrazione e recidiva'. Anche perche', come ha spiegato il capo della segreteria del sottosegretario alla giustizia Stefano Anastasia, la polemica sull'indulto e' pretestuosa: 'Non diamogli responsabilita' che non ha: in un anno e mezzo sono rientrati in carcere 7.460 detenuti dei 27.314 scarcerati, mentre sono 92.000 gli incarcerati totali nello stesso periodo'. Nella Finanziaria 2008, il Governo aveva stanziato circa sette milioni per la creazione del garante nazionale dei detenuti e di una commissione di cinque elementi che tutelasse gli abitanti delle carceri italiane. Ma, dopo l'approvazione alla Camera, il progetto si e' arenato in Senato: 'Ci sarebbe una corsia privilegiata, ma visti i provvedimenti mancati, questo e' stato l'anno del disincanto', e' l'accusa di Corleone. Secondo Mauro Palma, presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene, le 'inadempienze italiane sono scioccanti': l'Italia, infatti, non ha mai ratificato il protocollo firmato del 2003 che prevedeva l'istituzione di un'autorita' di controllo entro un anno. Anzi, 'nel 2004 c'era una lista di provvedimenti che non sono mai stati legiferati e l'attuazione del regolamento penitenziario europeo e' in gran parte evaso'.
Regione Marche da' via libera a rimborso farmaci a base di cannabis
2008/04/04,22:20
03-04-2008, ore 13:47:19
 
Italia. Regione Marche da' via libera a rimborso farmaci a base di cannabis
 
La Regione Marche apre alla cannabis per uso terapeutico. La giunta ha autorizzato i servizi di farmacia delle Aziende ospedaliere, dell'Inrca e delle Asur a garantire l'erogazione dei cannabinoidi a carico del Servizio sanitario regionale.

Attualmente non sono disponibili in Italia formulazioni commerciali registrate, basate su principi attivi e su derivati di sintesi dei cannabinoidi. Questi farmaci sono reperibili solo in alcuni Paesi europei e Nordamericani, in Israele e in Sudafrica.

Il ministero della Salute ha inserito lo scorso anno alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi nella nuova classificazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Questo fa sì che alle farmacie ospedaliere sia consentita l'importazione di tali medicinali purchè abbiano acquisito la prescrizione medica, l'assunzione di responsabilità del medico e l'autorizzazione all'importazione concessa dall'Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della Salute.

L'uso di questi farmaci è indicato nella spasticità secondaria a malattie neurologiche, nella nausea e nel vomito non sufficientemente controllati indotti da chemioterapia o radioterapia, nel dolore cronico neuropatico.
 
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