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a cura di M.D.M.A. Roma

coca-boom: nel 2010 un milione di consumatori
2008/03/06,18:52
 
 
Italia. Milano. Osservatorio dipendenze: nel 2010 un milione di persone consumera' cocaina
 
  Nel 2010 il numero di consumatori di cocaina in Italia potrebbe aumentare del 40% rispetto al 2007. E' la stima di Roberto Mollica, responsabile dell'Osservatorio dipartimento dipendenze patologiche della Asl Città di Milano, interventuto al convegno "L'altra faccia della coca" organizzato dall'Università Cattolica. Secondo la stessa previsione i consumatori della polvere bianca saranno compresi tra 800mila e 1,1 milioni di persone, pari al 3% della popolazione italiana tra i 15 e i 54 anni.
Per quanto riguarda l'offerta, negli ultimi anni si sta assistendo alla pratica di vendita di micro-dosi, con prezzi unitari molto bassi, da parte di spacciatori che dispongono anche di altre sostanze stupefacenti come la cannabis. Un'evoluzione legata al fatto che il consumo incrociato di queste sostanze è diventato la regola. D'altra parte la cocaina sul mercato tende ad avere una concentrazione di principio attivo più bassa che in passato, mentre accade il contrario per la cannabis.
"A Milano -ha detto Mollica a margine del convegno- i consumatori di cocaina sono cresciuti prima che altrove: nel 2003 il 7-8% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni aveva consumato cocaina almeno una volta negli ultimi dodici mesi". A livello nazionale, ha però ricordato, il dato più preoccupante è quello del ritorno al consumo di eroina, tra i giovani: "Ci sono segnali di adolescenti che si rivolgono ai Sert, in particolare a Roma e nel Lazio, per il consumo di eroina fumata o sniffata. Un uso spesso associato a quello di altre sostanze, vissuto come 'tranquillizzante' rispetto a quello di cocaina".
"Un identikit rigido del cacainomane -ha aggiunto Gabriella Gilli, docente di piscologia della personalità all'Università Cattolica- non è possibile, ma ci sono delle direzioni di personalità e comportamento che sono associabili al consumo di coca: la difficoltà a accettare le frustrazioni e le piccole gratificazioni quotidiane associata alla necessità di rilanciare continuamente su gratificazioni sempre maggiori, anche se illusorie. Un'altra caratteristica è un tratto di antisocialità che emerge, per esempio, dagli studi sul profilo di personalità degli assuntori di cocaina: tratti di dominanza di energia e ricerca di assertività che sembrano essere maggiori. Questo, purtroppo, è coerente con un certo tipo di società che richiede alti livelli di performance".
Per Laura Rancilio, responsabile dipendenze della Caritas ambrosiana, il cocainomane è quello che tra i tossicodipendenti impiega più tempo, in media otto anni, per avere la percezione del danno che lo riguarda: "La cosa più difficile, per questo, è intercettare i giovani consumatori e offrire loro delle buone ragioni per 'non farsi', che vadano oltre la paura del danno".
Rancilio boccia però l'idea di un kit per la rilevazione dl consumo di droga da offrire ai genitori, proposta da alcuni esponenti del Comune di Milano: "Sarebbe complicato, per i genitori, utilizzarlo in modo efficace. Molto più importante è parlare con i propri figli".
Mosè sotto l'effetto di droga sul Sinai
2008/03/06,11:54

 Mosè sotto l'effetto di droga sul Sinai

Quando ricevette i 10 Comandamenti. Lo sostiene uno psicologo israeliano

 

GERUSALEMME - Il profeta Mosè, secondo un ricercatore israeliano, si trovava sotto l'effetto di droghe quando sul Monte Sinai Dio gli consegnò i Dieci Comandamenti. Le sostanze attive che provocano illusioni sensoriali, quali gli allucinogeni, avrebbero avuto un ruolo importante durante i riti religiosi degli israeliti ai tempi della Bibbia, ha spiegato il ricercatore Benny Shannon nella rivista di filosofia «Time and Mind». Nel caso di Mosè, dice il professore di psicologia cognitiva all'università di Gerusalemme, non si è

Il Mosè di Michelangelo (Ap)
trattato di un «evento sovrannaturale». Ma non è neppure solo leggenda: «E' molto più probabile che la vicenda si sia svolta sotto l'effetto di qualche droga psichedelica», ha detto Shannon ieri alla radio israeliana. Mosè sarebbe stato alterato anche quando vide «il cespuglio di spine ardente», dove si manifestò l'angelo di Jahweh, appunto, sotto la forma di una fiamma di fuoco. Anche in questo caso all'origine delle «visioni» ci sarebbero stati delle sostanze narcotizzanti.

EFFETTI PSICOATTIVI - «La Bibba riporta che le persone udivano dei suoni, e questo è uno dei classici fenomeni col quale si manifestano certe droghe». Molti culti amazzonici utilizzano a scopi rituali l'ayahuasca, un intruglio vegetale, che combinato sintetizza la molecola in questione e provoca degli effetti psicoattivi. La sostanza è ancora usata frequentemente dagli sciamani o stregoni indigeni in Amazzonia. «Anch'io ho avuto delle visioni, che avevano significati religiosi e spirituali», ha detto lo scienziato che afferma di aver testato il miscuglio. Gli effetti psichedelici sono comparabili con la sostanza estratta dalla corteccia dell'albero di acacia. E quest'albero viene menzionato spesso nella Bibbia, dice in conclusione Shannon al Time and Mind Journal of Philosophy.

REAZIONI - La notizia è stata ripresa anche dal quotidiano israeliano Haaretz, scatenando una serie di reazioni polemiche. Ma la più frequente è stata: «Che cosa si è fumato Shannon prima si scrivere il suo articolo?». Il professore, del resto, avrebbe ammesso che «chiuque può assumere allucinogeni ma per ricevere le Tavole della Legge bisogna essere Mosè».

Elmar Burchia
 
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