STREETANTIPRO07

MUOVITI VELOCE... IL PROIBIZIONISMO E' SULLE TUE TRACCE
a cura di M.D.M.A. Roma

Un esercito di coltivatori
2008/02/15,10:16

Né contadini né persone legate alla criminalità: spesso i coltivatori sono studenti
Tanti cominciano per uso personale poi capiscono che la marijuana può essere un affare

Cannabis, l'oro verde del Sud
L'autoproduzione diventa business

di SALVO PALAZZOLO


<B>Cannabis, l'oro verde del Sud<br>L'autoproduzione diventa business</B>

Piante di cannabis sequestrate dalla polizia

PALERMO - Lo chiamano l'oro verde del Sud. Centinaia di ettari perfettamente curati, decine di serre sparse tra Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, un numero imprecisato di vivai che lavorano a pieno ritmo per rifornire di piantine - che poi diventeranno arbusti alti due metri - una nuova e molto particolare generazione di agricoltori. L'oro verde del Sud è la cannabis, da cui si producono marijuana e hashish.

Chi coltiva la cannabis non è in realtà un vero contadino, ma neppure un criminale incaricato da chissà quale organizzazione di trafficanti. I nuovi produttori di cannabis hanno 25-30 anni, al massimo 40. Sono studenti, impiegati, imprenditori e commercianti. Spesso con qualche insuccesso professionale alle spalle, quasi sempre senza precedenti penali.

Sono un vero esercito, a leggere l'ultima relazione semestrale della Direzione centrale dei servizi antidroga. Un esercito che si ingrossa ogni giorno. L'anno scorso, la Cassazione aveva stabilito: "Non commette reato solo chi coltiva in casa, e per uso personale". Ma quest'anno, è arrivato il dietrofront degli ermellini: "È penalmente rilevante la coltivazione anche di una sola piantina".

Qualche cifra. Nel 2006, da Bolzano a Ragusa, sono stati pescati 150 neo-coltivatori di cannabis. Nei primi sei mesi del 2007 la quota era già salita a 228. Vuol dire che in un anno il numero si è quasi quadruplicato. E per l'intelligence antidroga si è aperta ufficialmente la stagione di un'inedita guerra contro l'esercito dei produttori fantasma. Dice ancora il rapporto della Direzione centrale dei servizi antidroga che il bilancio degli ultimi sequestri di carabinieri, polizia e finanza è stato da record nel 2007. Al primo posto c'è la Sicilia, con 1.426.974 piante di cannabis. Segue la Calabria, con 7.250 esemplari, che restano da record nazionale, perché l'acqua dell'Aspromonte ha fatto germogliare piante alte fino a tre metri. In Campania e in Puglia ne sono state trovate un migliaio.

Applicando l'antica regola della Dea americana - "In materia di droga il sequestrato è poco meno del 20% del circolante" - si arriva a cifre stratosferiche. È come se nel Mezzogiorno ci fosse un'unica enorme piantagione di cannabis, grande quanto un parco nazionale. Con tutto ciò che ne deriva: la cosiddetta "filiera", che dal produttore al trafficante al consumatore coinvolge migliaia di persone.

Ma chi sono veramente i protagonisti dell'ultimo business agricolo italiano? Eccoli, gli insospettabili. Lo studente Pasquale F., 24 anni, da Siracusa, si mise in posa davanti all'ultima pianta di cannabis nascosta nel giardino del nonno e si immortalò col videotelefonino. Però, aveva fretta di tornare a casa e perse per strada il marsupio con il telefonino e le foto. Quando i carabinieri lo convocarono, Pasquale F. offrì subito una ricompensa all'onesto cittadino che aveva ritrovato quanto gli apparteneva: qualche minuto dopo, confessava in lacrime. Il giardiniere Alessio Abbate, da Palermo, era invece sicuro di aver fatto le cose per bene, dopo anni di letture collezionate in una vera e propria biblioteca casalinga. Ma una serra fra le ville liberty di Mondello non poteva passare inosservata.
Davvero tanti insospettabili hanno cominciato con il vaso in balcone e poi, prendendo gusto al business che vale 400 euro a pianta, hanno iniziato a lavorare su grandi numeri.

L'oro alto due metri cresce soprattutto nelle vallate ben nascoste attorno a Partinico, un tempo capitale del vino, oggi laboratorio dei nuovi assetti della mafia palermitana. Cresce lungo la costa sud della Sicilia, da Castelvetrano a Gela, dove le serre della droga confinano con quelle delle melanzane. L'oro verde cresce ancora fra i ruscelli che scorrono dentro il cuore dell'Aspromonte, in mezzo a Cardeto e Bagaladi. Sulle terrazze della costiera Amalfitana il gran caldo dello scorso luglio ha invece anticipato il periodo di maturazione. A Brindisi, i nuovi agricoltori fanno concorrenza ai trafficanti albanesi. Dicono gli 007 dell'Antidroga che gli insospettabili preferiscono però restare nei campi. Alla commercializzazione ci pensano gli altri della filiera.

I produttori più grandi di Sicilia avevano scelto un ettaro a San Cipirello, nel regno un tempo dei boss Brusca. "Quello era un investimento per la criminalità organizzata", spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale di Palermo. I proprietari di quella piantagione da un milione di arbusti erano due imprenditori che cercavano di farsi strada nei vuoti di mafia del dopo Provenzano. Le indagini proseguono, per comprendere meglio il loro ruolo. "Al momento - dicono i carabinieri di Monreale - abbiamo fermato il finanziamento che dalla piantagione poteva arrivare ad altri affari".

Uno degli ultimi pentiti di mafia, Emanuele Andronico, aveva avvertito: "Dietro il boom dei vivai di cannabis c'è Cosa nostra". Così, sempre più spesso, gli insospettabili cercatori dell'oro verde si ritrovano a incrociare qualche "strano signore", come l'ha chiamato qualcuno. Il signore delle mafie. Per acquistare semi o piante. Per pagare la "tassa" del territorio. Ma questi sono solo problemi successivi.
Cominciare non è difficile.

Il decalogo del perfetto coltivatore è su Internet. Il sito più gettonato (dall'inequivocabile titolo freecannabis, sede in Svizzera) continua a lanciare proclami antimafia prima di offrire le istruzioni per la semina: "Bisogna autoprodurre per non doversi affidare agli spacciatori". I cercatori dell'oro verde vantano una visione della società. "Si fanno forti del fatto che l'uso di eroina e cocaina è disapprovato oltre che percepito come rischioso per la salute", spiegano gli esperti del ministero della Solidarietà sociale nel rapporto al Parlamento: "Maggiore tolleranza si rileva rispetto alla cannabis".

Un'indagine di Ipsad-Italia spiega che "il 35-40 per cento della popolazione scolarizzata tra i 15 e i 19 anni approva l'uso di cannabis e lo stima come comportamento non a rischio per la salute". Estendendo l'indagine ai più grandi, emerge che in Italia i "sì" alla cannabis sono ormai quasi 10 milioni.

(15 febbraio 2008)
Cronache di ordinario proibizionismo
2008/02/15,01:05

 

Roma: coltivano marijuana a casa, tre arresti

ROMA (14 febbraio) - Tre spacciatori arrestati e una piantagione casalinga di marijuana sequestrata. E' il bilancio di un'operazione della Polizia della capitale al Casilino Nuovo, che questa mattina ha portato al sequestro di 10 piante di marijuana, di cui 5 alte circa un metro, di mezzo chilo di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hascisc e numerosi strumenti per la coltivazione, come lampade alogene e timer. Le tre persone arrestate erano fino ad ora incensurate e si tratta di una coppia di romani di 30 e 24 anni e il fratello diciannovenne del ragazzo. La coppia era stata condannata ad otto mesi di reclusione, per detenzione ai fini di spaccio, ma è stata quasi subito rimessa in libertà, mentre il fartello minore è stato assolto.

Il dirigente del commissariato, Bruno Failla ha spiegato che «l'operazione rientra nelle attività di controllo del territorio per l'individuazione di punti di spaccio nel quartiere. Abbiamo individuato un via vai di persone in una piazza nei pressi di un bar, che si recavano lì per comprare stupefacenti e la coppia che spacciava tutte le sere. Nella perquisizione dell'appartamento abbiamo trovato una serra rudimentale ma efficace, ricavata in una stanza. Li abbiamo stroncati sul nascere, poiché pare che spacciassero da dicembre».

 

 

Scoperto dai carabinieri con uno spinello
li aggredisce: arrestato un algerino

ROMA ( 14 febbario) - I Carabinieri della compagnia Roma Eur, hanno arrestato un algerino di 26 anni per resisenza al pubblico ufficiale, ed ubriachezza molesta. Il giovane, stava confezionando uno spinello, quando ha visto passare una pattuglia dell'Arma che si stava avvicinando.

Temendo di essere sorpreso con lo stupefacente, il 26enne, si è scagliato contro i militari per guadagnare una via di fuga ed evitare di essere identificato, ma gli agenti sono riusciti, a bloccarlo e ad ammanettarlo.

L'esagitato algerino, che è stato trovato in possesso di alcune dosi di hashish, è stato anche segnalato alle autorità competenti.

 

 

Palermo, coltivavano un milione e mezzo
di piante di cannabis: sei arresti


PALERMO (14 febbraio) - Un milione e 500 mila piante di cannabis sequestrate coltivate su oltre cinque ettari di terreno a San Giuseppe Jato e San Cipirello. La maxi piantagione è stata sequestrate dai carabinieri del Gruppo di Monreale che hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di presunti componenti di della banda del palermitano.

I provvedimenti sono stati richiesti dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. I sei arrestati devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

 
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