STREETANTIPRO07

MUOVITI VELOCE... IL PROIBIZIONISMO E' SULLE TUE TRACCE
a cura di M.D.M.A. Roma

Disturbatori di attenzione Ritalin la droga di stato
2007/12/05,23:22

 

A cura del Telefono viola di Bologna

telefonoviola.JPG[Lo scorso sabato 24 novembre Bologna ha ospitato un convegno sul cosiddetto “disturbo di attenzione e iperattività", una nuova “malattia” che colpirebbe i bambini troppo vivaci. Alcuni membri del Telefono viola di Bologna hanno distribuito volantini informativi su questa pseudo-sindrome e sugli psicofarmaci di riferimento, tra cui spicca il Ritalin. Sul luogo si erano raccolti altri contestatori e mentre la tensione saliva sono volati un po' di spintoni. I “disturbatori” sono stati condotti fuori mentre sul luogo arrivava la polizia, che procedeva alla denuncia per concorso in violenza privata di due volontari del telefono Viola di Bologna e di una terza persona. Vista l'importanza della critica dei trattamenti farmacologici dell'alienazione e del disagio, riproduciamo il volantino sul Ritalin redatto dal Telefono viola.]A.P.

Il ministero della salute nel 2002 ha autorizzato la sperimentazione del RITALIN, un farmaco "dedicato" ai bambini che si appresta entro sei mesi a invadere il mercato italiano. Gli psichiatri affermano che esiste una malattia psichiatrica dell'infanzia che consiste essenzialmente nel fatto che alcuni bambini sono distratti e molto vivaci. E' bene ricordare che la definizione di una nuova malattia nel DSM (manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali) non richiede vere prove scientifiche.
E' sufficiente che si compili una lista di domande, osservando il bambino: bastano sei risposte positive su nove per diagnosticare la ADHD (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder).

Riportiamo alcune delle domande del test riferite ai bambini dai 2 ai 5 anni:
-"muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile?"
-"è distratto facilmente da stimoli esterni?"
-"ha difficoltà a giocare quietamente?"
-"spesso chiacchiera troppo?"
-"spesso spiattella delle risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?"
-"spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?"
Gli psichiatri statunitensi garantiscono l'efficacia del metodo di individuazione del bambino da curare e affermano che sono necessari 16-20 min. di osservazione per essere certi della loro diagnosi. I promotori del RITALIN in Italia affermano che a loro servono dalle 4 alle 5 ore di osservazione, volendo forse dimostrare maggior rigore scientifico rispetto ai colleghi d'oltreoceano.
Avvertiamo quindi genitori e insegnanti: se venissero a dirvi che il vostro bambino presenta questo "disturbo" e che deve essere "trattato", non fidatevi!.

Il Ritalin (definizione biochimica: metilfenidato) è un'anfetamina nota da decenni, usata sia come dimagrante, sia come droga euforizzante; è classificato nella tabella II degli stupefacenti con oppiacei e cocaina.

Ad oggi non esiste una versione scientifica fondata su quale sia il meccanismo biochimico che la sostanza produce sul cervello del bambino. La versione più accreditata è che migliora solo temporaneamente i sintomi (una dose ha durata di 4/5 ore) e che permette di concentrarsi su una attività monotona e ripetitiva.
Vale a dire che il farmaco non compie il miracolo di migliorare le capacità scolastiche o relazionali del bambino o di sviluppare abilità e motivazioni.

Dato che non esiste una eziologia dell' ADHD, la diagnosi è basata su strumenti pericolosamente arbitrari.

Gli enormi interessi economici della casa produttrice fanno temere un uso massiccio di questo farmaco così come già avviene negli USA.

Il RITALIN era famoso tra le comunità Hippy degli anni ' 70, usato per numerose sedute di sballo e da giovani donne per "pseudo cure " dimagranti (con effetti devastanti).
Negli stessi anni gli psichiatri americani "scoprivano" un nuovo "disturbo" nei bambini, l' A.D.H.D. che tradotto in italiano significa "Sindrome da iperattività e deficit di attenzione".
Bambini particolarmente vivaci, o, al contempo, molto distratti nella vita scolastica rivelavano un "disturbo" che trovava la sua spiegazione in ambito patologico. Come per tutte le "malattie" psichiatriche anche per questa fanta-sindrome, A.D.H.D., è stata creata ad hoc, una cura psicofarmacologica.


Il Ritalin è un metil-fenidato che, somministrato, a breve termine aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, ma a medio-lungo termine causa una serie di effetti nocivi e complicazioni.
E' una anfetamina, paradossalmente somministrata ad individui già iperattivi di per sé, che , appunto grazie alle sue qualità di aumentare le prestazioni, contribuisce a far si che l'allievo risulti attento e collaborativo durante le lezioni.
Viene somministrato durante l'anno scolastico, escluso quindi il periodo di ferie estivo e durante le feste. Sovente l'interruzione del trattamento provoca problemi e deve essere sostenuta con altri farmaci e monitorata da controlli medici.
In Italia la comuni psichiatrica italiana chiede a gran voce che il farmaco sia disponibile, vista la crescita esponenziale dei bambini cui viene diagnosticata la sindrome.
L' unico strumento diagnostico per ora utilizzato è un questionario fatto compilare ai genitori, e in cui le domande hanno questo tenore:
”a. Spesso il bambino non fa attenzione sufficiente ai dettagli o fa sbagli di negligenza nei compiti, nelle altre attività lavorative o di altro genere;
b. Spesso ha difficoltà a mantenere la concentrazione durante i compiti o persino nelle attività di gioco;
c. Spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
d. Spesso non segue le indicazioni e non finisce i compiti di scuola o di altro genere(e ciò non è dovuto a ribellione aperta o al non aver compreso le istruzioni);
e. Spesso gli rusulta difficile organizzare compiti e attività;
f. Spesso non ama o addirittura odia o è molto titubante ad impegnarsi in compiti che richiedono uno
sforzo mentale sostenuto;
g. Spesso perde cose necessarie ad effettuare compiti o attività ( per es. la lista dei compiti da fare,
matite e penne, libri, strumenti vari);
h. E’ spesso distratto da stimoli estranei;
i. Dimentica spesso le attività quotidiane;”

Che questa sindrome, sempre che si possa definire tale, si possa curare con altri strumenti che non siamo il farmaco della multinazionale - magari scoprendo le cause del disturbo nelle trasformazioni che l'umanità sta vivendo, che producono inquinamento, intossicazioni, vita frenetica, modificazioni genetiche, radiazioni - non viene preso in considerazione.
La mano lunga del business medico e farmaceutico ha la meglio e così i bambini italiani avranno finalmente la possibilità di rivaleggiare con i loro coetanei statunitensi ed europei nell' ingurgitare anfetamine sin dalla più tenera età.
Quando si presenterà nelle scuole italiane, e anche negli asili - il Ritalin può essere somministrato anche ai bambini di 4 anni - il farmaco causerà dibattiti accesi tra insegnanti, genitori e medici. Tra chi sarà favorevole all' utilizzo del farmaco sui bambini troppo vivaci e dalle prestazioni scolastiche deludenti, e chi invece lotterà per impedirlo. Non sfugge l'importanza del problema che investe soprattutto genitori ed insegnanti, sovente inconsapevoli che dietro una innocente pastiglia dagli effetti così miracolosi, si celino invece da un lato complicazioni future nella salute e nello sviluppo psicofisico dei loro figli, dall'altro una delle più selvagge ed agguerrite lotte di multinazionali, il cui bene supremo rimane il profitto.

Pensiamo che la dipendenza da un farmaco "somministrato dallo STATO", contro la libera scelta della persona e in questo caso dei genitori, sia da combattere senza mezzi termini. Organizziamo la disobbedienza alla psichiatria del controllo sociale. Abbattiamo le false sintomatologie come l' ADHD. Organizziamo il rifiuto degli psicofarmaci diretti all' infanzia. Allertiamo genitori ed insegnanti: il Ritalin è funzionale solo alla scuola-azienda! Chiediamo a tutti, a chiunque abbia possibilità di accedere ai mezzi di informazione di accogliere, diffondere e sostenere questo appello.

L' amore, l'ascolto e l'attenzione nei confronti dei nostri figli non potranno mai essere sostituiti da nessun tipo di psicofarmaco e da nessuna altra forma di controllo.
Verso Vienna: non nuovo ma utile
2007/12/05,11:28

La revisione dell’Onu della politica globale sulle droghe illegali: una guida per la partecipazione critica della società civile

Versione 1 – Ottobre 2007. Maggiori informazioni, in inglese, su IDPC.info.

Nella primavera del 2009 i rappresentanti politici di tutte le nazioni si riuniranno a Vienna per decidere la linea politica in materia di controllo internazionale del fenomeno delle droghe.
Il risultato di questo confronto, così come del processo istruttorio che lo precede, è incerto, perché molti stati stanno mettendo in discussione l’approccio penale dominante e la centralità della riduzione dell’offerta nella soluzione dei problemi droga correlati, e stanno invece puntando molto su politiche e approcci che mettano al centro la salute e le conseguenze sociali del mercato illegale e del consumo delle droghe.
Molte associazioni in tutto il mondo stanno ragionando su come partecipare a questo processo, per influenzarne l’esito. La presente Guida per un protagonismo “dal basso” è stata redatta dall’IDPC – International Drug Policy Consortium – per dare alle ONG informazioni su come questo processo si sta strutturando e idee su come sia possibile fare azioni di pressione.
La Guida è stata redatta in settembre ed è una introduzione per comprendere questo processo e capire quali siano i temi posti all’ordine del giorno. Nuovi aggiornamenti saranno prodotti in itinere e nel dicembre 2008 vi sarà una seconda versione, con nuovi contributi dell’IDPC e informazioni attorno all’incontro del marzo 2008 della Commission on Narcotic Drugs.
Nei prossimi 18 mesi l’IDPC organizzerà anche numerose sessioni di lavoro che metteranno i nostri membri nella condizione di discutere i temi, incontrare amministratori e politici, e decidere i passi successivi. Il primo incontro previsto è per gennaio 2008. (Continua)
Umbria: triste primato
2007/12/05,10:46
04-12-2007, ore 19:25:23
 
Italia. Umbria. Morte 30 persone per overdose, 23 nella provincia di Perugia
 
 Lo scorso anno in Umbria hanno perso la vita per overdose 30 persone. Di queste, 23 nella provincia di Perugia e 7 nel Ternano, con un tasso di mortalita' per droga sempre del 5,3 per 100 mila abitanti di eta' compresa tra i 14 e 64 anni. L'86,6 per cento dei morti era di sesso maschile, mentre i 4 casi di morte di donne si sono verificati nella provincia di Perugia, 3 di queste avevano dai 20 ai 34 anni.
Questi ed altri dati sulla consistenza del fenomeno droga in Umbria, ma anche sul consumo di tabacco e alcol, sono stati forniti oggi a Foligno nella conferenza sulle dipendenze.
Le fasce d'eta' piu' colpite dalle morti per droga sono quella dai 20 ai 24 anni (con il 23,3 per cento dei decessi) e quella tra i 40 e 44 anni, con la stessa percentuale. Il 16,7 per cento aveva tra i 25 e 29 anni e il 13,3 per cento tra i 30 e i 34 anni.
Dall'esame tossicologico risulta che nel 90 per cento dei casi la sostanza primaria causa della morte e' l'eroina, pura nel 20 per cento dei casi oppure associata alla cocaina (nel 30 per cento dei casi), o all'alcol (nel 26,7per cento).
I tre casi di morte che hanno come causa primaria la cocaina interessano la fascia d'eta' piu' giovane, da 20 a 24 anni, e si sono verificati tutti nella provincia di Perugia. In due casi la cocaina era l'unica sostanza presente all'esame tossicologico, in un caso era invece associata all'alcol.
Il 73 per cento delle persone morte e' risultato residente in Umbria, per i morti nella provincia di Terni la percentuale e' del 100 per cento. Soltanto due morti risultano essere stranieri, mentre gli italiani provenienti da altre regioni sono 6 di cui 3 provenivano dalla provincia di Siena, gli altri da Agrigento, L'Aquila e Roma (un caso per ciascuna provincia).
In Umbria nel 2005 sono stati sequestrati intorno a 65 chili di hashish, 34 di marijuana, 14 di cocaina e 7 di eroina.
Sempre nel 2005, l'11 per cento dei ragazzi di eta' compresa tra i 15 e 24 anni aveva fumato cannabis negli ultimi trenta giorni e dallo 0,9 al 3,7 per cento consumava cannabis quotidianamente. Il 24,7 per cento di giovani tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver fumato cannabis meno di 5 volte negli ultimi 12 mesi, il 5,3 per cento ha consumato cocaina meno di 5 volte, il 2,6 stimolanti e allucinogeni, l'1,8 eroina.
Dal 2000 al 2004 si sono verificati 160 ricoveri per dipendenza da droghe, per il 65 per cento la causa e' stata la dipendenza da oppiacei, mentre i ricoveri per abuso di sostanze senza dipendenza sono stati 143.
La prevalenza di casi di positivita' all'Hiv nelle persone seguite dai servizi per le dipendenze e' stata di 105 casi, il 3,2 per cento del totale degli utenti.
Quanto ai reati per droga, sempre nel 2005 le persone segnalate all'autorita' giudiziaria per reati correlati a stupefacenti sono state 538, il 90 per cento maschi, l'1,7 per cento minorenni, il 46 per cento stranieri. Nel 73,5 per cento dei casi e' scattato l'arresto.
Nel 2004 le segnalazioni alle prefetture per possesso di stupefacenti sono state 770, il 50,7 per cento era di fuori regione e il 49 per cento era in possesso di sostanze leggere.
Per quanto riguarda i detenuti nei quattro istituti penitenziari regionali, 286 (il 28 per cento) avevano problemi di droga.
Il numero totale degli utenti in cura ai servizi pubblici (sempre nel 2004) per le dipendenze era di 3.315. Con un'utenza di 59 soggetti per 10 mila abitanti di eta' compresa tra 15 e 64 anni, l'Umbria si colloca al di sopra della media nazionale per il tasso di utenti in trattamento. L'84 per cento dei soggetti in trattamento era di sesso maschile e per l'85,4 per cento la sostanza primaria di consumo e' l'eroina, per il 7,2 per cento la cannabis, per il 6,2 per cento la cocaina, lo 0,4 per cento aveva fatto uso di ecstasy e lo 0,4 per cento di benzodiazepine.
Nel 2005 in Umbria sono stati venduti un milione 254.771 chilogrammi di prodotti del tabacco, di cui il 98 per cento erano sigarette. Il consumo di tabacco generalmente ha inizio in giovane eta': sempre nel 2005 il 44 per cento della popolazione scolare umbra di eta' compresa tra i 15 e 19 anni, ha dichiarato di aver consumato tabacco negli ultimi 12 mesi. Nel 2003 il 22,1 per cento dei quattordicenni umbri si dichiarava fumatore. Dal 1993 al 2003 i fumatori maschi sono passati dal 30, 9 per cento al 26 per cento, mentre le fumatrici sono aumentate dal 17,7 per cento al 18,5, una percentuale piu' alta in Umbria rispetto all'Italia. Nel 2004 le ragazze umbre, di eta' compresa tra i 15 e i 19 anni occupavano, con il 23 per cento, il quarto posto di tutte le regioni italiane per un consumo giornaliero di 5 sigarette, i ragazzi della stessa eta', con il 18 per cento occupavano il 15/o posto. I ricoveri attribuibili al fumo hanno avuto un andamento in leggera diminuzione dal 2001 al 2003 con 27 mila 725 ricoveri nel 2001, 26 mila 302 nel 2003.
Nel caso del consumo di alcol nel 2005 erano in trattamento nei servizi pubblici per problemi alcocorrelati mille 699 utenti, in costante aumento dal 1995. Nel 2003 si stimava che 500 persone e le loro famiglie frequentassero gruppi di auto-mutuo-aiuto per problemi alcolcorrelati. Nel 2003 il tasso di ospedalizzazione per diagnosi attribuibili all'alcol era di 125 ricoveri per 100 mila abitanti, in calo rispetto a 153 del 2000. Negli anni 2000-2004 il tasso di mortalita' medio per cirrosi alcolica del fegato e' stato dell'1,0 per 100 mila abitanti maschi e 0,4 per le femmine. Nel 2005 l'85,8 per cento dei ragazzi e l'86,4 per cento delle ragazze di eta' compresa tra i 15 e 19 anni che frequentano la scuola dichiarava di aver consumato alcol nell'anno, il 39,9 per cento di essersi ubriacato da 1 a 5 volte nell'anno, il 7 per cento delle ragazze e il 12 per cento dei ragazzi ha dichiarato piu' di 5 episodi di ubriacatura nell'anno.
 
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