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a cura di M.D.M.A. Roma

Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
2007/11/22,19:46
Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
 
  La cannabis resta la droga piu' consumata nel mondo e in Europa, ma la cocaina e' in crescita e sta diventando un problema sociale nel Vecchio continente. E' quanto emerge dal rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo sulla droga di Lisbona, pubblicato oggi a Bruxelles.

"In alcuni Stati membri la domanda di trattamenti per l'uso di cocaina e' aumentata marcatamente negli ultimi anni, e in alcuni Stati, citta' e regioni supera perfino quella per l'uso di oppiacei (eroina)". E "benche' la maggior parte dell'uso resti di natura 'ricreativa', c'e' il timore che questa droga stia diventando piu' popolare fra gruppi sociali svantaggiati". Una tendenza confermata anche dal prezzo della 'coca', che e' dato in diminuzione nel periodo 2000-2005.

D'altronde, le cifre dell'Osservatorio parlano chiaro: almeno il 3,7% della popolazione europea adulta (15-64 anni) ha fatto uso della polvere bianca almeno una volta nella vita, cioe' 12 milioni di persone, di cui 7,5 sono giovani fra 15 e 34 anni.
Certo, si e' ancora lontani dalla cifra corrispondente per la cannabis (70 milioni, circa il 22% della popolazione), ma notoriamente gli effetti della cocaina sono molto piu' devastanti.

Anche i numeri dei sequestri confermano l'incremento dell'uso della cocaina: nel 2005, secondo il rapporto Ue ne sono state sequestrate 756 tonnellate in tutto il mondo, di cui 107 in Europa. Di questi, poi, quasi la meta' in Spagna. E proprio la Spagna e', assieme a Italia e Gran Bretagna, ai primi posti nel consumo, sia di 'coca' che di 'erba' e 'fumo': il 3% degli spagnoli ammette di aver usato cocaina nell'ultimo anno, in Italia e Gran Bretagna piu' del 2%. E in tutti e tre i paesi - che significativante sono gli unici per cui siano disponibili statistiche in merito - ci sono fra i tre e i sei consumatori di cocaina 'problematici' (cioe' non occasionali, che richiedono trattamenti) su 1000 adulti.

In termini di quantita', la cannabis resta pero' la 'droga regina'. Nell'ultimo anno l'hanno consumata l'11,2% di spagnoli e italiani e l'8,7% dei britannici. Nel 2005 i sequestri globali di resina da cannabis (hashish) sono stati 1302 tonnellate, quelli di foglie di cannabis (marijuana) ben 4644 tonnellate, anche se entrambe le cifre sono inferiori a quelle del 2004. In Europa, la parte dei sequestri di resina nel 2005 e' stata di 909 tonnellate, di cui tre quarti del volume in Spagna. La marijuana invece, tradizionalmente meno diffusa in Europa che negli Stati uniti, appare in crescita negli ultimi anni, ma resta molto meno diffusa: nel 2005 nell'Ue sono state sequestrate 13,6 tonnellate di piante.
PERCHè MIO FIGLIO è MORTO?
2007/11/22,09:43

PERCHè MIO FIGLIO è MORTO?

Cari amici de il manifesto, sono il papà di Aldo Bianzino (morto di percosse nel carcere di Perugia il 23/10 dopo essere stato arrestato per detenzione di marijuana, ndr), vi chiamo amici perché, pur non conoscendovi personalmente, vi ho sentiti vicini nella tragedia che ci ha colpiti. Io e mia moglie desideriamo vivamente ringraziare voi e tutti coloro che hanno seguito e raccontato i fatti. Un grazie va a Luigi Manconi, al quale in particolare ci affidiamo perché non molli e faccia di tutto per arrivare alla verità e identificre i colpevoli, e alla signora Maria Ciuffi, la mamma di Marcello Lonzi che era stata colpita da una tragedia uguale e che ci ha scritto una lettera che voi avete pubblicato. Unisco a questa lettera alcune mie riflessioni delle quali mi assumo in ogni caso tutta la responsabilità scaricando eventualmente voi.
1. Quelli che hanno massacrato Aldo si sono comportati come i componenti della famigerata banda Kock, o come gli aguzzini di Videla o di Pinochet. In quella gente però c'era una diversità: combatteva, in modo ignobile, contro qualcuno, aveva una parte avversa, inerme e debole, ma comunque avversa, che stava «dall'altra parte», che, almeno ai loro occhi, si configurava come «nemico». Lungi dall'essere una giustificazione, questa se non altro può essere una spiegazione. Ma Aldo, di chi poteva essere «parte avversa»?
2. Il direttore del carcere chiama se stesso e la sua organizzazione fuori da ogni colpa: ma in quel carcere, che si definisce «di sicurezza», non era forse lui prima di tutti il responsabile di ciò che avveniva, della vita e della salute di chi gli era stato affidato? Si possono paragonare tra loro l'illegalità (secondo la legge italiana attuale) di coltivare piante di cannabis e le sevizie mortali (materiali, mentali, morali) inflitte ad un uomo? Eppure si sente già aleggiare, tra i «benpensanti», la gente «per bene», che in fondo era un drogato, quindi aveva le sue colpe. La legge infame di cui sopra, tra l'altro, accomuna marijuana e crack, eroina, cocaina, etc.: è come paragonare la camomilla ai barbiturici. Quanto al tenore di cannabinolo contenuto nelle piantine coltivate ai nostri climi, per una pianta che, a quanto mi risulta, è acclimatata bene in Libano e in Messico, credo ci sarebbe da discutere. Per l'accusa di spaccio, basta ricordare che la perquisizione in casa di Aldo ha fatto trovare in tutto 30 (trenta!) euro. E Aldo non aveva conto in banca o in posta.
3. Mi dicono che il Pm che ha in mano l'inchiesta sia una persona seria, che vuole andare a fondo e trovare i colpevoli. Ma è quello stesso che ha fatto arrestare Aldo e la sua compagna. Possibile che non avesse saputo che così facendo avrebbe lasciato soli in una casa isolata sull'Appennino un minore (quattordicenne) con la nonna ultranovantenne dalla salute precaria?
4. Non ho nessuna fiducia che si arrivi a stabilire la verità tramite la «giustizia» italiana. Abbiamo troppi esempi in cui lo stato italiano ha coperto le colpe di delitti e stragi su cui aveva interesse che la verità non venisse fuori. Mi vengono in mente Piazza Fontana, Brescia, Bologna, l'Italicus, Ustica, il G8 di Genova, l'assassinio di Pinelli, in cui il primo responsabile a sua volta è stato messo a tacere in un modo che ricorda parecchio il caso Kennedy, mandando poi in galera gente che probabilmente non c'entrava affatto. Voglio vedere (ma vorrei non vedere) se anche qui trionferà la logica degli omissis (magari non dichiarati) del segreto di stato, della vergogna. Siamo sicuri che tutte le morti avvenute in carcere in questi anni e catalogate come «suicidio» siano state veramente tali?
5. C'è un pezzo per pianoforte di Robert Schumann, triste, ma di una tristezza quasi incredula, che ripete, in vari toni, la stessa frase musicale che è una disperata domanda: si intitola «Warum?», perché?

Giuseppe Bianzino


 
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