STREETANTIPRO07

MUOVITI VELOCE... IL PROIBIZIONISMO E' SULLE TUE TRACCE
a cura di M.D.M.A. Roma

MORTI SILENZIOSE
2007/11/13,18:09
Lettera di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi morto nel
carcere di Livorno l'11 luglio 2003, ai parenti di Aldo Bianzino
morto nel carcere di Perugia il 14 ottobre 2007.
Pubblicata dal "Manifesto" del 28/10/07



MORTI SILENZIOSE

Sono la mamma di Marcello Lonzi, morto nel carcere
delle Sughere l'11 luglio 2003. Voglio mandare un
forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino,
morto nel carcere di Perugia. Vi sono vicina nel dolore
e nella rabbia. Ma vorrei dirvi, non mollate. Capisco
che non è facile, ma io da 4 anni sto combattendo per
avere giustizia. Anche per mio figlio (morte naturale),
se non era per le ferite al volto, ci sarei caduta. Un anno
fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non
aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto,
due buchi profondi alla testa sino all'osso, mandibola
fratturata, non si può definire la sua morte naturale.
Anche io fui avvertita con 12 ore di ritardo e c'è stata
un'archiviazione. Ma non ho accettato e ho combattuto
contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera
risposta. Non credo alle parole del sostituto procuratore
Giuseppe Petrazzini, perchè le ho già sentite, ma poi
ci fu un'archiviazione. Ecco perchè vi ripeto non mollate.
All'inizio ci sono state le interrogazioni, tutte quelle belle
parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che
svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perchè?
Perchè? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto, e continui
a guardare quella foto, l'unica cosa che ti è rimasta.
Mi sono chiesta tante volte: perchè quando muore un
detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli
nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li
prende in consegna, e dovrebbe proteggerli. Invece lo
stato li uccide.
Un abbraccio dal profondo del cuore.

MARIA CIUFFI, Pisa
morto per overdose nell'ex livello 57
2007/11/13,01:07
Comunicato stampa
Bologna 12 novembre 2007

DI CHI  E' LA COLPA?
Ieri mattina (11/11/07) nei locali di Via Muggia che
ospitavano le attività dell'ex Livello57 è morto un
giovane magrebino presumibilmente per una overdose.

Rabbia e sgomento per una morte che poteva essere evitata.

Un luogo vivo  frequentato da migliaia di persone per 10
anni, sequestrato e sgomberato dal PM Giovagnoli il 25
luglio 2006 per presunta agevolazione allo spaccio e al
consumo, dopo che per tutto l'anno 2005  il Comune di
Bologna aveva cercato con tutti i mezzi lo sgombero è
stato consegnato al degrado, alla clandestinità, allo
spaccio, alla morte.
Luoghi sottratti a interventi sulla riduzione del danno,
interventi di recupero, di assistenza e informazione
sull'uso e abuso di sostanze sono stati consegnati agli
spacciatori che per anni abbiamo contrastato con alti rischi
per la nostra incolumità. IRRESPONSABILE.

L'attività e il ruolo dei centri sociali contribuisce in
maniera determinante ad arginare la totale assenza di
politiche sui giovani, sui migranti, sui consumatori di
sostanze, sullo sviluppo  urbanistico.

Abbiamo più volte denunciato il degrado in cui era caduto
quel luogo, chiedendo di ritornarne in possesso per evitare
episodi come quello successo ieri mattina, a cui ci è
stato sempre opposto un rifiuto ideologico sulla
possibilità di reiterare i reati a noi contestati e questo
dimostra la natura politica che ha portato al sequestro.
Paradossalmente i sigilli sono stati violati immediatamente
dagli spacciatori mentre noi rischiavamo l'arresto se
avessimo messo piede nella struttura.
E ancora il Comune ha la faccia tosta di minacciare la
rescissione della convenzione per il mancato pagamento dei
canoni d'affitto nel periodo del sequestro, vediamo se
l'assessore Merola ha il coraggio di chiedere quei soldi a
chi ha realmente usufruito di quella struttura: gli
spacciatori.

Chiediamo con forza la riconsegna dei locali inutilmente
sotto sequestro all'Associazione Livello 57   per riportarli
di nuovo alla socialità, alla solidarietà e alla vita.

Associazione Livello 57.........


Il Bologna                - pagina 22  -
12 Novembre 2007

La polemica. Giovane senza vita nella struttura che fu sede del centro
sociale: ora lì ci stanno gli spacciatori
Ragazzo muore per un’overdose.
l’ex Livello:”l’area è un colabrodo”
-  Picciolo attacca:
«Abbiamo denunciato Mesi fa che quello spazio era fuori controllo»
??ologna
Morte per overdose nell’ex centro sociale del Livello 57.

? Un uomo è stato trovato morto ieri mattina negli spazi di via Muggia dove
un tempo c'era il centro sociale Livello 57,ora sotto sequestro giudiziario.

Si tratta di una persona giovane, non aveva i documenti con sé ma
probabilmente eradel nord Africa.
Sul suo corpo il medico legale non ha trovato segni di violenza, la morte
potrebbe essere dovuta ad un’overdose anche se le certezze arriveranno dall’
autopsia disposta dal magistrato di turno Giuseppe
Di Giorgio.
 Il portavoce dell’ex centro sociale RosarioPicciolo attacca «abbiamo
denunciato già mesi fa che quello
spazio era fuori controllo».
È stato un altro uomo a chiamare il 118 nelle prime ore della mattinata e
quando il personale sanitario è arrivato, ha avvisato le forze di polizia.
Il ragazzo era senza vita sul letto di quello che evidentemente era
diventato il suo riparo di fortuna.
L’area confina da una parte con la ferrovia e dall’altra con il centro
residenziale di Borgo Masini e non è difficile entrarci.
Il vecchio ingresso del Livello 57 in viale Berti è spesso aperto e il
cancello verde è facilmente aggirabile. Ma lo spazio si può raggiungere
anche camminando lungo i binari e da via Muggia, lì si può scavalcare
agevolmente un altro ingresso.
Qualche mese fa gli attivisti del Livello avevano denunciato che quello
sotto il ponte di via Stalingrado
era diventato un ricovero per spacciatori.
«È un vero paradosso» sottolinea Picciolo «a noi era vietato entrare perché
potevamo essere accusati di aver violato i sigilli, ma intanto c’era un via
vai continuo di persone ».
Questo spazio assieme all’altro di via Battirame erano stati assegnati all’
associazione che gestiva il centro sociale durante l’amministrazione di
centro destra e sono stati sequestrati l’anno scorso da un provvedimento del
pm Paolo Giovagnoli che ha messo sotto inchiesta sei persone per detenzione
e spaccio di stupefacenti.

«A CHI  VA DATA LA COLPA di questa morte? Quel posto è un colabrodo, hanno
tolto i presunti spacciatori che saremmo stati noi per metterci quelli veri»
prosegue Picciolo critico verso la procura e l’amministrazione comunale.
L’assessore Virginio Merola ha recentemente chiesto all’ex centro socialedi
pagare i mesi arretrati di affitto altrimenti straccerà la convenzione.
Anche il presidente del quartiere San Vitale Carmelo Adagio conferma che gli
era stato segnalato che le due aree erano diventate terra dinessuno. «In via
Battirame ho anche mandato i vigili a controllare » spiega Adagio «mi hanno
detto che c’erano state sicuramente diverse incursioni e che era stato
portato via anche materiale di proprietà del centrosociale». ? ????
 
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