29-11-2007, ore 15:11:59
Italia. Consiglio ministri approva "piano d'azione" contro la droga
Un piano valido un anno, per recuperare il tempo perduto e intanto
preparare quello a piu' lungo respiro, che avra' durata triennale come
vuole l'Europa: e' il Piano italiano di azione sulle droghe, che il
ministro della solidarieta' sociale
Paolo Ferrero ha scritto in
collaborazione con alcuni colleghi di governo, e che l'Ue ci ha chiesto
da tempo visto che l'Italia, insieme a Malta, e' l'unico Paese europeo
a non esserne dotato.
Quello di oggi e' il penultimo step del Piano
d'azione, che dopo l'ok del Consiglio dei ministri dovra' ora
affrontare il vaglio della Conferenza Stato-Regioni ed enti locali. Il
documento prevede per la prima volta una valutazione del raggiungimento
degli obiettivi e un forte coordinamento tra tutti i soggetti impegnati
nell'intervento sulle droghe. Sempre per la prima volta, sara' fatta
una mappatura delle risorse e del sistema dei servizi per le
dipendenze; saranno anche definiti i criteri per trasformare i servizi
a fronte delle nuove forme di consumo, includendo oltre a sostanze
stupefacenti come la cocaina e le droghe sintetiche anche il doping e
il gioco d'azzardo patologico.
Cinque gli assi sui quali e'
incardinato il piano, che copre tutto il 2008: coordinamento nazionale
e interregionale; riduzione della domanda; riduzione dell'offerta;
cooperazione internazionale; informazione, ricerca, valutazione.
COORDINAMENTO - Prevista la creazione di un coordinamento permanente
tra le amministrazioni centrali, regionali e locali competenti e la
ricostituzione del Coordinamento tecnico tra le Regioni in materia di
droga. Una delle grosse novita' e' la valutazione del raggiungimento
degli obiettivi indicati nel Piano, che sara' attuata mediante la
stesura di un report indicante le criticita' e i suggerimenti per il
Piano triennale.
RIDUZIONE DOMANDA - Si prevede la creazione di
Piani d'azione regionali di durata pluriennale. Nei locali di
divertimento, i servizi per le dipendenze faranno interventi di
'prevenzione selettiva' rivolti ai consumatori. Sara' istituito
l'Osservatorio sul disagio giovanile legato alle dipendenze. Si fara'
una mappatura del sistema dei servizi, che servira' a definire i
criteri per riformarli, anche a fronte di nuove forme di consumo come
la cocaina, le droghe sintetiche, le sostanze dopanti e il gioco
d'azzardo. Poi ancora definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza
per le dipendenze patologiche, produzione di linee guida sulla
riduzione del danno e individuazione delle tipologie di intervento che
possono, da sperimentali, diventare stabili, oltre al coinvolgimento
dei medici di base nel trattamento delle persone dipendenti, in
collaborazione con i Sert.
BOLLINI CONTRO GIOCO PATOLOGICO E DOPING
- Previsti accordi con le associazioni dei gestori di slot machine, per
sensibilizzarli alle problematiche del gioco patologico e farli aderire
a un codice di auto-regolamentazione: i locali che si adegueranno
avranno una sorta di bollino di qualita', una certificazione di 'locale
libero da gioco patologico'. Stesso percorso per le palestre: accordi
con le associazioni di categoria per sensibilizzare i gestori alle
problematiche del doping e rilascio finale della certificazione di
'palestra sicura'.
RIDUZIONE OFFERTA - Obiettivo principale e'
migliorare gli interventi repressivi di contrasto alla produzione e al
traffico, concentrandosi sulla criminalita' organizzata.
Previsti
accordi di cooperazione transnazionali. Tra le curiosita', la modifica
della legge attuale sulla droga (309/90) per consentire la coltivazione
della canapa sativa (la pianta da cui si ricava la fibra, non quella da
cui si ottiene l'hashish) 'a fini leciti'. Da segnalare anche la lotta
al traffico di droghe via Internet, anche attraverso una mirata
revisione normativa (come gia' avvenuto per la pedopornografia).
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE - Prevista l'assistenza finalizzata alla
creazione di attivita' economiche alternative alle coltivazioni
illegali (ad esempio l'aiuto ai contadini afghani per trasformare le
colture di oppio).
INFORMAZIONE - Previsto l'avvio del nuovo
Sistema Informativo Nazionale Dipendenze (Sind), un nuovo modello di
raccolta dati sui consumi. Il piano vuole anche attivare in via
sperimentale il Sistema di Allerta Rapido (Early Warning System)
nazionale, in linea con quanto previsto in ambito europeo: si tratta,
in sostanza, di raccogliere, validare e diffondere le informazioni,
fornite dagli operatori delle dipendenze, sulle nuove sostanze che
compaiono sul mercato o su sostanze tagliate in modo da essere
pericolose, sulle nuove tendenze e i nuovi fenomeni. Per quanto
riguarda le sostanze dopanti, infine, si prevede un'azione di
informazione da attuare per telefono e attraverso i mass media: in
pratica, una sorta di numero verde sul doping.
'Entro fine anno
si avviera' finalmente la discussione in seno al Governo per superare
la legge Fini-Giovanardi sulla droga'. A darne l'annuncio e' stato lo
stesso Ferrero.
"Per la prima volta in Italia abbiamo uno
strumento utile per definire una politica organizzativa sulla droga,
che coinvolge tutti i ministeri e permette anche alle Regioni di
rispondere delle politiche di intervento sulle dipendenze".
Francesco Piobbichi
(Rifondazione comunista), responsabile delle politiche sociali del suo
partito, saluta positivamente il piano nazionale di azione sulle
droghe, varato oggi dal Consiglio dei ministri. "Consente di avviare
una strategia coerente e di riprogrammare le politiche in maniera piu'
efficace- prosegue Piobbichi-, eravamo l'unico Paese che non si era
dotato di piano antidroghe, eredita' della legislazione di
centrodestra". Sicuramente, prosegue l'esponente di Rifondazione, "nel
piano ci sono linee guida che possono prefigurare un ampliamento delle
politiche di prevenzione, ma bisogna anche fare un secondo passaggio,
intervenendo sulla legge Fini- Giovanardi, per fare in modo che la
sperimentazione sul trattamento terapeutico dell'eroina, che gia' c'e'
in molte parti d'Europa, possa essere sperimentata anche da noi".
Secondo l'esponente "occorre ridurre la possibilita' che si faccia
'vita da tossicodipendenti' fuori dai servizi. Anche le 'stanze del
buco' andrebbero sperimentate, perche' abbiamo un trend in crescita di
overdose". Rispetto al piano, Piobbichi apprezza, in particolare,
l'attivazione in via sperimentale dell' 'Early warning system', il
sistema di allerta rapido: "Le sostanze possono essere in qualche modo
individuate dai servizi e pubblicizzate rispetto alla loro
composizione. Oggi, per esempio, non possiamo piu' parlare di cocaina
ma di cocaine".
La legge Fini-Giovanardi, secondo Piobbichi, "non
e' servita a scoraggiare i consumi, aumenta, infatti di molto la
cocaina, anche per il fatto che sono state messe nella stessa tabella
droghe pesanti e leggere. Cosi' i giovani le assumono, tanto, dicono,
'tutte le droghe sono uguali'". Occorre quindi intervenire perche' la
legge attuale rimane, secondo Piobbichi, "il punto debole" rispetto al
piano.
"La situazione di stallo sulla legge e' grave- conclude- e
la responsabilita' di questo e' anche di Prodi, c'era un programma, ma
non c'e' la voglia di capire come bisogna andare avanti".
"Il
ministro Ferrero ha forse seguito le indicazioni di qualche suo
conoscente abile nella coltivazione della canapa? Fa bella mostra di un
piano d'azione contro le tossicodipendenze mal celandosi come salvatore
dell'Italia, mentre le sue intenzioni vanno nella direzione opposta".
E' il giudizio di
Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza
nazionale sul piano nazionale contro le droghe varato oggi dal
Consiglio dei ministri. "Prova ne e'- continua Gasparri- la modifica
della legge 309/90 che dietro il via libera alla coltivazione della
canapa sativa nasconde l'intenzione di estendere la coltura anche alla
canapa dalla quale si ottiene l'hashish. Quanto al piano- incalza-
Ferrero mente spudoratamente perche' il governo di centrodestra aveva
approvato, proprio in Consiglio dei ministri, un piano d'azione, che ha
pero' trovato l'ostruzionismo delle Regioni 'rosse' che ne hanno
impedito l'approvazione. Lo stesso iter che dovra' superare il piano
appena presentato".
E' poi ovvio, secondo il parlamentare di via
della Scrofa, "che senza una discussione politica seria sulle
tossicodipendenze il piano da solo non basta. E Ferrero sa bene che la
maggioranza e' troppo spaccata per offrirgli una stampella appoggiando
una legge sulla droga lasciva, che abolisce le tabelle per il consumo
personale e facilita lo spaccio. Intanto- conclude- assistiamo solo
all'ennesimo bluff".
(Continua)
L'Ue smonta il proibizionismo
2007/11/23,10:48
L'Ue smonta il proibizionismo
Il dossier dell'Osservatorio di Lisbona sulle droghe che sarà presentato oggi a Bruxelles
70
milioni di europei hanno fumato cannabis: Italia al primo posto, la
«tollerante» Olanda in coda. Ma il vero boom è quello della cocaina. E
ora si teme l'eroina in arrivo dall'Afghanistan, dove la produzione è
stata da record
Alberto D'Argenzio
Bruxelles
Settanta milioni di europei hanno consumato
cannabis nella loro vita, oltre 12 milioni hanno sniffato cocaina, 11
milioni ha preferito come eccitanti le amfetamine e 9,5 milioni
l'ecstasy. E una considerazione: le politiche repressive non fanno
diminuire i consumi, anzi li accrescono. I numeri sono quelli del
Rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo sulla droga, che verranno
presentati questa mattina al Parlamento europeo. Si tratta di cifre che
indicano chiaramente, anche per quest'anno, come il consumo di droghe
non diminuisca, anzi aumenti. La domanda è trainata dalla cocaina, ma
anche le droghe sintetiche dimostrano di avere di fronte un mercato in
continua crescita mentre si mantiene stabile l'uso di eroina, ma
attenzione: l'anno scorso c'è stato un boom della produzione in
Afghanistan, il che potrebbe portare a ricadute in Europa.
«Aumenta
la quantità e diminuisce l'età», ha riassunto ieri il direttore
dell'Osservatorio Wolfgang Gotz di fronte alla Commissione libertà
civili del Parlamento europeo. Sempre più giovani consumano tanto che,
si legge nel rapporto, circa 4.000 under 15 sono attualmente in
trattamento per droga. Record ben poco positivi che però dimostrano
ancora una volta come le politiche repressive siano state sconfitte dai
fatti. Uno su tutti: nell'Olanda dei coffeeshop il consumo di cannabis
si piazza sotto la media europea. Ed è invece l'Italia della dose
ultraminima a far registrare il maggior numero di fumatori di erba e
hashish. Ci dobbiamo invece accontentare del terzo posto, dietro a
Spagna e Regno unito, per la cocaina. Ma siamo in crescita, come tutta
Europa.
A impressionare i tecnici dell'Osservatorio sono proprio i
dati sulla cocaina. L'analisi targata 2006 indicava in 3,5 milioni gli
europei che ne avevano fatto uso negli ultimi 12 mesi, adesso sono 4,5
milioni. Si arriva a superare i 12 milioni contando chi ha sniffato
almeno una volta nella sua vita, ossia circa il 4% della popolazione
adulta. L'ultimo allarme è che i consumatori sono sempre più giovani:
«L'aumento viene registrato in tutti i paesi soprattutto nella fascia
di età dai 15 ai 34 anni». Ancora peggio va in Spagna e Regno unito,
con una forte crescita dell'uso «già tra i 15 e 24 anni». E subito
dietro si piazzano italiani e danesi, seguiti a ruota dai tedeschi.
Uno
degli elementi che spiega la popolarità della cocaina è nel prezzo, in
costante calo dall'inizio del nuovo millennio. Secondo il Rapporto un
grammo costa tra i 45 e i 120 euro, anche se di media nei 29 paesi
analizzati (i 27 più Norvegia e Turchia) varia tra i 50 e gli 80.
Scende il costo e cala anche la purezza, assicura sempre
l'Osservatorio, con livelli medi che variano tra il 30 e il 60%.
Aumenta il consumo ed esplode il numero di richieste di trattamento:
nel 2005 sono arrivate 48.000 domande, il 13% del totale delle cure per
droghe. E la percentuale cresce al 35% in Olanda e al 42% in Spagna,
dove la cocaina ha ormai superato l'eroina nella classifica dei
trattamenti. La gran parte di chi sceglie di disintossicarsi ha
iniziato a sniffare giovanissimo.
Se il consumo di cocaina è ormai
secondo solo alla cannabis a livello europeo, in alcuni paesi sono le
droghe sintetiche a conquistare la piazza d'onore. Oltretutto si tratta
di prodotti made in Europe: Belgio, Olanda, Polonia, Estonia e Lituania
sfornano amfetamine; Repubblica Ceca, Slovacchia e Moldova
metamfetamine. Il consumo delle droghe sintetiche è impressionante tra
i giovani estoni, britannici, danesi, ungheresi e norvegesi, ma il
record spetta ai cechi con il 14,6% di giovani adulti che si è
impasticcato almeno una volta in vita sua.
L'Italia guida invece,
assieme alla Spagna, la lista europea dei consumatori di cannabis con
l'11,2% degli adulti che ha fumato uno spinello nell'ultimo anno. La
percentuale lievita fino al 29,3% se si considera chi l'ha fatto almeno
una volta nella sua vita. Poi vengono la Repubblica Ceca (che ha però
il record di giovani fumatori: il 28% nell'ultimo anno), il Regno
unito, Francia, Austria e Germania. E quindi l'Olanda, sotto la media,
e che comunque indica una bassa percentuale giovanile. Dati che fanno
dire al rapporto che «non è facile intravedere una relazione diretta o
semplice tra politiche di applicazione della legge e prevalenza
generale del consumo di cannabis». Una brutta frase, buona però per
dire che le leggi repressive non diminuiscono assolutamente il consumo.
Anzi.
Il Manifesto 22/11/07
Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
2007/11/22,19:46
Ue. Osservatorio sulla droga: esplode popolarita' cocaina
La cannabis resta la droga piu' consumata nel mondo e in Europa, ma la
cocaina e' in crescita e sta diventando un problema sociale nel Vecchio
continente. E' quanto emerge dal rapporto 2007 dell'Osservatorio
europeo sulla droga di Lisbona, pubblicato oggi a Bruxelles.
"In alcuni Stati membri la domanda di trattamenti per l'uso di cocaina
e' aumentata marcatamente negli ultimi anni, e in alcuni Stati, citta'
e regioni supera perfino quella per l'uso di oppiacei (eroina)". E
"benche' la maggior parte dell'uso resti di natura 'ricreativa', c'e'
il timore che questa droga stia diventando piu' popolare fra gruppi
sociali svantaggiati". Una tendenza confermata anche dal prezzo della
'coca', che e' dato in diminuzione nel periodo 2000-2005.
D'altronde, le cifre dell'Osservatorio parlano chiaro: almeno il 3,7%
della popolazione europea adulta (15-64 anni) ha fatto uso della
polvere bianca almeno una volta nella vita, cioe' 12 milioni di
persone, di cui 7,5 sono giovani fra 15 e 34 anni.
Certo, si e'
ancora lontani dalla cifra corrispondente per la cannabis (70 milioni,
circa il 22% della popolazione), ma notoriamente gli effetti della
cocaina sono molto piu' devastanti.
Anche i numeri dei
sequestri confermano l'incremento dell'uso della cocaina: nel 2005,
secondo il rapporto Ue ne sono state sequestrate 756 tonnellate in
tutto il mondo, di cui 107 in Europa. Di questi, poi, quasi la meta' in
Spagna. E proprio la Spagna e', assieme a Italia e Gran Bretagna, ai
primi posti nel consumo, sia di 'coca' che di 'erba' e 'fumo': il 3%
degli spagnoli ammette di aver usato cocaina nell'ultimo anno, in
Italia e Gran Bretagna piu' del 2%. E in tutti e tre i paesi - che
significativante sono gli unici per cui siano disponibili statistiche
in merito - ci sono fra i tre e i sei consumatori di cocaina
'problematici' (cioe' non occasionali, che richiedono trattamenti) su
1000 adulti.
In termini di quantita', la cannabis resta pero'
la 'droga regina'. Nell'ultimo anno l'hanno consumata l'11,2% di
spagnoli e italiani e l'8,7% dei britannici. Nel 2005 i sequestri
globali di resina da cannabis (hashish) sono stati 1302 tonnellate,
quelli di foglie di cannabis (marijuana) ben 4644 tonnellate, anche se
entrambe le cifre sono inferiori a quelle del 2004. In Europa, la parte
dei sequestri di resina nel 2005 e' stata di 909 tonnellate, di cui tre
quarti del volume in Spagna. La marijuana invece, tradizionalmente meno
diffusa in Europa che negli Stati uniti, appare in crescita negli
ultimi anni, ma resta molto meno diffusa: nel 2005 nell'Ue sono state
sequestrate 13,6 tonnellate di piante.
PERCHè MIO FIGLIO è MORTO?
2007/11/22,09:43
PERCHè
MIO FIGLIO è MORTO?
Cari
amici de il manifesto, sono il papà di Aldo Bianzino (morto di
percosse nel carcere di Perugia il 23/10 dopo essere stato arrestato
per detenzione di marijuana, ndr), vi chiamo amici perché, pur
non conoscendovi personalmente, vi ho sentiti vicini nella tragedia
che ci ha colpiti. Io e mia moglie desideriamo vivamente ringraziare
voi e tutti coloro che hanno seguito e raccontato i fatti. Un grazie
va a Luigi Manconi, al quale in particolare ci affidiamo perché
non molli e faccia di tutto per arrivare alla verità e
identificre i colpevoli, e alla signora Maria Ciuffi, la mamma di
Marcello Lonzi che era stata colpita da una tragedia uguale e che ci
ha scritto una lettera che voi avete pubblicato. Unisco a questa
lettera alcune mie riflessioni delle quali mi assumo in ogni caso
tutta la responsabilità scaricando eventualmente voi.
1.
Quelli che hanno massacrato Aldo si sono comportati come i componenti
della famigerata banda Kock, o come gli aguzzini di Videla o di
Pinochet. In quella gente però c'era una diversità:
combatteva, in modo ignobile, contro qualcuno, aveva una parte
avversa, inerme e debole, ma comunque avversa, che stava «dall'altra
parte», che, almeno ai loro occhi, si configurava come
«nemico». Lungi dall'essere una giustificazione, questa
se non altro può essere una spiegazione. Ma Aldo, di chi
poteva essere «parte avversa»?
2. Il direttore del
carcere chiama se stesso e la sua organizzazione fuori da ogni colpa:
ma in quel carcere, che si definisce «di sicurezza», non
era forse lui prima di tutti il responsabile di ciò che
avveniva, della vita e della salute di chi gli era stato affidato? Si
possono paragonare tra loro l'illegalità (secondo la legge
italiana attuale) di coltivare piante di cannabis e le sevizie
mortali (materiali, mentali, morali) inflitte ad un uomo? Eppure si
sente già aleggiare, tra i «benpensanti», la gente
«per bene», che in fondo era un drogato, quindi aveva le
sue colpe. La legge infame di cui sopra, tra l'altro, accomuna
marijuana e crack, eroina, cocaina, etc.: è come paragonare la
camomilla ai barbiturici. Quanto al tenore di cannabinolo contenuto
nelle piantine coltivate ai nostri climi, per una pianta che, a
quanto mi risulta, è acclimatata bene in Libano e in Messico,
credo ci sarebbe da discutere. Per l'accusa di spaccio, basta
ricordare che la perquisizione in casa di Aldo ha fatto trovare in
tutto 30 (trenta!) euro. E Aldo non aveva conto in banca o in
posta.
3. Mi dicono che il Pm che ha in mano l'inchiesta sia una
persona seria, che vuole andare a fondo e trovare i colpevoli. Ma è
quello stesso che ha fatto arrestare Aldo e la sua compagna.
Possibile che non avesse saputo che così facendo avrebbe
lasciato soli in una casa isolata sull'Appennino un minore
(quattordicenne) con la nonna ultranovantenne dalla salute
precaria?
4. Non ho nessuna fiducia che si arrivi a stabilire la
verità tramite la «giustizia» italiana. Abbiamo
troppi esempi in cui lo stato italiano ha coperto le colpe di delitti
e stragi su cui aveva interesse che la verità non venisse
fuori. Mi vengono in mente Piazza Fontana, Brescia, Bologna,
l'Italicus, Ustica, il G8 di Genova, l'assassinio di Pinelli, in cui
il primo responsabile a sua volta è stato messo a tacere in un
modo che ricorda parecchio il caso Kennedy, mandando poi in galera
gente che probabilmente non c'entrava affatto. Voglio vedere (ma
vorrei non vedere) se anche qui trionferà la logica degli
omissis (magari non dichiarati) del segreto di stato, della vergogna.
Siamo sicuri che tutte le morti avvenute in carcere in questi anni e
catalogate come «suicidio» siano state veramente tali?
5.
C'è un pezzo per pianoforte di Robert Schumann, triste, ma di
una tristezza quasi incredula, che ripete, in vari toni, la stessa
frase musicale che è una disperata domanda: si intitola
«Warum?», perché?
Giuseppe
Bianzino
video del corteo per aldo
2007/11/21,11:46
Video 1 _ http://it.youtube.com/watch?v=qZPbH_ujlG4
Video 2 _ http://it.youtube.com/watch?v=_3pHwcUGulE
Video 3 _ http://it.youtube.com/watch?v=p33Itic5lb4
Video 4 _ http://it.youtube.com/watch?v=ej41YpmUyJ0
MORTI SILENZIOSE
2007/11/13,18:09
Lettera di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi morto nel
carcere di Livorno l'11 luglio 2003, ai parenti di Aldo Bianzino
morto nel carcere di Perugia il 14 ottobre 2007.
Pubblicata dal "Manifesto" del 28/10/07
MORTI SILENZIOSE
Sono la mamma di Marcello Lonzi, morto nel carcere
delle Sughere l'11 luglio 2003. Voglio mandare un
forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino,
morto nel carcere di Perugia. Vi sono vicina nel dolore
e nella rabbia. Ma vorrei dirvi, non mollate. Capisco
che non è facile, ma io da 4 anni sto combattendo per
avere giustizia. Anche per mio figlio (morte naturale),
se non era per le ferite al volto, ci sarei caduta. Un anno
fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non
aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto,
due buchi profondi alla testa sino all'osso, mandibola
fratturata, non si può definire la sua morte naturale.
Anche io fui avvertita con 12 ore di ritardo e c'è stata
un'archiviazione. Ma non ho accettato e ho combattuto
contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera
risposta. Non credo alle parole del sostituto procuratore
Giuseppe Petrazzini, perchè le ho già sentite, ma poi
ci fu un'archiviazione. Ecco perchè vi ripeto non mollate.
All'inizio ci sono state le interrogazioni, tutte quelle belle
parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che
svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perchè?
Perchè? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto, e continui
a guardare quella foto, l'unica cosa che ti è rimasta.
Mi sono chiesta tante volte: perchè quando muore un
detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli
nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li
prende in consegna, e dovrebbe proteggerli. Invece lo
stato li uccide.
Un abbraccio dal profondo del cuore.
MARIA CIUFFI, Pisa
morto per overdose nell'ex livello 57
2007/11/13,01:07
Comunicato stampa
Bologna 12 novembre 2007
DI CHI E' LA COLPA?
Ieri mattina (11/11/07) nei locali di Via Muggia che
ospitavano le attività dell'ex Livello57 è morto un
giovane magrebino presumibilmente per una overdose.
Rabbia e sgomento per una morte che poteva essere evitata.
Un luogo vivo frequentato da migliaia di persone per 10
anni, sequestrato e sgomberato dal PM Giovagnoli il 25
luglio 2006 per presunta agevolazione allo spaccio e al
consumo, dopo che per tutto l'anno 2005 il Comune di
Bologna aveva cercato con tutti i mezzi lo sgombero è
stato consegnato al degrado, alla clandestinità, allo
spaccio, alla morte.
Luoghi sottratti a interventi sulla riduzione del danno,
interventi di recupero, di assistenza e informazione
sull'uso e abuso di sostanze sono stati consegnati agli
spacciatori che per anni abbiamo contrastato con alti rischi
per la nostra incolumità. IRRESPONSABILE.
L'attività e il ruolo dei centri sociali contribuisce in
maniera determinante ad arginare la totale assenza di
politiche sui giovani, sui migranti, sui consumatori di
sostanze, sullo sviluppo urbanistico.
Abbiamo più volte denunciato il degrado in cui era caduto
quel luogo, chiedendo di ritornarne in possesso per evitare
episodi come quello successo ieri mattina, a cui ci è
stato sempre opposto un rifiuto ideologico sulla
possibilità di reiterare i reati a noi contestati e questo
dimostra la natura politica che ha portato al sequestro.
Paradossalmente i sigilli sono stati violati immediatamente
dagli spacciatori mentre noi rischiavamo l'arresto se
avessimo messo piede nella struttura.
E ancora il Comune ha la faccia tosta di minacciare la
rescissione della convenzione per il mancato pagamento dei
canoni d'affitto nel periodo del sequestro, vediamo se
l'assessore Merola ha il coraggio di chiedere quei soldi a
chi ha realmente usufruito di quella struttura: gli
spacciatori.
Chiediamo con forza la riconsegna dei locali inutilmente
sotto sequestro all'Associazione Livello 57 per riportarli
di nuovo alla socialità, alla solidarietà e alla vita.
Associazione Livello 57.........
Il Bologna - pagina 22 -
12 Novembre 2007
La polemica. Giovane senza vita nella struttura che fu sede del centro
sociale: ora lì ci stanno gli spacciatori
Ragazzo muore per un’overdose.
l’ex Livello:”l’area è un colabrodo”
- Picciolo attacca:
«Abbiamo denunciato Mesi fa che quello spazio era fuori controllo»
??ologna
Morte per overdose nell’ex centro sociale del Livello 57.
? Un uomo è stato trovato morto ieri mattina negli spazi di via Muggia dove
un tempo c'era il centro sociale Livello 57,ora sotto sequestro giudiziario.
Si tratta di una persona giovane, non aveva i documenti con sé ma
probabilmente eradel nord Africa.
Sul suo corpo il medico legale non ha trovato segni di violenza, la morte
potrebbe essere dovuta ad un’overdose anche se le certezze arriveranno dall’
autopsia disposta dal magistrato di turno Giuseppe
Di Giorgio.
Il portavoce dell’ex centro sociale RosarioPicciolo attacca «abbiamo
denunciato già mesi fa che quello
spazio era fuori controllo».
È stato un altro uomo a chiamare il 118 nelle prime ore della mattinata e
quando il personale sanitario è arrivato, ha avvisato le forze di polizia.
Il ragazzo era senza vita sul letto di quello che evidentemente era
diventato il suo riparo di fortuna.
L’area confina da una parte con la ferrovia e dall’altra con il centro
residenziale di Borgo Masini e non è difficile entrarci.
Il vecchio ingresso del Livello 57 in viale Berti è spesso aperto e il
cancello verde è facilmente aggirabile. Ma lo spazio si può raggiungere
anche camminando lungo i binari e da via Muggia, lì si può scavalcare
agevolmente un altro ingresso.
Qualche mese fa gli attivisti del Livello avevano denunciato che quello
sotto il ponte di via Stalingrado
era diventato un ricovero per spacciatori.
«È un vero paradosso» sottolinea Picciolo «a noi era vietato entrare perché
potevamo essere accusati di aver violato i sigilli, ma intanto c’era un via
vai continuo di persone ».
Questo spazio assieme all’altro di via Battirame erano stati assegnati all’
associazione che gestiva il centro sociale durante l’amministrazione di
centro destra e sono stati sequestrati l’anno scorso da un provvedimento del
pm Paolo Giovagnoli che ha messo sotto inchiesta sei persone per detenzione
e spaccio di stupefacenti.
«A CHI VA DATA LA COLPA di questa morte? Quel posto è un colabrodo, hanno
tolto i presunti spacciatori che saremmo stati noi per metterci quelli veri»
prosegue Picciolo critico verso la procura e l’amministrazione comunale.
L’assessore Virginio Merola ha recentemente chiesto all’ex centro socialedi
pagare i mesi arretrati di affitto altrimenti straccerà la convenzione.
Anche il presidente del quartiere San Vitale Carmelo Adagio conferma che gli
era stato segnalato che le due aree erano diventate terra dinessuno. «In via
Battirame ho anche mandato i vigili a controllare » spiega Adagio «mi hanno
detto che c’erano state sicuramente diverse incursioni e che era stato
portato via anche materiale di proprietà del centrosociale». ? ????
Perugia 10 novembre: corteo per aldo
2007/11/11,18:00
ultima rilevazione sulle tossicodipendenze
2007/11/11,02:55
Pubblicata dal ministero della Salute
Lo 0,2 per cento dei ragazzi ricoverati ha meno di 15 anni di età
Sempre più teenager in cura nei Sert
In aumento il consumo di cocaina
La percentuale di chi fa uso di cannabinoidi si è stabilizzata intorno al 10 per cento
ROMA
- Aumenta, nel nostro Paese, la percentuale di teenager in cura nei
servizi pubblici per le tossicodipendenze. E' la prima volta che si
registra un dato del genere: secondo la "Rilevazione attività nel
settore delle tossicodipendenze - Anno 2006", appena pubblicata sul
sito del ministero della Salute, dei 171.353 tossicodipendenti in cura
nei 544 Sert presenti sul territorio italiano, lo 0,2 per cento ha
un'età inferiore ai quindici anni. Vale a dire, circa 327 ragazzini.
L'arco di tempo considerato va dal 1991 al 2006. Quindici anni fa i
minori di quindici anni ricoverati erano appena ottantasette, con una
percentuale costante sul totale pari allo 0,1 per cento. Lo scorso anno
l'aumento allo 0,2.
All'interno di un quadro non certo confortante, arriva comunque anche
una buona notizia. Secondo la rilevazione, nel tempo, si osserva un
progressivo invecchiamento dei pazienti. La percentuale di età compresa
tra i 20 e i 24 è diminuita (28,6 per cento nel 1991, 11 nel 2006) e
quella dei maggiori di 39 anni è regolarmente aumentata (2,8 per cento
nel 1991, 27,5 nel 2006).
Per quanto riguarda le sostanze assunte, i dati testimoniano una
situazione ambivalente. Da una parte, infatti, si registra un aumento
del consumo di cocaina rispetto a quello di eroina. Dall'altra, però,
il 71,3 per cento dei pazienti del 2006 fa ricorso al Sert per
disintossicarsi dall'eroina. E questo significa che i cocainomani sono
meno inclini a mettere fine alla propria dipendenza. L'uso primario di
cannabinoidi e cocaina riguarda, rispettivamente il 9,6 per cento e il
14 per cento dei soggetti in cura.
4 anni e 2 mesi per un grammo di hashish
2007/11/06,16:05
Quattro anni per 1 grammo hascisc
Questa la condanna del tribunale di Torino a un marocchino
(ANSA) - TORINO, 6 NOV - Cede 1 grammo di hashish e lo condannano a
4 anni e 2 mesi:a Torino un giudice ha applicato la riforma 'Fini-
Giovanardi' sugli stupefacenti.
L'imputato, il marocchino Mohammed N., era stato fermato
domenica nella zona di Porta Palazzo mentre consegnava a un
acquirente 1,3 grammi di hashish: una dose minima che gli e' costata un processo per
direttissima e una condanna severa perche' il giudice ha tenuto
conto del fatto che aveva dei precedenti.
Perugia, sabato 10 novembre per Aldo
2007/11/02,10:07
La Cassazione: sì alla marijuna in casa
2007/11/01,16:10
La Cassazione: sì alla marijuna in casa
se è coltivata come pianta ornamentale

ROMA
(31 ottobre) – Se coltivare marijuana è un hobby per dimostrare il
proprio pollice verde si può fare: la canapa indiana può essere
coltivata in piccole piantagioni domestiche e venduta come pianta
ornamentale. Una sentenza della Cassazione, la 40362, ha confermato
l'assoluzione di un uomo che vendeva, sistemate in vasetti con tanto di
lumini, piantine di marijuana prodotte in casa e fatte crescere nella
vasca da bagno. In particolare la Suprema Corte ha respinto il ricorso
presentato dalla Procura della Corte di Appello di Genova contro
l'assoluzione - pronunciata sia in primo che in secondo grado - di
Luciano M., un uomo di 57 anni nella cui abitazione erano state trovate
cinque piante di canapa, l'ultima delle quali ancora “a dimora” nella
vasca da bagno.
Per il pg di Genova - che ha protestato a
Piazza Cavour contro il verdetto assolutorio - «non è possibile
ipotizzare che un privato possa lecitamente coltivare piante di canapa
indiana per scopi ornamentali, in quanto il legislatore considera
pericolosa per la salute ogni forma di diffusione della droga». Gli
“ermellini” non hanno condiviso questa tesi e la hanno giudicata
«infondata» sottolineando che «la coltivazione di piante, da cui
possono ricavarsi sostanze stupefacenti, che non si configuri come
coltivazione in senso tecnico-agrario rimane nell'ambito della
coltivazione domestica» e non costituisce reato. Così il reclamo del
magistrato ligure è stato rigettato.
VERITA’ PER ALDO
2007/11/01,15:53
VERITA’ PER ALDO
Il carcere? sicuro da morire!
http://veritaperaldo.noblogs.org/
SABATO 10 Novembre Perugia Manifestazione e Assemblea*
Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono stati separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento. Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute.
La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore. Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitano per fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustizia perchè di carcere non si può morire!
Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autorità carcerarie (le prime indiscrezioni sulle cause della morte si riferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere che dall’autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e proprio pestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello.
Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.
Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, dei cosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante. Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsi contro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stanno trovando, non trovano il tempo per superare l’alone di impunità, per denunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenze fisiche e psichiche ai detenuti, uccide.
E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce. Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitare pericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostre pratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, “venduti”come atti di legalità. E’ tempo di disinnescare le “paranoie” securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi. Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenza dell’intolleranza, all’esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, alla manipolazione dell’informazione.
E’ tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità e giustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi. E’ tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi di Spoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento di controllo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunque forma di dissenso.
E’ tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenere verità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la legge Fini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastare e opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressione fuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 di Genova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazione nazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio e rimozione collettiva.
SABATO 10 Novembre Perugia Manifestazione e Assemblea*
Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze
Perchè un paese intollerante e’ tutto tranne che un paese sicuro!
Perchè per una pianta d’erba in cella non si deve finire!
Perché in carcere non si deve morire!
Verità per Aldo!