Italia. Cocaina a Bergamo. Ricoverati vittime del mercato nero
2007/07/28,09:06
27-07-2007, ore 13:16:55
Pietro Yates Moretti
Nelle ultime ventiquattro ore 15 persone sono state ricoverate in un
ospedale di Bergamo per intossicazione da cocaina tagliata male.
Secondo i medici, la cocaina sarebbe stata tagliata con l'atropina, una
sostanza che amplifica gli effetti della cocaina e provoca
allucinazioni. Questo e' solo un piccolo, e ci auguriamo riparabile,
esempio degli effetti devastanti dell'attuale legislazione sulle
droghe. Come negli Stati Uniti durante il proibizionismo sull'alcol, il
mercato nero offre sostanze non controllate, sconosciute, prodotte da
mercanti di droga il cui unico obiettivo e' il profitto. All'epoca si
poteva morire per un bicchierino di wisky da una partita mal tagliata,
oggi si muore per quelle droghe illegali che circolano liberamente in
clandestinita'. Dall'hashish all'eroina, milioni di italiani acquistano
e consumano sostanze senza conoscerne i contenuti e la potenza,
esponendosi a gravi rischi per la salute. La legalizzazione ed il
severo controllo del mercato delle droghe oggi illegali potrebbe
ridurre enormemente il danno, ed episodi come quello verificatosi a
Bergamo (e chissa' quanti altri casi simili che risultano i morti da
overdose) non accadrebbero. Il cittadino che scegliesse di assumere
sostanze come la cocaina o la cannabis avrebbe la possibilita' di
essere seguito da medici -e quindi informato sulla loro reale
pericolosita'- e ottenere dosi e sostanze controllate, e quindi meno
rischiose per la sua salute. Oltremodo, potrebbe acquistare le sostanze
in luoghi controllati piuttosto che dover entrare in contatto con la
malavita. Continuare sulla strada della repressione "senza se e senza ma" condanna alla roulette russa milioni di italiani.
Una buona notizia!
2007/07/25,09:46
25-07-2007, ore 10:16:31
Italia. Hanno assolto Mario!
23 settembre 2004: due vigili urbani entrano nella corte di via Cavour
a Candia Lomellina in provincia di Pavia dove abita Vincenzo di Salvia,
per tutti Mario, per un normale accertamento di residenza nei confronti
di alcuni vicini di casa. Scoprono così due piante che Mario, come ogni
anno da trent'anni, sta amorevolmente crescendo in un'aiuola dello
spazio comune. Subito vengono chiamati i carabinieri che sequestrano le
piante e inizia così il solito lungo e sfiancante iter di denuncia,
processo, avvocati, tribunali. Ma ieri, 24 luglio 2007, è giunta
presso il tribunale di Vigevano l'assoluzione da parte del giudice
Pietro Savani dall'accusa di detenzione per spaccio poichè il fatto non
sussiste inquanto Mario di Salvia ha dimostrato l'uso personale.
Mario è un coltivatore e da trent'anni promotore di politiche
antiproibizioniste: dopo il sequestro delle piante nell'estate 2004,
l'ennesimo guaio per uno dei tanti che si mettono in gioco accollandosi
tutti i rischi, ha fondato il comitato Sana Pianta Lomellina
organizzando per il 9 aprile 2005 una manifestazione antiproibizionista
nel piccolo paese dove risiede. Potete guardare il video della manifestazione qui: http://it.youtube.com/watch?v=8C9bgTWzUZE o potete scaricarlo qui: http://www.ngvision.org/mediabase/475 contiene anche un estratto di un'intervista a Mario.
Il corteo che ha sfilato sotto la pioggia protetto da un cordone di
polizia più numeroso degli stessi manifestanti, è servito a mitigare
negli ultimi anni l'azione repressiva nei confronti non solo di Mario
ma di tutti i consumatori che da anni si trovavano ad affrontare nella
zona un ottuso accanimento da parte delle forze dell'ordine.
L'assoluzione di Mario di Salvia è un altro piccolo tassello della
strada verso la depenalizzazione delle cosiddette droghe leggere: il
suo avvocato difensore, Luca Boni di Cassolnovo (Pv) assegnatogli
d'ufficio, è riuscito ad ottenere l'assoluzione del suo assistito
grazie anche alla dichiarazione del suo medico curante. Infatti questi
ha stilato una dichiarazione in cui afferma che Mario, che ha subito 3
operazioni di ernia discale, non ha mai fatto uso di medicine della
sussistenza nazionale fuorchè quelle dell'immediato post-operazione.
Mario infatti si è sempre curato con la canapa che lui stesso coltiva,
anche nelle sue funzioni indirettamente antidolorifiche. Inoltre
l'avvocato ha anche impugnato due precedenti sentenze, tra cui una
della corte d'appello di Trento del dicembre 2006 che assolse un
coltivatore cui erano state trovate nove piante e un'altra della corte
di cassazione di Roma del gennaio 2007. Ora Mario può tornare ai
sui lavori di responsabile tecnico dei depuratori di Assago e Trezzano
sul Naviglio (Milano), sindacalista Cgil e coltivatore con una
rinnovata dose di serenità.
Castrocaro ricorda Alberto ( da liberazione)
2007/07/20,01:54
Quando il corteo entra silenziosamente nella piazza dove ogni anno si svolge il festival di Castro Caro Terme, anche le luci di chi lavora nei preparativi dell'evento si attenuano per un attimo, quasi intimorite dal silenzio delle 1000 persone che con le loro fiaccole hanno attraversato il paese in memoria di Alberto Curiali. La storia di Alberto purtroppo è simile a quella di Giuseppe Ales, anch'egli suicidatosi, dopo essere finito nelle pagine dei giornali locali, per aver infranto la legge per possesso di Cannabis. Storie queste che lasciano profondi segni nelle coscienze, e che evidenziano quanto sia dannoso l'intreccio che si è costruito tra le ideologie securitarie e le retoriche mass mediatiche sul fenomeno delle sostanze stupefacenti, un meccanismo devastante quando persone “normali”, incensurate, finiscono per essere messe alla berlina mediatica senza appello. Per molti di questi giovani, una volta fermati si crea una situazione complessa dal punto di vista psicologico, una sorta di fine del progetto di vita, rafforzata dal fatto che la nuova legge prevede, se il giudice ti riconosce colpevole un minimo di 6 anni di carcere. Diventa difficile uscire di casa con lo stigma impresso sulla pelle di “drogato”, come il rapporto di fiducia violato con i genitori. Si dirà, che i giornali non ci mettono il nome, e che fanno il loro mestiere, vero, ma mettono tutti gli indizi per fare una spietato “indovina chi”, che si risolve subito in un paese di poche migliaia di abitanti. E lo stesso discorso vale per le forze dell'ordine. Mi interrogo sul senso e sullo scopo di una conferenza stampa dei Carabinieri con tanto di foto per 60 grammi di fumo, nella quale si afferma che il fine settimana è stato all'insegna della lotta alla droga in un'operazione durata due giorni. Un'operazione aggiungo io in cui il narcotrafficante presunto dovrebbe essere un ragazzo di 28 anni, perito agrario, incensurato, che aveva in un libro di fantasy un panetto di fumo. Le nuove teorie di controllo sociale, nate sotto i dettami della tolleranza zero, necessitano di un continuo coinvolgimento della popolazione locale, di una continua mobilitazione su temi simbolici come le droghe, gli immigrati, proposte e riproposte come emergenze continue dalla stampa locale senza dare a nessuno il diritto di replica. Soparatutto in provincia, dove le bacheche ad effetto, si mischiano ai commenti da Bar, dando origine ad una retorica della devianza che tende ad autoalimentarsi questo processo è ancora più forte e senza appello. Ma gli amici del Dottor Tosa,( cosi si sono firmati) non hanno avuto paura del moralismo bigotto, e non hanno lasciato passare la cosa come una fatalità, hanno scritto una lettera rivolta a tutto il paese in memoria del loro amico, intitolata il giorno in cui la notte scese due volte. Il volantino è stato messo nei bar, nelle fermate degli autobus, e sono riusciti, nella drammaticità dell'evento che li ha sconvolti, a prendere voce, a denunciare il loro sdegno nei confronti di un sistema che non può continuare a funzionare a senso unico, discriminando gratuitamente senza nessun diritto per gli esseri umani. Nemmeno loro forse se lo aspettavano, ma alla manifestazione c'era tutto il paese, una processione civile per ridare dignità ad un loro fratello, in cui anziani e genitori, bambini e giovani hanno voluto affermare con determinazione che questa morte assurda era evitabile. Devo dire che dopo anni di lotte sul tema, sono rimasto impressionato anche io, e come se questo piccolo paesino termale, dentro la campagna romagnola parlasse all'intera nazione. Mentre queste persone sfilavano silenziosamente, tra gli striscioni che scendevano dalle case con la scritta “stop alle notizie che uccidono” tutti quanti loro dimostravano che la società italiana, è molto più avanti rispetto alle ideologie bigotte della sua classe politica. Alberto non guidava ubriaco al volante di un'auto, non era a spacciare davanti ad una scuola, ma in un parco a fumarsi un semplice spinello, e la quantità ritrovata era per uso personale, altro che spacciatore. Che senso ha continuare a rincorrere persone che decidono di fare una scelta di vita che riguarda la propria esistenza, non parlo di minorenni, ma di persone adulte, che non hanno problemi di nessun genere se non il fatto di vedersi rovinare la vita da forze dell'ordine e giornalisti. I ragazzi di Castro Caro Terme nella loro semplicità sono riusciti per la prima volta nella storia di questo paese a ribaltare nel territorio in cui vivono la narrazione prevalente che inscrive fenomeni sociali in fenomeni penali, penso che tutti quanti noi, che da anni siamo impegnati per dare a questo paese una normativa civile sul fenomeno delle droghe dovremmo imparare da loro, dovremmo ascoltarli e non lasciarli soli, anche per continuare a tenere viva la dignità e la memoria di un loro fratello.
DROGA:INCENSURATO SUICIDA DOPO DENUNCIA,PROTESTA IN ROMAGNA
2007/07/14,17:33
DROGA:INCENSURATO SUICIDA DOPO DENUNCIA,PROTESTA IN
ROMAGNA (ANSA) - CASTROCARO TERME (FORLÌ-CESENA), 14 LUG - 'Stop alle
notizie che uccidonò e 'Io non credo più ai giornalì. Firmato 'I giovani di
CT (Castrocaro Terme) e TDS (Terra Del Sole)'. Sono le due scritte, a
caratteri cubitali, che da ieri capeggiano su due lenzuoli appesi ad
altrettante finestre affacciate sulla piazza principale di Terra Del Sole,
che venerdì prossimo ospiterà la finalissima del festival 'Voci e Volti
nuovì di Castrocaro, con la ripresa televisiva della Rai. Le due frasi si
riferiscono al suicidio, avvenuto lunedì scorso in un podere della zona
utilizzando il gas di scarico della proprio vettura, di un ventottenne del
posto, finito nei guai con la giustizia per possesso di droga. Il giovane,
laureato in agronomia, senza precedenti e descritto come un tipo tranquillo
e molto schivo, era stato sorpreso dai carabinieri il 6 luglio a fumare uno
spinello in un parco pubblico. Una successiva perquisizione domiciliare
aveva portato al ritrovamento di un panetto di hascisc, del peso di circa
sei etti, nascosto in un ingegnoso incavo ricavato fra le pagine di un libro
giallo. I mass media, a seguito di una conferenza stampa dei Carabinieri in
cui era stata dato conto dell'accaduto senza fornire le generalità del
giovane, aveva riportato la notizia, più per l'originalità del nascondiglio
che per il fatto in sè. Pare però che il giovane, secondo quanto sarebbe
riportato in una lettera indirizzata ai genitori, non abbia retto alla
vergogna, decidendo di farla finita. Una tragedia che ha portato gli amici
del giovane a inscenare la protesta. (ANSA).
Una crociata bipartisan che fa male a tutto di Don Andrea Gallo
2007/07/14,14:26
war on drugs Una crociata bipartisan che fa male a tutto Don Andrea
Gallo
Cammino da quarant'anni sulla strada e rispetto la fatica di
chi deve affrontare, con i propri figli, un percorso lungo e difficile. Mi
sento vicino a coloro che non hanno mai la parola. Al contrario di molti
che la monopolizzano, esercitando un vero colonialismo nella società. E sento
il dovere di avvertire i giovani dei pericoli che corrono e delle risorse
di cui possono disporre. Nei confronti degli altri (media, politici,
benpensanti, chiese, scuola) è mio diritto ridimensionare i problemi della
dipendenza, chiarendoli in modo lucido nelle analisi e nella sintesi.
Bisogna confrontarsi lealmente, approfondire e non ritenere verità
assoluta la propria visione della realtà «droga». In questo campo minato,
le metodologie devono costruirsi in un processo di trasformazione
sociale collettiva. L'allarme e l'emergenza di questi giorni costruiscono una
deleteria disinformazione. Circolano falsi miti e leggende che fanno notizia,
come «fuma uno spinello e muore». E quasi sempre chi lancia allarmi non
costruisce politiche del bene comune. Si abbia il coraggio di affermare che
le «droghe» non sono il vero e il primo rischio per la stragrande
maggioranza dei giovani. Si ammetta il fallimento della guerra
all'offerta. La «Merce» circola e le piantagioni in Afghanistan sono
triplicate. Il mercato clandestino è fiorente. La Comunità San Benedetto
al Porto ha ospitato l'assemblea «Dipende da noi», che ha visto la
partecipazione di oltre 200 persone in rappresentanza di 40 centri sociali di
tutta Italia. La consapevolezza dei danni prodotti dalle leggi degli ultimi
anni è stata forte e condivisa da tutti: nel 2006 spunta la
Fini-Giovanardi, approvata a notte fonda come emendamento al decreto delle
Olimpiadi di Torino. Si è deciso di partire dal prodotto droghe,
demonizzandole e scatenando una persecuzione che mette tutto nelle mani
del circuito repressivo: Prefetture, Questure, magistratura, carceri e quelle
comunità aderenti all'impianto della nuova repressione. La tolleranza zero
continua a impedire un rapporto educativo e sincero con i giovani. Si delinea
un fronte bipartisan conservatore e immobilista che dice di combattere una
battaglia in difesa dei giovani e finisce per conservare il nulla poiché il
vecchio proibizionismo e lì come un ammasso di rottami in nome del quale
non si va da nessuna parte. Non è pedagogico definire una persona dal
prodotto che usa. E' un concetto limitato e poco scientifico attribuire a
un prodotto una dimensione morale. Il fronte proibizionista (la droga fa
male) cavalca questa corporativa nostalgia. E non pone alternative, che
non siano le comunità terapeutiche, il privato d'elite finanziato dallo
stato e un servizio pubblico depotenziato. Quest'ultimo diventa manovalanza
per i ceti e le aree deboli del paese, con il suo ultimo stadio, il
carcere, come discarica sociale. La nuova maggioranza dopo le promesse
elettorali non ha affrontato la riforma della
legge Fini-Giovanardi. Perché? E' un ritardo pesante. La mitizzazione
delle sostanze proibite aumenta l'attrazione, soprattutto tra
i giovanissimi. Urge costruire una rete, con tutti quei soggetti che
aspirano ad avere una funzione progettuale originale, non burocratica, che
può essere realizzata solo intorno a un servizio pubblico forte. Predisporre
programmi a «bassa soglia», incrementare trattamenti sulle esigenze di
percorsi individualizzati, allestire interventi intermedi flessibili
fra l'ambulatoriale e le comunità (unità di strada, centri diurni,
attività sociali e domiciliari, lavoro, case alloggio, gruppi di
auto-aiuto). Urge in primis la totale depenalizzazione del consumo personale.
Non spaventi la «legalizzazione» quando significa «darsi regole nuove».
Governare un fenomeno complesso significa renderlo gestibile da chi lo vive:
abbiamo lasciato morire troppe persone. La strategia che l'Ue propone si
fonda su tre pilastri: lotta al traffico, prevenzione-cura e
riabilitazione-riduzione del danno. Resta nei fatti la migliore strada
percorribile. Questo processo deve coinvolgere tutti: cittadini, gruppi
spontanei e istituzioni. Dobbiamo sollecitare gli enti locali a favorire
pratiche e politiche sociali che costruiscano spazi di socializzazione nelle
periferie, nei centri storici, nelle stazioni, nelle città piccole e grandi.
Le crociate e i cacciatori di streghe sono inutili e dannosi.
Il
Manifesto - 12 Luglio 2007 - pag. 7
Italia. La relazione della sconfitta. Cambiare subito la legge (Aduc)
2007/07/11,14:47
1-07-2007, ore 12:23:15
Vincenzo Donvito
Il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, ha inviato al Parlamento la "Relazione annuale sullo stato della tossicodipendenza". In una marea di numeri e di dati, per un Paese come il nostro, dove la legislazione e' esclusivamente punizionista, e' la relazione dell'ennesima sconfitta.
Se le sostanze sono sempre di piu' alla "alla portata di tutte le
tasche" –come dice il ministro-, se la loro "maggiore accessibilita'
economica, oltre alla ampia disponibilita' di reperimento sul mercato
illegale le rende ancor piu' popolari", vuol dire che cio' che si e' prefisso il legislatore, non solo e' fallito, ma ha generato un effetto contrario. In un Paese che ragionasse in modo semplice e pragmatico, se ne dovrebbero subito trarre le conseguenze e cambiare rotta.
Non e' con la minaccia della punizione -e l'illegalita' delle sostanze-
che si inducono le persone a non consumare le droghe; l'illegalita' e
le punizioni, invece di intimorire i potenziali consumatori, li ha
incuriositi e indotti all'approccio; la delinquenza organizzata nei
traffici e quella spicciola nello spaccio, ha trovato un terreno
fertile e, come sempre dove c'e' domanda, ha moltiplicato l'offerta,
trovando un buon mercato in espansione. Lo Stato, invece di capire
questo fenomeno e scoraggiarlo nelle ragioni attraverso l'informazione
e l'educazione, lo ha ignorato e si e' concentrato sulla repressione; trattandosi
pero' di un fenomeno di larghissima diffusione, non potendo punire e
mettere in galera quasi la meta' dell'intera popolazione, si e'
ritrovato con questi risultati. A questo punto, chiunque, anche
il piu' integerrimo punizionista, dovrebbe paventare un cambiamento di
rotta, altrimenti non sta cercando di fare gli interessi della
popolazione ma solo agitando un suo drappo ideologico, all'altissimo
costo di vite, salute e denaro che coinvolge l'intera nazione. Il primo passo? Cambiare
subito l'attuale legge Fini-Giovanardi. Alla camera c'e' gia' un
progetto di legge a prima firma dell'on.Marco Boato, la discussione va
cominciata subito. Ogni giorno di ritardo aumenta solo la complicita'
nello sfascio in corso.
Relazione annuale sulle tossicodipendenze
2007/07/11,10:23
Droga,è boom di cocaina tra i giovani E un italiano adulto su tre fuma spinelli
Cresce del 62% l'uso fra i ragazzi. Record di consumi in Lombardia In crescita anche la marijuana, ne fa uso uno su tre. Stabile, invece, l'eroina
Ferrero: "Ormai se la possono permettere tutti"
Roma -
In Italia è emergenza cocaina. L'allarme lanciato tempo fa da Amato,
che parlava di un "uso gigantesco" nel nostro paese, trova conferma
nella relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze
presentato dal ministro Paolo Ferrero. Il quadro che emerge è
sconfortante. La cocaina sta vivendo un vero e proprio boom,
soprattutto fra i ragazzi. La colpa, ha spiegato Ferrero, è da
attribuirsi al crollo dei prezzi delle sostanze illegali: "la sua
maggiore accessibilità economica la rende ancora più popolare". In
crescita anche la marijuana, provata da un italiano su tre.
L'uso di cocaina, segnala la relazione, è cresciuto di circa il 62% nei
maschi fra i 25 e i 34 anni e del 50% nelle ragazze tra i 15 e i 24
anni. Stabile, invece, il consumo di eroina: nel 2006, in Italia, gli
utilizzatori di eroina sono stimati in circa 210.000, un dato simile a
quello dell'anno precedente.
Tra il 2001 ed il 2005 il rapporto rileva anche un aumento dei consumi
di cannabis: hanno fatto uso della sostanza almeno una volta nella vita
il 22% degli intervistati nel 2001 ed il 32% nel 2005. L'incremento si
riferisce non solo al consumo nella vita e negli ultimi 12 mesi, ma
anche negli ultimi 30 giorni e ha riguardato in modo significativo
entrambi i generi in tutte le classi d'età.
Le regioni che fanno registrare le più alte prevalenze di consumatori
di sostanze illegali (una o più volte, negli ultimi 12 mesi) sono il
Lazio per i cannabinoidi (10,6%), la Lombardia per la cocaina (4,7%) e
la Liguria per l'eroina (0,7%)
Il costo delle sostanze illecite - avverte il ministro - sta
costantemente diminuendo. Dal 2001 al 2006, la media dei prezzi per la
cocaina è passata da 99 a 83 euro; per l'eroina da 68 a 52 euro per
quella nera e da 84 a 78 per quella bianca. Il rischio, quindi, è che
le droghe diventino prodotti "alla portata di tutte le tasche. Proprio
la loro maggiore accessibilità economica, oltre alla ampia
disponibilità di reperimento sul mercato illegale - aggiunge il
ministro - le rende ancor più popolari".
Italia. Contro il consumo di droga? Amato: fatevi una birra
Una campagna civile contro il consumo di droga. E' quella che propone il ministro dell'Interno, Giuliano Amato.
"Bisognerebbe promuovere una campagna civile contro il consumo di
droga, che spinga i nostri ragazzi a non farne uso -ha detto a Napoli
durante una conferenza stampa in Prefettura- Occorre che siano i
genitori a dare il buon esempio, che siano loro a dimostrare che non ne
fanno uso. Ecco, per il week end sarebbe meglio suggerire una birra".
Il responsabile del Viminale ha poi affermato che lo spaccio e il
traffico internazionale di stupefacenti esiste perché ci sono
acquirenti. "Se nessuno consumasse droga, nessuno avrebbe interesse a
venderla", ha concluso.
Italia. Anticipazione del Messaggero su tossicodipendenze: aumenta consumo. Ma Ferrero smentisce
2007/07/10,08:43
09-07-2007, ore 15:08:08
Italia. Anticipazione del Messaggero su tossicodipendenze: aumenta consumo. Ma Ferrero smentisce
Aumenta in misura esponenziale in Italia il consumo di cocaina e
spinelli, mentre decresce nel resto del mondo. Il dato allarmante e'
che aumenta sempre di piu', nel nostro Paese, l'uso di sostanze tra i
ragazzini di dodici e tredici anni. E' quanto emerge dai dati della
relazione annuale sulle tossicodipendenze, che approda mercoledi' in
Parlamento, anticipati oggi dal "Messaggero". Per quanto riguarda
la 'polvere bianca', si e' passati dai 700 mila 'sniffatori' di cocaina
del 2005 agli 850 mila di oggi, con un aumento del 20%. Mentre
l'aumento del consumo di spinelli e' del 15%. Sono piu' di 4 milioni,
infatti, le persone che fanno uso in maniera stabile o saltuaria di
cannabis, rispetto ai 2 milioni del 2001. Anche il principio attivo si
e' modificato nel tempo. La percentuale di thc (tetracannabinolo)
contenuto nella sostanza, grazie alle manipolazioni genetiche, e' oggi
di 30 volte piu' alta rispetto agli anni '70. Dalla relazione
risulta inoltre un ulteriore abbassamento dell'eta' del consumo di
sostanze pesanti, come cocaina ed eroina. Questo, soprattutto, a causa
delle mini-dosi presenti sul mercato a prezzi accessibili. Un grammo di
coca, che nel 2004 si comprava per 40 euro, oggi ne costa 10-15.
Inoltre, crescono molto i mix di sostanze, e aumentano i giovanissimi
dipendenti dalla cocaina dai sedici anni in su, che hanno alle spalle
anni di abuso associato ad alcol. (Continua)