Al Liceo Mamiani distribuzione semi di marijuana
2007/06/06,16:05

Stamattina, come preannunciato nei giorni scorsi, alcuni studenti medi hanno distribuito semi di marijuana al termine delle lezioni del liceo classico Mamiani. Così tra un gavettone e l'altro di fine anno, classico rituale da ultimo giorno di scuola, gli studenti hanno messo in atto la provocazione alle ultime dichiarazioni della ministra Turco sui Nas nelle scuole, dichiarazioni che a tempo di record si sono trasformate da parole in fatti: la settimana scorsa è infatti scattato il primo arresto di un diciassettenne in una scuola della capitale.
Di seguito il link per vedere le foto.
http://www.eidonpress.com/index.php?url=zoom.php&id=184966
e il link del blog di 0incondotta da cui si può accedere ad una rassegna stampa:
http://0incondotta.noblogs.org/post/2007/06/07/piccoli-coltivatori-e-vecchi-deliri
Bologna, Out Share - NAS-costi dietro la legge: comunicato del collettivo Out Share
2007/06/06,15:31
Bologna, OutShare - NAS-costi dietro la legge
comunicato del collettivo studenti medi Out Share
Un’altra usurpazione travestita da politica piomba sulle nostre libertà, questa volta con la faccia di Livia Turco che, dimostrando ancora una volta quanto la politica di questo governo possa essere lontano dalle persone, mischia repressione e cultura portandoci i poliziotti a scuola.
Ci hanno dimostrato quanto è più facile per chi non è in grado di parlare agli studenti, dire no senza spiegare il perché, e indire crociate di militarizzazione di un’istituzione scolastica che ha il dovere di spiegare e informare, non di somministrare proibizionismo in pillole.
Noi vogliamo essere informati, chiediamo sensibilizzazione e una formazione non influenzata da pregiudizi vecchi come chi prende decisioni in questo paese.
Vogliamo conoscere verità obiettive, non vogliamo terrore in divisa e mastini armati di manette che, dissacrando il posto di crescita per antonomasia, stuprano il diritto di sapere e la curiosità con le armi di leggi diplomatiche che non spiegano né come né perché.
Chiediamo a tutti coloro che vivono la scuola di parlare e di non lasciare passare sotto silenzio l’ennesimo sopruso. Ci rivolgiamo ad un corpo insegnante, che ha per noi il ruolo di educatore, di contestare questa iniziativa del governo, nemica di ogni informazione e quindi in contraddizione con la scuola stessa.
Noi non staremo zitti e non copriremo le nostre facce e i nostri nomi, non si può avere paura di affermare il proprio diritto di sapere. E noi paura non ne abbiamo. Esigiamo saperi, esigiamo spazi, esigiamo una scuola aperta alle parole non ai manganelli, esigiamo la possibilità di avere una realtà obbiettiva con cui confrontarci.
Il proibizionismo è cieco e noi chiediamo di vedere lontano!
Collettivo studentesco Out Share
Maria pia: un anno dopo
2007/06/06,09:13
Un anno fa!
Da Fuoriluogo.it, di Maria Pia Scarciglia - 30 maggio 2007
Ad un anno dal blitz dei carabinieri nei locali dello storico centro sociale Livello 57, è doveroso per chi scrive, fare alcune riflessioni su quelli che sono stati gli effetti dell'elefantiaca operazione del 25 maggio 2006 che portò all'arresto di due persone.
Non è semplice, da parte dello scrivente, ricordare quel doloroso giorno e tutto ciò che ne derivò per me e per la mia famiglia ma, raccontare aiuta a mantenere viva la memoria e, forse, a comprendere il vero significato di quella operazione che impegnò oltre 100 uomini in una perquisizione massiccia di entrambe le sedi del Livello 57.
I risultati dell'operazione, finalizzata alla ricerca di sostanze stupefacenti, sono sotto gli occhi di tutti, perché, ad un anno di distanza, il centro sociale è ancora sotto sequestro preventivo senza possibilità di accesso nemmeno per chi, in quel posto, ha lasciato i propri effetti personali, nonostante le legittime e ripetute richieste dei difensori.
Dopo la chiusura del Livello 57, la cronaca bolognese ha continuato a raccontarci, in modo assordante, del degrado della città e della zona universitaria, del malcontento dei residenti di piazza Verdi e degli studenti oberati dal caro-affitti (…in nero) e dell'assenza delle istituzioni e della politica.
Ed è di “Diritti” che in questa città si deve ricominciare a parlare, di tutela dei diritti civili e sociali e, se la legalità, per qualcuno, non è che un dispiegamento di forze dell'ordine e la chiusura di spazi di aggregazione giovanile, va ricordato a questo qualcuno, che solo attraverso il riconoscimento di “Diritti” si costruisce una società democratica e civile.
La dimensione dei diritti, a Bologna, appare fragilissima, perennemente insidiata da repressioni e restrizioni sotto forma di ordinanze proibizioniste tese a cancellare o limitare la libertà di espressione e di movimento.
La mia vicenda personale e quella dei miei compagni ci insegna che, così come ieri, anche oggi, vi sono tentativi continui di considerare le libertà riconosciute come <eccessive>, limitandole in nome di interessi economici, di ordine e sicurezza pubblica.
Oggi, grazie all'onestà intellettuale di un procuratore, ho potuto lasciarmi alle spalle quel triste periodo e tornare ad occuparmi, come un anno fa, di politiche giovanili e riduzione del danno.
BUFFONI!!
2007/06/06,08:51
Italia. Bologna. Cani antidroga e 120 carabinieri in 19 scuole: trovato un grammo di hashish

I carabinieri di Bologna hanno controllato nelle scorse settimane 19 istituti scolastici superiori e in una scuola media del capoluogo emiliano per verificare l'utilizzo di droghe tra gli studenti o la presenza di spacciatori all'esterno delle strutture scolastiche.
I servizi svolti da 120 carabinieri, con l'utilizzo anche di cani antidroga Flex e Mustafat (un pastore tedesco e un labrador), si sono concentrati in particolare negli orari di inizio e termine delle lezioni. Durante i controlli sono stati recuperati un grammo di hashish gettato da qualcuno in un cestino dei rifiuti in un liceo scientifico. Uno spinello già confezionato e una bustina con altri 7 grammi dello stesso stupefacente sono invece stati trovati all'esterno di un istituto professionale.
"Una valida collaborazione -fa sapere il Comando provinciale dei Carabinieri- è giunta dalle direzioni e dal corpo docente degli istituti interessati che hanno permesso di controllare bagni, corridoi, spogliatoi e palestre, cortili interni ed esterni, laboratori e quant'altro. Alcuni studenti hanno pure permesso ai militari di controllare i loro zainetti".
Comunicato studenti medi antipro'
2007/06/04,15:20
Il 14 aprile siamo scesi numerosi in piazza a roma come studenti, convinti
che il proibizionismo viva una delle sue tante contraddizioni proprio nelle nostre
scuole dove i ragazzi iniziano a consumare sostanze nella più totale disinformazione,
allarmati dal clima di caccia alle streghe che le dichiarazioni di amato(test antidoping
fuori dai licei) preannunciava.
A meno di due mesi di distananza assistiamo a una degenerazione del dibatito pubblico:
alle dichiarazioni di Amato hanno risposto Chiamparino prima e la Turco poi, dall'anti-
doping siamo passati ai NAS e l'effetto delle dichiarazioni pubbliche non si è fatto
attendere: perquisizioni e arresti.
Allarmati da una crescente militarizzazione delle scuole, che qualcuno vorrebbe
trasformare in caserme, continuiamo ad opporci giorno per giorno alla follia del
proibizionismo e a questo governo che lo sostiene e lo rivendica.
Riteniamo strumentale e pericoloso il dibbatito pubblico che in questi mesi sta coinvolgendo
i mass media, strumentale perchè è inserito in una più ampia campagna di crimanalizzazione
dei giovani che non può che passare per la persecuzione dei consumatori vista la diffusione
dell'uso di sostanze tra i ragazzi, pericoloso perchè il proibizionismo, oltre che alimentare
narcomafie e guerre che ogni giorno continuano ad uccidere decine di persone, si nutre della
disinformazione che proprio questa campagna mediatica sta alimentando e che aggrava fortemente
il rischio derivante dalla assunzione di sostanze.
Convinti della necessità di svincolre il consumo di sostanze dal narcotraffico,unico
vero beneficiario del proibizionismo, abbiamo deciso di volantinare e distribuire semi di marjuana
fuori del liceo mamiani mercoledi 6 giugno al termine delle lezioni promuovendo l'autoproduzione
come alternativa reale al proibizionismo.
studenti antiproibizionisti
0incondotta
rete dell'autoformazione
mdma-roma
Marcello Baraghini di Stampa Alternativa
2007/06/03,14:48
"Lo sapevano tutti, anche i mediamente informati, e pure loro facevano finta di niente, ma è solo recente la notizia che il ragazzo di 15 anni morto a Paderno Dugnano, stava fumando del crack e nei suoi polmoni non c'è traccia di cannabis.
Dobbiamo ringraziare solo la scienza, quella delle semplici analisi chimiche se un barlume è venuto a galla. Sì: perché invece molti medici, che dovrebbero essere uomini di scienza, si sono affannati tra interviste a giornali e trasmissioni televisive, per assicurare che uno spinello con il 30% di principio attivo, il THC, può uccidere!
Ecco le prime due bugie: neanche la marijuana più potente del mondo arriva a questa percentuale di THC. Seconda bugia: non si muore, non è mai morto nessuno di cannabis.
Eppure la notizia ci ha perseguitato, fatto incazzare o ridere per giorni e giorni, complici troppi giornalisti a caccia di scoop e tristemente lontani da inchieste serie, alla vecchia maniera, per rivendicare una sia pur minima corretta informazione. La corretta informazione, in questo caso, vuol dire innanzitutto spiegare le differenze tra tutte le droghe che continuano a circolare a ogni angolo di strada.
(…)
E la sinistra? Il fantasma di Livia Turco propone cani e sbirri dei Nas nelle scuole; lo stesso Gianfranco Fini, fautore della sciagurata legge ancora in vigore sulle droghe, non avrebbe osato tanto.
Preso atto delle inettitudini di tutte le forze politiche in materia di droghe, sorgono alcune domande importanti: come facciamo a educare le nuove generazioni se le vecchie, quelle che dovrebbero insegnare, fanno finta di niente? Che messaggio inviamo, se mandiamo in onda una Pubblicità Progresso che testualmente dice ai giovani che “bere alcol è una scelta personale, guidare dopo aver bevuto un danno sociale” e poi altri spot che mostrano quanto sei giovane, bello e fico solo se bevi birra, rum, martini ecc.?
E perché la scelta di libertà individuale è valida per l'alcol e non per la cannabis che, stando alle più recenti tabelle pubblicate su Lancet, una delle riviste scientifiche più accreditate del pianeta , è meno dannosa di tabacco, alcolici e psicofarmaci?
Eppure i nostri medici e giornalisti dovrebbero saperlo, quanto costa al sistema sanitario nazionale ogni anno curare i malanni causati dall’etilismo. Per non parlare dei morti. Ma l’alcol è legale grazie al suo enorme fatturato per il Monopolio di Stato.
Perché allora non estendere questa libertà personale, come recita la Pubblicità Progresso, alla cannabis, in un Paese come l'Italia?Anche perchè, statistiche alla mano, in Europa i Paesi con minor consumo di stupefacenti, sono quelli che hanno attuato da anni una politica della riduzione del danno antiproibizionista, in testa l'Olanda?
Il nostro pensiero è questo, da almeno trentacinque anni, da quando è nata Stampa Alternativa. Un pensiero controcorrente, che trova le sue radici in testi scientifici come Cannabis uso e abuso di Giancarlo Arnao, Erba medica a cura dell'Act (Associazione Terapeutica Cannabis), La marjuana fa bene Fini fa male di Guido Blumir e che ancora pensa, ricerca e realizza controinformazione seria, vera, per impedire al vecchio, ma soprattutto al nuovo regime proibizionista, sciagure e lutti come quello del giovane, disinformato, consumatore di crack".
Marcello Baraghini
Questo Governo e' ostile alla riduzione del danno!
2007/06/02,10:50
Droga/tabacco. Prendere atto che questo Governo e' ostile alla riduzione del danno
Pietro Yates Moretti (ADUC)
E' ormai il caso di dire che l'attuale Governo rischia di passare alla storia come il piu' proibizionista degli ultimi due decenni. Ecco le proposte in materia di droga che il Governo ha fatto o accolto con interesse:
1. Arbitraria sospensione patente per 10 giorni per chi e' sospettato di guidare sotto l'effetto di alcool in attesa di esami piu' scientifici;
2. Proibizione della vendita di bevande alcoliche negli autogrill;
3. Proibizione della pubblicita' di bevande alcoliche;
4. Cani antidroga e carabinieri nelle scuole superiori;
5. Proibizione della vendita di sigarette agli under 18;
6. Lavori forzati per i consumatori di droga, compreso chi si fa uno spinello.
Di queste proposte, alcune sono gia' legge, altre sono al vaglio del Parlamento, altre ancora sono allo stato embrionale, ventilate piu' che altro dal ministro della Salute. Tutti provvedimenti che, gia' adottati e sperimentati altrove (in particolare negli Usa), sono dimostrabilmente inefficaci, come spiegano numerosi studi scientifici. Infatti, invitiamo il Governo ed i suoi sostenitori a citare un singolo articolo scientifico pubblicato su riviste scientifiche serie (peer-reviewed) a sostegno dell'efficacia di questi provvedimenti. Tutto questo nonostante l'attuale compagine governativa si fosse presentata alle elezioni con un programma elettorale improntato alla riduzione del danno e non alla repressione.
Per coloro che sostengono politiche di riduzione del danno e' tempo di prendere atto di cio' che e' in gioco oggi.
Il proibizionismo e' la fonte di una delle maggiori catastrofi sanitarie e di ordine pubblico che da tempo affligge il Paese. Esso alimenta le organizzazioni criminali, spinge a delinquere i tossicodipendenti, abbandonandoli a sostanze non controllate vendute in ogni angolo di strada, riempie le carceri di persone che necessitano semmai di assistenza sanitaria, disinforma sulla reale pericolosita' delle sostanze. Se provvedimenti come questi fossero stati proposti dal Governo precedente, vi sarebbe stata una sollevazione di popolo al grido di "fascisti".
Forse e' il caso di cominciare a convincersi che questo Governo e' capace di fare cio' a cui neanche il suo predecessore aveva il coraggio di pensare.